LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

giovedì, marzo 02, 2006

Manifesto del Calcio Neo-Futurista

Nell’ultimo decennio abbiamo assistito al progressivo declino del gioco del calcio. Uno degli sport agonisticamente più coinvolgenti e dinamici si è trasformato progressivamente in una mediocre e noiosissima esibizione di corpi devitalizzati e agonizzanti che si trascinano sul campo per 90 minuti.
È giunto ormai il momento di cambiare rotta. Ed è per questo che proponiamo il seguente Manifesto del Calcio Neo-Futurista.

1. Vogliamo ammirare calciatori vitali, energici, dinamici. Calciatori che si battono fino all’ultimo secondo per la vittoria. Che non si risparmiano e ci esaltano con il loro esemplare agonismo.
2. Vogliamo calciatori corretti, leali, sportivi e rispettosi nei confronti degli avversari, dell’arbitro e dei suoi collaboratori. Il calcio è uno sport e come tale comportamenti anti-sportivi devono scomparire dal campo di gioco.
3. Il gioco del calcio prevede un portiere, difensori che collaborano al gioco difensivo, centrocampisti che prendono parte all’azione che si svolge nella zona mediana del campo, alcuni attaccanti che hanno il compito di costruire il gioco d’attacco al fine di portare alla segnatura. Ma in Italia è nato un nuovo ruolo: il “segnatore”. È colui che si pone sistematicamente nei pressi della porta avversaria col solo compito di segnare una rete. Costui non partecipa all’azione offensiva in alcun modo. Si colloca nei pressi del portiere avversario anche col fine di procurarsi furbescamente calci di punizione pericolosi e calci di rigore. Non partecipando all’azione offensiva il segnatore è di fatto un giocatore in meno per la squadra che lo utilizza e contribuisce in maniera sensibile al peggioramento della qualità del gioco della stessa. Noi siamo contro i segnatori, emblema della penosa staticità del calcio di oggi.
4. Così come siamo per l’agonismo, siamo anche contrari ad ogni pericolosa scorrettezza. Il giocatore che volontariamente commetta un fallo pericoloso per la salute dell’avversario dovrà essere punito nella maniera più severa.
5. Siamo favorevoli all’intervento dei mezzi elettronici in campo per dirimere le situazioni più controverse. Siamo favorevoli ancor di più all’uso di questi mezzi per punire a partita conclusa le scorrettezze sfuggite all’occhio dei collaboratori.
6. Per aumentare il dinamismo bisogna ridimensionare l’importanza dei calci da fermo. In particolare l’area di rigore deve essere ridisegnata e dovrà essere di poco più larga dell’attuale area del portiere. In questo modo si eviterà di assegnare calci di rigore in zone del campo da cui non sarebbe stato possibile segnare (ad es. nei pressi del calcio d’angolo).
7. Per lo stesso motivo la rete su azione dovrà valere il doppio di quella frutto di un calcio piazzato. In questo modo si eviterà di cercare continuamente e volontariamente il calcio di rigore o il calcio di punizione dal limite dell’area.
8. Siamo contrari alle squadre costituite da giocatori provenienti da zone diverse d’Italia e del mondo. Vorremmo una Roma costituita da romani, un Milan da milanesi, un Genoa da genovesi. In questa maniera la corsa delle società sarà a crescere i giovani delle proprie città. Attualmente chi ha più soldi da spendere compra i calciatori migliori, di qualsiasi città e nazionalità essi siano. C’è quindi scarso interesse nel migliorare i vivai giovanili della propria città. E soprattutto vince sempre chi ha più soldi da spendere. Senza contare il fatto che se vince l’Inter dovrebbero vincere i calciatori della città di Milano e invece non è mai così. Si è persa l’identità. E dove non c’è identità, rimangono solo commercio e affari.

