LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

martedì, luglio 06, 2010

E' nato il MIDBS, Movimento Internazionale per la Difesa dei Bambini Stirati

E' inutile nasconderci e far finta di nulla: siamo tutti stirati. Chi più, chi meno. Lavoriamo per sfamarci. Sgobbiamo per sopravvivere. E terminiamo i nostri giorni senza aver assaporato il gusto della vita.
Ci stirano e ci facciamo stirare per bene dal primo all'ultimo giorno della nostra esistenza. Si inizia da bambini all'asilo, e si continua sino a quando siamo vecchi all'ospizio.
Siamo un'umanità stirata, stiratissima.

E' necessario quindi intraprendere un progressivo cammino di liberazione dalle varie stirerie che abbiamo messo in piedi nei secoli. Famiglia, scuola, lavoro, arte, sport, media. Ognuno a suo modo è agente stirante, agente che rende piatta e monodimensionale la nostra umanità.

Noi netfuturisti siamo voluti partire dalla scuola, colpevole di stirare milioni di bambini e ragazzi ogni anno.
E siamo voluti partire da Venezia, la più simbolicamente passatista della città italiane.
Occorre ribellarci tutti alla stireria scolastica. Dall'asilo all'università è un susseguirsi di regole, divieti e dogmi che rimbecilliscono la naturale vitalità e il naturalissimo talento dei bambini e dei ragazzi. Tutti devono raggiungere gli stessi obiettivi, tutti devono sapere (e saper fare) le stesse cose. Tutti devono essere accuratamente e perfettamente stirati, pronti per le future stirerie che offrirà la vita.

Ed è per questo che Net.Futurismo ha creato il M.I.D.B.S. (Movimento Internazionale per la Difesa dei Bambini Stirati), che, in occasione del VeneziaCamp 2010 (e in particolare all'interno de La scuola che funziona CAMP), ha invitato a difendere coraggiosamente i bambini dalla Scuola e dagli altri agenti stiranti. I netfuturisti Antonio Saccoccio, Paolo Ciccioli, Gianluigi Ballarani ed Elisabetta Mattia hanno dato vita alla prima perferenza contro la scuola stirante.

Partiamo dai bambini, perchè è il caso di proteggere prima chi non è in grado di difendersi ancora da solo. Ma la nostra azione si diffonderà presto a tutta l'umanità stirata.

Tritiamo i ferri da stiro, tritiamo chi ci vuole stirare.

Antonio Saccoccio


Etichette: , , , , , , , , , ,

domenica, novembre 01, 2009

Francesco Antinucci wikipedia goliardia netfuturismo



Diamo seguito alla brillante idea dell'amico netfuturista Stefano Balice. Scriviamo nuovamente su wikipedia la provocatoria voce "Francesco Antinucci", ricordando sempre che il professore ricercatore ha affermato che in wikipedia non ci sono controlli.

Nel giro di un minuto la voce viene cancellata. Riproviamo. Un altro minuto e la cancellano nuovamente. La motivazione è: pagina vuota, di prova, senza senso, tautologia o stupidaggine.

Si è proceduto ad una cancellazione immediata, che è regolamentata in modo preciso.

L'autore della doppia cancellazione è l'utente "Vipera", amministratore della comunità wikipedia. Tanto per dire che non è una cancellazione casuale. E che le voci di wikipedia sono sottoposte a filtri attenti.

Nelle Discussioni c'è spazio per un'ulteriore spiegazione: pagine del genere sono considerate "vandalismo".

Aprendo la pagina dedicata alla gestione del vandalismo, si può leggere un'analisi precisa di cosa è considerato "vandalismo" su wikipedia. Al punto 3 troviamo: Creazione di voci prive di senso o con contenuto scherzoso/goliardico. Siamo sbalorditi: wikipedia ha capito che stiamo prendendo in giro il caro Professor Antinucci.

Insomma, questa wikipedia è meno selvaggia e molto più intelligente di quanto dica la cultura profondamente passatista (università, old media in primis) del nostro Paese.

Antonio Saccoccio

Etichette: , , , , , , , ,

domenica, ottobre 25, 2009

Augias e Antinucci attaccano il web 2.0. La risposta del Net.Futurismo.