Per tutti questi motivi il Neo-Futurismo, consapevole che per gli ultimi 3 punti la società non è ancora pronta per la nostra rivoluzione, propone almeno di applicare immediatamente le seguenti modifiche al regolamento del gioco del calcio:
1. Per chi si rivolge in maniera ingiuriosa all’arbitro o ai suoi collaboratori: squalifica da 10 a 15 giornate.
2. Per chi finge di aver subito un fallo da rigore (simulazione): squalifica di un anno.
3. Per chi segna una rete con la mano: squalifica di un anno. Nel caso di un gesto istintivo e non volontario, il giocatore dovrà immediatamente alzare il braccio per segnalare la scorrettezza all’arbitro: in questo caso sarà soltanto assegnata una punizione alla squadra avversaria.
4. Per chi commette falli assai pericolosi per la salute dell’avversario: squalifica da 5 a 15 giornate.

Siamo convinti che con queste sanzioni il calcio tornerà ad essere in pochi mesi uno degli sport più belli e coinvolgenti.
Vogliamo atleti veri, non larve.

Antonio Saccoccio

p.s. Da questo momento si apre la discussione intorno a questo Manifesto. Gli amici Neo-Futuristi e chiunque altro voglia partecipare sono invitati a proporre emendamenti allo stesso.

27 Comments:

At 03 marzo, 2006 14:31, Anonymous Angelus said...

"Siamo contrari alle squadre costituite da giocatori provenienti da zone diverse d’Italia e del mondo. " E in compenso nemmeno UNA parola contro gli striscioni nazisti e gli incidenti nelle curve. Questo sarebbe il "calcio futurista" a cui guardi tu? A me sembra un calcio razzista..

 
At 03 marzo, 2006 15:18, Blogger Antonio Saccoccio said...

Commento totalmente privo di logica.
A parte il solito tentativo di banalizzare e volgarizzare ogni cosa politicizzandola.
Scambi la causa con l'effetto.
Se si permette ai giocatori di insultare l'arbitro, come puoi pretendere che allo stadio vadano persone decenti?
Bisogna moralizzare lo sport, poi vedrai che nazisti (i comunisti li che-guevaristi li hai dimenticati?) troveranno altro per sfogare i loro bassi istinti. O - meglio ancora - prenderanno a modello atleti leali e si comporteranno anche loro lealmente.

"A me sembra un calcio razzista"
Ma cosa c'entra la razza e il razzismo col mio Manifesto?
Sarebbe invece un calcio perfetto. Potresti almeno documentarti prima sul concetto di razza e su quello di razzismo. Eviteresti simili sparate.

 
At 03 marzo, 2006 19:19, Anonymous Giggimassi said...

Oh, ma una ne fai e cento ne pensi, è faticoso starti dietro: giochi ala destra? ;-)

Il manifesto è brillante e fantasioso quanto basta...per non essere nemmeno preso in considerazione da questo piattume pallonaro che ci circonda...mi riconsolerei pensando a "Dinamismo di un footballer" dell'amato Boccioni.

 
At 03 marzo, 2006 19:28, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro Giggi,
giocavo centravanti, ma svariavo su tutto il fronte offensivo. Centravanti di movimento. Alla Shevchenko e alla Ronaldo (prima dell'infortunio) tanto per capirci! ;-)
Specialità: contropiedi fulminanti.

Non capisco perchè nel calcio moderno sta scomparendo il dribbling...

Ottimo il "Dinamismo di un giocatore di football " di Boccioni!

 
At 03 marzo, 2006 20:01, Anonymous Metafisico said...

"Non capisco perchè nel calcio moderno sta scomparendo il dribbling".

perchè non c'è più un Baggio ma brocchi sopravvalutati che fanno al massimo 2 passaggi e poi tirano di potenza.

 
At 03 marzo, 2006 20:11, Blogger Antonio Saccoccio said...

Perchè cercano sempre il fallo o si buttano a terra sperando in una svista arbitrale.
Del dribbling non c'è più bisogno. Troppo faticoso. Meglio una punizione o un rigore...

Per questo motivo i punti 6 e 7 del Manifesto sono fondamentali.
Meno importanza ai calci piazzati, poi vedrai come iniziano di nuovo a correre e dribblare.

STOP AI CADAVERI!

 
At 26 agosto, 2006 11:12, Anonymous Anonimo said...

leggete il manifesto del calcio pubblicato su www.actionnow-playoldstyle.com nella sezione football old style.
in rete gira da diverso tempo. mi sembra altrettanto interessante.
ha girato la maggior parte delle tifoserie d'italia ed è stato molto apprezzato!

 
At 28 agosto, 2006 13:26, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciao anonimo.
Ho letto quel manifesto e l'ho trovato interessante.
Diciamo ha lo stesso spirito che anima il mio manifesto.
Le differenze si limitano all'uso della moviola e a poco altro. Ma non mi sembrano rilevanti.
E' interessante invece notare come un manifesto avanguardista come il mio possa trovare grandi punti con un manifesto old style. Questo fa capire come al giorno d'oggi per essere avanguardisti e rivoluzionari c'è bisogno di un ritorno alle sane origini.
Molto interessante. Talmente interessante che penso che aprirò un nuovo post sull'argomento.
Ciao e a presto!

 
At 07 ottobre, 2006 13:10, Anonymous Anonimo said...

Manifesto perfetto!Questo Blog va preferiti!W il futurismo e il futuro.Complimenti.

 
At 07 ottobre, 2006 15:08, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ti ringrazio, anonimo. Ma non hai lasciato il link del tuo blog.
ciao!

 
At 13 novembre, 2006 08:49, Anonymous Anonimo said...

Requiem per il dribbling

Il dribbling è scomparso perché il calcio è morto. Prenderne atto. Questo sport si è completamente involuto: giocano tutti alla stessa maniera e tutti possono vincere (con un po' di fortuna, magari, e sperando nella forma). La modesta Svizzera, per esempio, poteva benissimo arrivare almeno in semifinale battendo prima l'Ucraina e poi l'Italia che erano sicuramente alla sua portata (invece è uscita dai mondiali senza subire una sola rete: ha perso con l'Ucraina ai rigori, e l'Ucraina ha perso a sua volta con l'Italia pure ai rigori: questo è l'esaltante calcio di oggi).

Che c'entra col dribbling? Il dribbling che contava, risolutivo, era quello in area di rigore o nei pressi (un dribbling a centro campo non è proprio esaltante). Ora in area di rigore non entra quasi più nessuno perché non ci sono più spazi. Tutte le squadre si difendono in dieci per impedire all'avversario di giocare e tirare: a questo è ridotto il calcio. Pure il Brasile, una nazionale votata una volta al gioco d'attacco e che incantava tutti, si è molto europeizzato per non dire italianizzato, visto che siamo stati noi a inventare il catenaccio che praticano oggi tutti, anche se la parola stranamente è quasi scomparsa. Chi li ha visti in Germania Ronaldinho e Ronaldo? Sembravano schiappe qualunque. Ma l'involuzione del gioco ha quasi distrutto questo sport. Non si può ripetere per decenni che "solo il risultato conta" e poi meravigliarsi della generale piattezza e povertà dello spettacolo.

Può risorgere, rinnovarsi questo sport? Non lo escludo. Intanto le proposte del calcio neo-futurista mi sembrano andare nella direzione giusta.
Personalmente però credo che occorrerebbe avere il coraggio di abolire il fuorigioco. L'avevo scritto alla Fifa già quindici anni fa. Invece la regola è stata solo ritoccata con nessuna conseguenza pratica (non è che la nuova regola - stessa altezza, niente fuorigioco - abbia portato sostanziali miglioramenti, più gioco spettacolo e gol). E invece secondo me bisogna partire da lì. L'abolizione del fuorigioco provocherebbe verosimilmente l'allungamento delle squadre e ciò creerebbe finalmente quegli spazi di cui il calcio asfittico di oggi ha veramente bisogno per tornare a divertire. Ma ci rendiamo conto che ci sono partite senza un solo tiro in porta?!!! Sfido, non ti fanno tirare, chiudono tutti gli spazi. Poi si spera nella fortuna e di arrivare ai rigori. Tanto vale abolire la partita, in genere noiosissima, e passare subito ai rigori! E poi andiamo a mangiarci una pizza che è meglio.