Analisi tragi-comica dell’ennesima prova di cialtroneria televisiva

CORRADO AUGIAS E FRANCESCO ANTINUCCI
presentano
Il web come lo vedono due uomini di un altro mondo
(tutte le informazioni sono controllate, garantite e certificate da Laterza e da RaiTv)


Questa è la storia di una trasmissione televisiva.
Una trasmissione realmente andata in onda il 23 ottobre dell’anno 2009 su Rai Tre.
Una trasmissione intitolata Quali sono i segreti di Internet e come ci ha cambiato la rete?.
Chi ha padronanza con il web sa bene che non c’è nulla da aspettarsi dalle trasmissioni televisive con un titolo del genere, sa bene che da qualche anno la televisione ha dichiarato guerra al web, proprio perché è il medium che le ha sottratto fette sempre crescenti di pubblico. Tuttavia è il caso di gettare uno sguardo attento, ma sempre divertito, a questa trasmissione, prendendola come emblema della condizione della televisione contemporanea, ormai divenuta lo specchio delle tendenze più retrograde e scopertamente reazionarie del nostro Paese. Seguirà quindi una


cronaca e analisi tragicomica dell’ennesima prova di cialtroneria televisiva

Augias introduce:
“Una buona parte di noi, non solo in Italia, usa ormai vivere una parte della giornata in maniera virtuale. Dentro l’internet, dentro il computer c’è un mondo che ci aspetta con i suoi lati positivi e negativi, fatto sta che è lì e una buona parte di noi vi ricorre”.
Già si vede da questi toni generici e balbettanti che non sarà certo una trasmissione illuminante: l’impiego del termine “virtuale” è la tipica spia per comprendere che chi parla è lontano dal web e non lo ritiene ancora integrato nella realtà.

Servizio su google di 30 secondi. Poi entra Antinucci, il professore, e inizia una discussione generica e banalissima su google e sul suo algoritmo.
Tutta la descrizione è in termini velatamente negativi, fino alla definizione di Augias
“un cretino velocissimo”, riferita proprio all’algoritmo. Lasciamoglielo dire, ci sarà spazio in seguito per capire chi è il cretino.
Antinucci: “L’algoritmo di google fa degli errori enormi e chiunque lo usa lo sa. A volte tira fuori delle cose che non c’entrano nulla”
Patetica inquadratura su una signora del pubblico che annuisce, come a dire “sì, è proprio vero, pure con me sbaglia sempre!”
Antinucci: “L’altro giorno cercavo una cosa che avesse a che fare con le analisi del sangue e mi viene fuori un articolo sulla principessa di sangue reale”.
Risate patetiche telecomandate al penoso tentativo di essere divertente.
E ancora: “Essendo cieco non ha questa capacità
E poi perla di saggezza finale sul tema:
“Guai a prenderlo come oro colato, come rilevante!”. Ricordatelo tutti eh! Non è oro colato!

Video su wikipedia.

Augias guardando il pubblico:
“Vedo dei giovanotti. Chi di voi usa google e wikipedia?”.
4-5 alzano timidamente la mano. Un pubblico disinternizzato! in una trasmissione in cui si parla di internet! Incredibile! Dove li saranno andati a cercare?


Inizia quindi la rituale pubblicità al libro scritto da Antinucci, edito da Laterza.
E qui la trasmissione entra nel vivo e nel comico insieme. Anzi possiamo dire che finora ci siamo annoiati. Quello che leggerete ora ha dell’incredibile (del ridicolmente incredibile).

Comincia Augias:
“Ora il pericolo è questo. La velocità di ricerca di questo motore è tale per cui una persona un po’ pigra come me, sta lì, deve controllare la data di nascita del tal personaggio, e invece di alzarsi come facevo fino a pochi anni fa, andare alla libreria che sta 4 metri dietro le mie spalle, mi evito quegli 8 metri andata e ritorno, e lo faccio lì, lo digito. E questo da una parte è un grande vantaggio ma dall’altra è una tragedia. Perché se andavo a sfogliare il libro magari trovavo altre cose…”
Ma come! Augias! È esattamente il contrario. Non ti sei accorto di come funziona il web? Una delle novità assolute è proprio costituita dal fatto che mentre si cercano informazioni di un certo tipo ci si imbatte in altre di natura affine e meno affine. È l’essenza della rete creare collegamenti continui da una pagina all’altra del web. E tu vuoi dirci che sul libro troveresti più spunti? E che libri leggi, Augias? “Tutto il mondo in 500 pagine” o qualcosa del genere? Lo vogliamo pure noi quel libro!
Non ci è dato sapere come si faccia a sostenere simili fesserie in televisione dopo un decennio circa in cui il web è diffuso più o meno in tutte le famiglie italiane.