Capisco che abolire il fuorigioco è dura. Ma nel gioco del calcio sono state cambiate molte regole. Ai tempi eroici si finiva anche in nove o in otto per infortuni vari e il portiere non poteva essere sostituito. Poi tutte le sostituzioni di oggi (anche a pochi secondi dal termine per perdere tempo e spezzare il ritmo - uno scandalo a cui non si è ancora posto termine).

Originariamente il fuorigioco introduceva una difficoltà in più per chi attaccava e si voleva impedire a un giocatore di stazionare vigliaccamente oltre la linea difensiva e solo davanti al portiere. Ma visto come vanno le cose - nemmeno più un tiro in porta - a me andrebbero benissimo questi "vigliacchi" sotto porta avversaria. Squadre più lunghe, più spazi, più gioco, più gol, meno falli, più emozioni, più divertimento e soddisfazione.

Vabbè, ho capito. Sono un fesso. Per voi conta solo il risultato. E allora il dribbling ve lo sognate.

 
At 13 novembre, 2006 14:32, Anonymous Anonimo said...

Questo pare il post di uno che a calcio non ha giocato mai.
tra tutte le bizzarrie populiste quella che preferisco è:
"Siamo contrari alle squadre costituite da giocatori provenienti da zone diverse d’Italia e del mondo. Vorremmo una Roma costituita da romani, un Milan da milanesi, un Genoa da genovesi".
Con una limitazione del genere squadre come il Chievo non sarebbero mai arrivate in serie A, ed il Verona non avrebbe mai vinto lo scudetto: questione di matematica e probabilità signori: è più probabile che vinca una squadra di una città con 2 milioni di abitanti o quella di una di 20.000 anime?

 
At 13 novembre, 2006 15:18, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro Sergio,
dici bene: il calcio è morto.
Pensa che Totti, uno dei calciatori italiani giudicati (non da me) trai più forti, non l'ho mai visto effettuare un vero dribbling. Sta lì, giochicchia, tocca e ritocca, poi appena lo toccano crolla a terra. Questo per 11 mesi su 12. Poi il mese che sta in forma ovviamente non cade mai a terra e gioca anche bene. Ma un calciatore può giocare un solo mese l'anno?
Io sono per il calcio eroico, giocato da uomini, non da larve.
Per quanto riguarda il fuorigioco sicuramente varrebbe la pena di provare ad eliminarlo. Almeno si vedrebbero i giocatori correre maggiormente. La staticità in uno sport come il calcio è davvero penosa.
Sono d'accordo anche con l'eliminare i rigori e continuare a giocare fin quando una squadra segna. Guadagnano miliardi, mi sembra giusto che ogni tanto sudino un po' di più!

Ma Sergio, non illudiamoci. Il calcio così com'è lo vogliono i potenti. Guarda il commento che ha aggiunto un anonimo subito dopo di te. Mi fa un'obiezione che starebbe bene in bocca a dirigenti e presidenti delle squadre di calcio, non certo ad uno sportivo che ha a cuore questo sport. E' evidente che il Chievo sarebbe presumibilmente destinata ad una categoria inferiore. Ma fa parte della natura delle cose. Nel calcio sarebbe normale, come è normale che Chievo non è la capitale d'Italia. Che soddisfazione c'è a vincere solo perchè si hanno più soldi da spendere? Non è meglio vincere perchè si è più bravi a coltivare i giovani della propria città? Che soddisfazione c'è a dire "ha vinto il Torino", se poi il Torino non ha un solo calciatore torinese? Sono cose talmente banali che non bisognerebbe neppure scriverle. E invece purtroppo ormai ci hanno plagiato a forza di Domeniche sportive e Processi del lunedì.
Non resta, caro Sergio, che sperare nell'intelligenza e nella cultura. Prima o poi la gente preferirà farsi una sana passeggiata piuttosto che vedere 22 derelitti trascinarsi su un prato.