Ma ecco il grande show del professor Antinucci, che merita di essere riportato parola per parola:
“La cosa da tener presente è proprio la differenza della qualità della conoscenza e dell’informazione che troviamo in questo modo. Non bisogna dimenticare che se facciamo quei 4 passi per andare alla libreria, dietro quella c’è tutto un altro mondo. Quel libro è stato pubblicato, come questo che lei ha in mano, vuol dire che qualcuno ha deciso di pubbicarlo, ha passato un giudizio di un qualche tipo. Non solo! Se sta in una biblioteca pubblica, in una libreria, ha passato un altro giudizio, di colui che l’ha scelto per la biblioteca o l’ha comprato. Se si va a cercare su internet non è così, non c’è nessun filtro, non esiste nessuna garanzia di questo e siccome l’algoritmo è cieco bisogna stare attenti. Purtroppo questo tipo di accesso diretto che sembra un vantaggio non è poi così un gran vantaggio”
Antinucci getta così finalmente la maschera. Lo afferma chiaramente: il suo è tutto un altro mondo. Lui è l’apostolo della tradizione, per lui le notizie e le opinioni devono passare giudizi. Bisogna avere garanzie. E chi le dà queste garanzie? Questo è un mistero. Chi possa garantirci la qualità delle informazioni e delle opinioni non è chiaro. Ovviamente si tratta di una concezione elitaria che per fortuna sta sparendo proprio con il web. La cultura come cosa per pochi, e creata da pochi, antico residuo di un mondo lontanissimo ormai dalla sensibilità contemporanea.
Tristemente dobbiamo ancora una volta constatare la pochezza di quelli che dovrebbero essere i nostri intellettuali. Antinucci dice bene che nella libreria c’è tutto un altro mondo. Ma lui pensa a quel suo mondo in termini positivi, rassicuranti. E non comprende che ancora una volta il mondo ha compiuto un grande balzo in avanti e molti uomini di cultura non se ne sono resi conto. Forse in pochi si sono resi conto che anche la stessa idea di “intellettuale” o “uomo di cultura” è un’idea vecchia. Oggi siamo tutti più o meno alfabetizzati, non siamo più nel Cinquecento. Migliaia di persone sul web che non ricoprono alcun ruolo accademico hanno conoscenze e competenze molto più ricche di un Antinucci e si fanno grandi risate ascoltando la sua visione passatista e apocalittica del web.

Ma torniamo alla trasmissione. Augias conferma la linea autoritaria di Antinucci:
“Lei ha toccato un punto fondamentale. Lei ha ricordato il libro che ho in mano che tra parentesi è il suo. Allora io cosa vedo. Leggo Francesco Antinucci direttore di ricerca all’istituto di scienze e tecnologia CNR, si occupa di linguaggio etc. e quindi già so lei chi è. Poi vedo qua editore Laterza. Io mi fido di Laterza perché è un grande editore, di grande tradizione. E quindi va bene. Poi qui nell’altro risvolto vedo una sintesi del libro, che mi fa il racconto rapidissimo di cosa c’è dentro.
Lo sfoglio! Insomma prima ancora di incominciare a leggere ho una serie di informazioni preliminari che mi indirizzano sul contenuto del libro, sulla serietà etc. Tutto questo su google, su internet non c’è. Quindi io posso trovare, successe anni fa, in una ricerca sull’Olocausto, su wikipedia c’era per esempio lo scritto del negazionista che diceva che l’Olocausto era una buffonata, che non era vero niente. Quindi il ragazzino di 12 anni che vede quel sito… Non so se ci siamo spiegati”.
No Augias, non ti sei spiegato e continui a dire fesserie. È una conquista enorme che ci siano tutte le fonti sull’argomento, e non solo quelle che un’elite ha scelto di inserire. Da qualche anno le fonti giuste o non giuste non le scegli più tu o i tuoi amichetti, ma le sceglie il mondo intero, in modo liberale e realmente democratico. Non di quella pseudodemocrazia a cui ci avete abituato voi. La vera democrazia del XXI secolo.
E poi non farci ridere con questa storia di Laterza! Non ti rendi conto che in questo modo stai rispolverando il principio di autorità? Che sei indietro di secoli? E poi fai proprio l’esempio di Antinucci per dimostrare la serietà del libro, proprio mentre il professore sta dando prova del contrario con i suoi scoordinati e traballanti interventi.