 
At 02 dicembre, 2006 18:45, Anonymous Anonimo said...

volevo iniziare dicendo ke è un post molto particolare e molto originale e ke ad esempio riguardo alla cittadinanza dei giocatori il problema nasce dallo scarso utilizzo dei vivai e cmq se lei ben ricorda dal 1965 al 1980 furono chiuse le frontiere e l'italia visse uno dei periodi + belli della sua storia calcistica(europeo 68,finale mondiale 70 e vittoria del mondiale 82).vorrei ricordare ke la lazio dello scorso anno era composta da ben 5 romani ma è arrivata solo 6.il dribbling sta sparendo x il troppo tatticismo ke constringe i giocatori a essere + diciamo accorti.volevo chiederle se concorda con me ke kaka e il giocatore + forte al mondo.ki è x lei se no?

 
At 02 dicembre, 2006 19:31, Blogger Antonio Saccoccio said...

Grazie del commento, anonimo.
Il Manifesto è effettivamente particolare, ma si deve leggere come parte dei manifesti da me pubblicati per il rinnovamento culturale, morale e sociale del paese.
In questo contesto l'attenzione alla lealtà sportiva deve essere anche nel calcio prioritaria.
Certamente una squadra di calcio dovrebbe rispettare maggiormente quello che è il prodotto dei vivai. E questo sempre in un'ottica di valorizzazione delle particolarità locali. Lei dice bene ricordando quegli anni. E io le ricordo anche la semifinale del 1978.
Per quanto riguarda il dribbling, diciamo che la sua scomparsa è dovuta sì al tatticismo, ma io sarei più preciso nel merito. Se intendiamo per tatticismo una grande organizzazione tattica, allora i risultati possono essere anche positivi a livello di spettacolo. Il problema è che spesso il tatticismo diventa difensivismo esasperato, ricerca del calcio di rigore o punizione per segnare senza il minimo sforzo, simulazioni, falli tattici, ostruzionismo etc.
Ecco, se il giocatore pensa a questo non ritiene più il dribbling conveniente e allora lo abbandona.
Kakà? Non sto seguendo ultimamente il calcio, mi dicono che sia molto migliorato. Io lo ricordo molto completo, ma un po' debole fisicamente. Indubbiamente ha le potenzialità per diventare il numero 1. Secondo me per cinque anni il più forte è stato senza dubbio Zidane, giocatore unico che difficilmente rivedremo. Da due anni mi sembrava ad altissimi livelli Ronaldinho. Ora sinceramente sono da un po' lontano dalle partite. Le assicuro che provo fastidio per un mondo così lontano da quello che intendo per sport.
A presto!

 
At 27 ottobre, 2007 12:10, Anonymous Anonimo said...