Ma eccolo di nuovo il professore:
“Poi bisogna fare attenzione perché wikipedia non è scritta da persone esperte. Perlomeno non c’è alcuna garanzia che sia scritta da persone esperte. È uno strano esperimento, perché è il tentativo di scrivere un’enciclopedia di tutti, che tutti scrivono. Ma non è risolto il problema, non è risolto affatto, il problema di quali sono le qualifiche di chi scrive, a che titolo…. Voi sapete che ognuno di voi può scrivere una voce di wikipedia?”
Augias inizia quasi a prendere le distanze: “Poi ci sono dei controlli”
Ma a questo punto Antinucci la spara davvero grossa:
Non c’è nessun controllo! Questo è bene dirlo. Nessun controllo! Tranne rarissimi casi di argomenti sensibili, non c’è assolutamente nessun controllo. Possiamo fare l’esperimento ora. La voce di wikipedia va lì e starà lì. Sta lì fino a quando qualcuno dice questa voce non va bene cancelliamola”
E allora? Lo sa Antinucci quante cretinate sono state scritte su libri cartacei e non potranno MAI essere corrette da nessuno? Non è una fortuna che su wikipedia le voci siano corrette?
Nel frattempo ho fatto il test come suggerito dal professore e ho inserito una notizia scorretta su una voce poco sensibile, la voce della città di “Latina”. Ebbene, è stata corretta dopo appena 23 minuti. Sarà uno dei rarissimi casi di correzione di cui parla Antinucci? Ma cerchiamo di essere seri! Lo sanno tutti che le voci sono controllate costantemente. Chiunque può provare. Wikipedia è lì.

Di fronte all’ultima colossale cretinata di Antinucci, persino Augias è perplesso.
Ma il professore non si ferma più. Si vede che è una questione personale questa contro wikipedia.
“Il problema è chi è che lo dice? Lei che garanzia ha?”
E poi ritratta parzialmente.
“C’è la possibilità di correggere. Chiunque, di nuovo chiunque può correggere una voce di wikipedia”
“Supponiamo che io propongo che questa voce va cancellata. Il problema è che a quel punto che si fa? Si vota! (con lo sguardo schifato) E tutti votano. Tutti quelli che hanno scritto qualcosa per wikipedia votano. E quindi si decide a maggioranza
Antinucci! Per carità! No, non si vota! E non si vota a maggioranza! Non devono votare tutti! Che assurdità è mai questa della maggioranza! Diciamo che puoi votare solo tu e chi pubblica con Laterza. Va bene così? Così la conoscenza avrà fatto un salto in avanti notevole, no? E tutti saranno sicuri delle notizie che trovano sul web. Se le scrivi tu che pubblichi su Laterza! Ci fidiamo dai.
Anzi facciamo una cosa. Antinucci, ti sfidiamo! Apri wikipedia e scrivila tu la voce “google” e “algoritmo”, e anzi visto che ci sei scrivi pure la voce “wikipedia”. Vogliamo scommettere che entro qualche ora decine di persone più preparate di te avranno scritto questa voce meglio di te? Svegliati dal sonno, professore Antinucci. Non siamo ai tempi dell’Inquisizione.
Al confronto di Antinucci Corrado Augias ormai rischia di sembrare quasi un rivoluzionario e cerca di minimizzare l’ennesima fesseria del professore: “Da una parte è l’applicazione della democrazia…”

Ma non è finita ancora. Parlano pure di twitter.
E Antinucci ancora, riparte come un disco rotto: “Non c’è un controllo anche qui”.
Ora divertiamoci solo per un attimo, perché comunque il duo ci ha regalato uno show non indifferente. E proprio perché viviamo sul web, noi sappiamo cestinarle subito affermazioni sconsiderate come queste. Anche se sono state pubblicate da Laterza e diffuse dalla Rai! Come osiamo! Eretici! Al rogo!
Divertiamoci quindi. Facciamo un’analisi dei termini ricorrenti (già precedentemente evidenziati in grassetto) nel lessico del povero Antinucci e scopriremo subito il suo problema: è un uomo ossessionato dal controllo, dalla garanzia. Nel suo mondo tutto deve essere sicuro, garantito, sottoposto a rigidi controlli. Ma soprattutto Antinucci è spaventato dalla possibilità che le informazioni e le opinioni possano essere prodotte e diffuse da tutti: l’enciclopedia è di tutti, tutti possono scrivere, tutti possono correggere, tutti tutti tutti! Orrore!
In fin dei conti il suo è un residuo di un mondo già estinto, che resiste solo nelle nostre università, e in tutti i luoghi ancorati per definizione alla tradizione (e al potere ovviamente). Perdere la centralità come agenzie incaricate della diffusione del sapere per loro è sicuramente un colpo tremendo. Pensate a questi studiosi che si sono affaticati per una vita pur di arrivare ad avere qualche pubblicazione e qualche titolo accademico. E poi ad un certo punto cosa accade? Che un ragazzino geniale si inventa qualcosa sul web e in un giorno ha più lettori di quanti ne abbiano avuti loro in 40 anni! E loro come rispondono? Dicendo: io ho i titoli, io ho le pubblicazioni, sono io a dire la verità, non loro!
È il mondo che cambia, signori! E voi non volete accettarlo. Scendete dai vostri vecchi scranni, dalle vostre comode cattedre, e gettatevi nella mischia se davvero siete così straordinari come dite di essere. Il mondo di internet, i tutti che tanto disprezzate sapranno riconoscere il vostro talento. Sempre e soltanto se realmente ne avete. Nessuna concessione al vostro buon nome, alla vostra nobiltà culturale. Sul web occorre dimostrare quello che si vale. Non c’è titolo e qualifica che tenga.

Finito qui? Macchè. Come ogni show che si rispetti, c’è sempre il gran finale.
Per Antinucci sul web regna “la tendenza al sequestro!

Amici TUTTI, allora tessiamo TUTTI un elogio del buon sequestro!

Sono felice di farmi sequestrare da questo mondo senza controllo, senza garanzie, senza autorità, senza titoli e senza pregiudizi, in cui posso trovare e scegliere tutte le fonti che voglio senza che nessuno censuri nulla preventivamente e decida per me ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Sono contento che alla verifica e al controllo contribuiscano TUTTI, e non pochi eletti a garanti della verità.
Augias! Antinucci! Noi godiamo di questo sequestro.

E lasciateci godere.

(in fondo Laterza ve la lasciamo, state sereni)


FIRMATO
Tutti gli uomini liberi che liberamente navigano sul web
e che scrivono pagine geniali - ma sempre discutibili - come questa
senza bisogno di titolarsi e qualificarsi preventivamente


p.s. abbiamo tralasciato per decenza ed eleganza di segnalare le inclinazioni paternalistiche di Augias (“c’è un giovine in sala”) o il latinorum che Antinucci nel XXI secolo impiega ancora per dare lustro alle fesserie che dice. Lo ripetiamo: il loro è proprio un altro mondo.

* per godersi lo show integralmente cliccare sul seguente link certificato da RaiTv: http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-07d7bbcf-3a03-436b-8fde-286876edf964.html

www.netfuturismo.it

Etichette: , , , , , , , , , ,

domenica, ottobre 11, 2009

Il travisante travasatore: emblema della scuola contemporanea

Si parla troppo spesso a sproposito di formazione e apprendimento.
C'è una grande verità che andrebbe messa in evidenza prima di ogni altra: la maggioranza degli insegnanti non insegna quello che serve all'alunno, ma quello che sa e che ha appreso nel corso dei propri studi.
E' cosa nota a chi abbia conoscenza degli ambienti scolastici. La maggioranza degli insegnanti durante le lezioni non fanno altro che ripetere quelle nozioni striminzite che hanno studiato nei loro esamini universitari. Possiedono un sapere chiuso, angusto, limitato, circoscritto e trasmettono questo stesso sapere (sapere!) alle nuove generazioni. Si tratta in pratica di travasare informazioni da una testa all'altra, come fossero realmente due recipienti, due vasi (di ferro o terracotta, poco cambia in questo caso).
Ma c'è qualcosa che proprio non quadra in questa impostazione. Perchè, innanzitutto, le nozioni apprese 10-20-30 anni fa sono oggi nozioni spesso inutilizzabili (i vasi di oggi hanno bisogno di essere riempiti con altro!); ma soprattutto, e questo è ben più grave, non sono utilizzabili come si potevano utilizzare ancora 20 anni fa (forse oggi non abbiamo più bisogno di vasi?).
L'insegnante dell'era globale e digitale deve essere dotato di una visione d'insieme e di una capacità critica elevatissima. Deve essere un uomo a mille dimensioni. Non bastano gli esamini e le nozioncine universitarie. Deve sapere decifrare e interpretare la realtà contemporanea con grande padronanza e flessibilità. E adeguare le proprie strategie didattiche a questa realtà.
Quasi tutti i docenti invece hanno ancora l'immagine di un sapere monolitico, di una scuola chiusa su se stessa nella glorificazione della pura conoscenza. E' singolare poi che in una scuola tanto arretrata entrino spesso termini come "multiculturalismo". Ma ci si rende subito conto che si tratta di un multiculturalismo sbandierato retoricamente, una bandiera che mentre la si sventola viene rinnegata costantemente. Nelle loro menti è tutto "mono" (monodimensionale, monodirezionale, monolitico etc.), e nulla "multi" o "pluri".
Chiaramente da una classe docente che è stata formata da docenti ottocenteschi e che ripete quei modelli come una professione di fede non è lecito attendersi momenti di riflessione sulle proprie strategie formative.
Se il mondo in cui vivono è ancora quello del primo Novecento (o al massimo del secondo dopoguerra!), se tutta la complessità del mondo contemporaneo è a loro estranea, non possono che ribadire l'insegnamento autoritario di cui sono stati vittime. In breve, simili modelli non possono che prendere origine da un totale travisamento (forse ignoranza?) della realtà in cui oggi viviamo.
I ragazzi hanno bisogno di figure in grado di orientarli a 360° nel magma della realtà contemporanea, non di individui in grado al massimo di ripetere noiosamente pagine di un manuale di storia o letteratura.
Le discipline di insegnamento non sono insiemi di nozioni che è bello sapere per il gusto di sapere, ma strumenti utili alla formazione globale degli uomini del futuro.
Quindi si smetta al più presto con l'inutile pedante travaso di informazioni, e si intraprenda la strada verso un apprendimento significativo e una reale formazione.
Chi travasa travisa!
Antonio Saccoccio