Spero che leggerai il mio commento anche se un po' distante dalla pubblicazione del manifesto.
Mi piacciono molto le parole che hai usato, perchè oltre a DIRE che il calcio non va hai anche osato con nuove proposte forti, secondo me non tutte realizzabili.
In primis volevo sottolineare che non è detto che le regole del calcio sono quelle e quelle rimangono; io che sono appassionata di formula 1 so che uno sport può essere reso più emozionante e avvincente perchè ogni anno le regole vengono modificate, non vedo perchè il calcio dovrebbe essere estraneo a questa politica, quindi mi chiedo se questo manifesto sia stato ideato e pubblicato qui e qui staziona senza essere stato sottoposto all'attenzione di chi compete o per lo meno senza averlo fatto circolare..
Appoggio pienamente l'idea di assegnare il doppio dei punti per i gol su calcio d'azione, ma mi trovo un po' in disaccordo sulla squalifica di 1 anno per simulazione che credo sia esagerata. E' anche vero che i calciatori sembrano fatti di cristallo e quando vedi giocare una squadra di rugby il dubbio sulla simulazione nel calcio si insinua forte, ma un anno è veramente tanto. Inoltre devo contestare l'idea della "Roma fatta da romani, ecc..": io non credo che vadano bene squadre come l'Inter (di cui per altro sono tifosa) in cui non ci sia neanche un giocatore italiano a parte Materazzi e Bolzoni (credo) e che non fornisca, pur essendo la prima forza in campionato, giocatori che possano essere impiegati in nazionale, ma non andrebbe neanche bene una squadra in cui tutti i giocatori sono della stessa città... Un tifoso sarebbe vincolato dalla squadra della sua città e magari adora un giocatore di un'altra squadra che essendo di un'altra città non potrebbe mai giocare per i suoi colori... Credo che la soluzione migliore sia una regola che imponga il 50%, la metà più uno, ovvero 6 giocatori in campo provenienti dai vivai della città della squadra e gli altri 5 da fuori alimentando il calciomercato.
Bene credo di aver detto tutto, anzi no. Io trovo che il calcio sia uno degli sport più emozionanti anche così com'è e i giovani come Lavezzi e Quagliarella (anche se quest'anno ancora non si è visto) che vogliono emergere e farsi notare per quello che valgono ci saranno sempre, ma se questo manifesto serve a eliminare quelle partite statiche e monotone fatte di tattica e strategie difensive, allora ben venga, se vi servono firme, la mia la avrete. Un saluto, Elisabetta da Lecce

PS: credo che chi abbia scritto "giochi ala destra?" ha sottilmente fatto una battuta a doppio taglio...

 
At 28 ottobre, 2007 01:08, Blogger Antonio Saccoccio said...

cara Elisabetta, leggo sempre i commenti al mio blog e cerco di rispondere a tutti.

Il manifesto verrà presto fatto circolare più diffusamente. Il movimento netfuturista sta per avere un sito tutto suo: www.neofuturismo.it
Qui troverai tutto il materiale fino ad ora prodotto.

In realtà la punizione che prevedo per i simulatori è una punizione esemplare, non va presa alla lettera. Credo che la poca severità del regolamento in vigore oggi abbia favorito il moltiplicarsi di simulatori. In Italia ci sono squadre che hanno vinto campionati più volte solo per avere in squadra quelli che ho chiamato "segnatori" e simulatori (che spesso coincidono).
Alla fine si ricorda solo che costoro hanno segnato, ma nessuno ricorda che hanno penalizzato la propria squadra che per 90 minuti ha giocato di fatto in 10. Il segnatore-simulatore va assolutamente eliminato dal nostro calcio. L'emblema è Inzaghi, un calciatore (?) con il potenziale di serie C che non riuscirebbe a giocare in nessuna squadra europea di discreto livello. Ma in Italia gente come lui ha fatto fortuna. Basta piazzarsi davanti al portiere o in linea con l'ultimo difensore per tutta la partina, segnare ogni tanto qualche goal a 4 metri dalla linea di porta, tuffarsi ad ogni occasione in area di rigore, e il gioco è fatto. In altri paesi giocatori così li fischierebbero per tutta la partita. Da noi no. Li osannano. Persino una squadra come il Milan che ha sempre puntato sul bel gioco si è rovinata facendo giocare quel brocco. E infatti il Milan da quando ha sostituito il calciatore Shevchenko con il segnatore-cascatore-broccone Inzaghi non ha più gioco offensivo. Ma poi alla fine la gente si ricorderà i due palloni che gli sono sbattuti sulle gambe andando in rete nella finale della Champions League e non ricorderà che a causa sua il Milan gioca costantemente con un uomo in meno.