Etichette: , , , , , ,

lunedì, maggio 11, 2009

Più grandi di Dante, più grandi di Beethoven

Chi ha compreso il valore di alcuni uomini è naturalmente portato ad ammirarli. E ammirare i grandi del passato (e del presente) è cosa giusta e comprensibile.

Quello che è indiscutibilmente imbecille è idolatrare i grandi del passato. Questa idolatria fa parte della cultura passatista (e presentista) del nostro paese.
Ammirare Dante o Beethoven è segno di sensibilità.

Idolatrarli è segno di imbecillità.

Una delle caratteristiche della nostra società è proprio quella mentalità insulsa che si ritrova praticamente in tutte le scuole e le università. Si guarda ai grandi del passato come ad individui irraggiungibili, come a qualcosa da considerare immensamente lontano da noi.
Ecco, è proprio questo che ci rovina totalmente e rovina soprattutto il cervello dei nostri giovani.

Ammirare Dante è giusto, ma considerarlo irraggiungibile è da imbecilli.
Dante e Beethoven sono stati uomini come noi, e in quanto uomini noi possiamo raggiungere e superare le vette da loro raggiunte.

Noi abbiamo bisogno di più uomini e meno studiosi.
Parlate con un grande uomo e poi parlate con un grande studioso.

Vedrete subito la differenza.

Il grande uomo ammirerà i grandi uomini, il grande studioso li idolatrerà.

Il grande uomo si porrà in conversazione con i grandi uomini che lo hanno preceduto (e magari ne scoverà anche le mancanze), il grande (!) studioso li considererà altro da sè, lontanissimi anni luce, intoccabili indiscutibili impareggiabili.

Nelle scuole e nelle università si educa i nostri giovani all'impotenza.

Noi net.futuristi siamo convinti che i grandi uomini debbano essere (e restare) semplicemente delle guide per permetterci di raggiungere vette sempre più elevate.
Noi net.futuristi - che questo l'abbiamo compreso - raggiungeremo quelle vette.
La grandezza di chi ci ha preceduto non ci castrerà MAI.

Invitiamo tutti gli uomini a non lasciarsi castrare dal valore dei grandi uomini che ci hanno preceduto.

Solo se inizieremo a pensarla così, saremo più grandi di Dante e più grandi di Beethoven.

Antonio Saccoccio

Etichette: , , , , , , , , ,

venerdì, marzo 28, 2008

Scuola: gli innovatori e i reazionari

A Roma e dintorni è finalmente nato il "Coordinamento Riqualificazione scuola pubblica", che ha tra le sue priorità la cancellazione immediata dell'O.M. n. 92 e il ripensamento globale delle strategie da individuare per il rinnovamento della scuola italiana. Che ne faccia parte un netfuturista è cosa fondamentale. Proverò in tutti i modi a portare avanti le nostre battaglie per una scuola aperta, dinamica, viva, critica, aprofessorale adogmatica apoliticizzata.
Il gruppo si è formato a partire da un'assemblea tenutasi al liceo Mamiani di Roma. Il progetto ha avuto una rapida risonanza e ha raccolto numerosi consensi.
E qui viene il bello.
Dopo pochi giorni, le forze reazionarie del paese (ultrareazionarie, diciamolo a chiare lettere) si sono organizzate immediatamente per passare al contrattacco.
E' chiaro che l'ipotesi di un gruppo qualificato e agguerrito di insegnanti liceali che prendono finalmente in mano la situazione e il destino della scuola italiana è visto come pericolosissimo da chi detiene il potere culturale da decenni in Italia, e che ha ridotto la scuola ad un cumulo di macerie, muffe e paludi.
Ed ecco che reagiscono. Sono veri reazionari d'altra parte. E' il loro mestiere reagire al nuovo.
Immediatamente abbiamo notizia che si è creato (miracolo!) un "Partito del merito e della responsabilità". Ora, già il nome è in pieno stile ancien régime. Merito e responsabilità! Capite? Come se ci possa essere qualcuno contro il merito e contro la responsabilità!
Ma leggiamo i firmatari di questa iniziativa:
Gian Luigi Beccaria, Giovanni Belardelli, Remo Bodei, Piero Craveri, Giorgio De Rienzo, Giulio Ferroni, Ernesto Galli della Loggia, Sergio Givone, Giorgio Israel, Mario Pirani, Lucio Russo, Giovanni Sartori, Aldo Schiavone, Sebastiano Vassalli, Salvatore Veca.
Eh sì! Come vedete, è il nuovo che avanza prepotentemente! Loro sì che ci diranno come deve essere la scuola del futuro!
Immaginate il nutrito drappello accademico che incorona Fioroni re dell'istruzione italiana!
Ma diamo un'occhiata al primo appello di questo ennesimo "partito" e leggiamo tra le righe (vi tralascio il resto perchè sono frasi talmente piene di nauseante retorica passatista che non vale la pena neppure di trascriverle):
"La polemica di questi giorni sugli “esami a settembre” e i corsi di recupero lascia intravedere, al di là degli indubbi problemi che le nuove norme hanno creato, una forte resistenza ad un cambiamento in questo senso".
Ora, i fatti sono questi. La polemica sugli “esami a settembre” e i corsi di recupero la sta conducendo proprio il neonato "Coordinamento Riqualificazione scuola pubblica", di cui vi ho parlato all'inizio di questo post. Questo coordinamento è nato per bloccare la politica reazionaria di Fioroni, che è sotto gli occhi di chiunque sappia qualcosa di scuola, didattica e pedagogia (dovrei aggiungere: di chiunque abbia un po' di cervello).
E ora cosa ci vengono a dire questi pseudo-intellettuali? Che noi vogliamo resistere al cambiamento! Avete letto bene. Il cambiamento sarebbe l'om n. 92 di Fioroni che ha ridotto in 6 mesi le scuole italiane in tristi bivacchi pomeridiani di ragazzi sfiduciati annoiati amebizzati? Il cambiamento per costoro sarebbe pensare "oh, la scuola di 20 anni fa! quella sì che era scuola! ritorniamo in fretta a quella scuola!!".
Questi signori stanno davvero esagerando. Dalle loro comode cattedre universitarie si lanciano in proclami avventati ponendonsi in contrasto con il primo vero movimento di insegnanti che nasce sotto la spinta di una tensione ideale forte, convinta e appassionante!
In questo paese davvero non c'è il senso della decenza. Chi ha il potere può permettersi il lusso di dire qualsiasi scempiaggine.
Come si può parlare in modo tanto populistico e superficiale di un'emergenza nazionale, come quella dell'OM n. 92, che - se non abrogata al più presto - rischia di paralizzare definitivamente quel filo di vita che resta nelle scuole italiane!
Come si può parlare in modo tanto reazionario di un campo come quello della scuola, che deve essere il primo ad affrontare le sfide del presente, proprio perchè sta costruendo, attraverso la formazione dei giovani, il futuro del paese!
Il Netfuturismo lotterà sempre:
- contro la paralisi della scuola italiana
- contro il sistema di potere culturale italiano
- contro la burocratizzazione dell'insegnamento
- contro l'indottrinamento
Per la scuola-vita
Contro la scuola-carcere
Antonio S.

Etichette: , , , , , , ,

mercoledì, novembre 08, 2006

I mali dell'università italiana

Nelle università italiane andavano cambiati i professori e mantenuti, con pochi aggiustamenti, i programmi.
Invece i nostri saggi governanti hanno deciso di stravolgere i programmi (riducendoli) e confermare in cattedra i vecchi baroni impolverati e ammuffiti.
Almeno prima la forza e la grandezza dei contenuti bilanciava in qualche modo la debolezza intellettuale e spirituale dei baroni. Ora lo sfascio è totale: mancano i modelli nel presente e pure quelli del passato (mi riferisco alla materie umanistiche in particolare).
Per riformare con intelligenza l'università italiana serviva essere conservatori da un lato e progressisti dall'altro. Hanno deciso di essere semplicemente reazionari.
I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Complimenti.

Etichette:

sabato, giugno 10, 2006

L'università italiana: organismo conservatore e mummificato

Le conseguenze dell'egemonia della sinistra: assenza di idee originali, conformismo, immobilismo e iper-specialismo
Ieri il Secolo d'Italia ha pubblicato un articolo (segnalatomi dall'amico Tommaso) illuminante sulla condizione delle università italiane. Suggestivo il titolo: "Per le Università è profondo rosso". Si parla, come potete immaginare, dell'egemonia culturale di sinistra.
Voglio parlarvi di questo articolo perchè in passato mi sono occupato di questo tema. Ho sempre creduto che uno dei principali ostacoli alla diffusione di idee nuove sia l'occupazione delle università da parte della sinistra post-marxista. In questo blog si sta cercando di portare una ventata di cambiamento, di liberare l'uomo oppresso da troppi vincoli e da un sistema di vita soffocante. E l'università è uno dei luoghi meno liberi e più soffocanti del nostro paese.
Passo ora in rassegna le idee più interessanti dell'articolo succitato.
Per Enrico Nistri, autore dell'articolo, l'egemonia culturale di sinistra è evidentissima nelle facoltà umanistiche, assai meno in quelle scientifiche. E questo si spiega facilmente. Mentre i contributi scientifici sono valutabili con criteri assolutamente oggettivi, quelli umanistici si prestano a valutazioni molto opinabili. Non è difficile, infatti, far passare un collage di citazioni erudite per un ricco saggio critico. Tutto questo ha creato una situazione di stallo a livello di pensiero. "E' fatale - continua Nistri - che, in una realtà di questo genere, il conformismo, la subordinazione alle gerarchie accademiche, l’assenza di idee originali o la capacità di occultarle costituiscano fattori premianti per la carriera universitaria." Per questo motivo ormai le innovazioni in campo umanistico non possono provenire dall'ambiente universitario. Se un giovane ricercatore è subordinato al barone di turno, non potrà dissentire dall'ideologia dominante e quindi non potrà mai innovare. A conferma di ciò, i contributi degli ultimi decenni si limitano ad una serie infinita di rinvii bibliografici e ad un'imbarazzante ipertrofia di note a piè di pagina. Di nuove idee non c'è traccia. Nella prima metà del Novecento non era così. Non era rara la diffusione di contributi davvero illuminanti in ambito universitario. Ma, dopo la conclusione della stagione idealistica e l'avvento del progetto egemonico della sinitra, gli studi umanistici si sono chiusi su se stessi. Io ho conosciuto un solo tipo di università. Quella in cui un noiosissimo professore, nel 95% dei casi privo di entusiasmo e vitalità, ripete ad ogni lezione i suoi studi che sanno di muffa. Mai un'illuminazione, mai un'idea in fermento. Non so se questo modo stanco e avvilito di intendere la cultura sia il frutto dell'egemonia della sinistra, anche perchè io l'università precedente non l'ho conosciuta. So che il conformismo e l'immobilismo di cui parla Nistri sono reali. E che comunque una grande responsabilità è dell'egemonia culturale. Non ci possono essere egemonie nella cultura e nella ricerca. La ricerca è per definizione libera. Chi va in cerca non deve avere nessun padrone, altrimenti rischia di non trovare mai nulla.
Baroni d'Italia, lasciate la ricerca libera.
Ricercatori d'Italia, ribellatevi e date spazio al vostro intuito e alla vostra intelligenza. E soprattutto, leggete meno libri dedicando più spazio alla critica personale.
Voglio rubare una frase ad Enrico Nistri e chiudere ricordando a tutti cosa affermava il filosofo spagnolo Ortega y Gasset a chi lo rimproverava di pubblicare testi senza citazioni: "Può darsi che nei miei libri manchino le note a piè di pagina, ma nei libri di chi mi critica vedo le note a piè di pagina, ma non vedo il libro".
Nei suoi libri c'era il genio creatore, non la muffa...
Antonio S.

Etichette: ,