E' triste la situazione. Io non vedo soluzioni se non l'applicazione di un regolamento che tragga in qualche modo ispirazione da questo che ho scritto più di un anno fa.

un caro saluto e grazie per il commento

Antonio

 
At 16 novembre, 2007 19:04, Anonymous Nemo said...

Condivido in larga parte il manifesto. I punti su cui sono scettico sono il 6, perchè l'area di rigore è stata concepita soprattuto per consentire al portiere di prendere la palla con le mani, e riducendola si limita troppo il gioco del portiere; del punto 8 non condivido il nazionalismo, o meglio il provincialismo...il calcio "del futuro" non può e non deve essere simile a quello di 100 anni fa, quando nel Napoli giocavano i napoletani e nella Juve i torinesi...credo invece che sarebbe opportuna una limitazione degli stranieri in campo anche per favorire la crescita dei settori giovanili.

ADFUTURUM
NEMO

 
At 06 dicembre, 2007 12:13, Blogger Stefania Campanella said...

Aria. aria aria bravooooooo
Spero di poterti avere in trasmissione lunedì. Intanto, sei su www.donnetifose.it

A presto

Stefania

 
At 10 febbraio, 2008 04:56, Anonymous LoScaligero said...

eccomi anche qui.....probabilmente
non "neofuturisticamente sintonizzato" (:))(se mai sono riuscito ad esserlo)ma anche qui nonostante sia "apprezzabile lo sforzo" di un NeoCalcio mi chiedo se invece di ritoccare le regole non bastasse dare un taglio netto al giro di soldi....insomma...se giochi è perche vuoi giocare...non perche sei un "mercenario del pallone"...prendete i giocatori di rugby italiani...molti o giocano all'estero o hanno un secondo lavoro...eppure fino all'ultimo secondo se le prendono in campo!
mi sa che gira e rigira il calcio neofuturista non dovra essere diverso nelle regole....ma nelle Anime!"neoAnime giocheranno un Neocalcio anche con le vecchie regole....
ciao a tutti!

 
At 10 febbraio, 2008 11:46, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro Scaligero, ma infatti questo Manifesto nasce già da chi ha cambiato la sua anima. Queste nuove regole sono ispirate da una visione nuova del mondo, dell'uomo e quindi anche dello sport.
Quindi è esattamente come dici tu. Se ci conoscessi meglio, non avresti avuto bisogno della tua precisazione ;->
neoanime giocheranno un neocalcio. è proprio così!

ciao!

 
At 15 settembre, 2008 15:08, Anonymous kampfkatze said...

mi complimento vivamente per il blog e per la redazione di questo manifesto..venendo da una categoria che, anche facendo parte del calcio, è odiata dal calcio e da chi scrive di calcio, l'analisi "della sua analisi":D mi risulta fisiologicamente difficile!Da ultrà ammetto di avere una concezione diciamo non conforme del fair play, ma ammetto anche che questo modo di vivere il calcio è nato e cresce in maniera deviata tra le nostre fila(sempre più) come CONSEGUENZA (e non causa, come i media vorrebbero) di problemi che il suo manifesto vorrebbe combattere/risolvere.
una sua ex-"alunna"

 
At 20 settembre, 2008 22:13, Blogger Antonio Saccoccio said...

grazie, kampfkatze. questo Manifesto credo che resterà valido ancora per molto. purtroppo sappiamo tutti in che stato versa il nostro calcio.
ma tu chi sei? ex-"alunna"? chi?
ciao!

 
At 08 ottobre, 2008 23:40, Anonymous kampfkatze said...

mi ha fatto gli esami quest'anno...
non penso si possa ricordare di me -.-

 
At 09 ottobre, 2008 00:35, Blogger Antonio Saccoccio said...

non sottovalutare mai le potenzialità di un giovane prof. ;->
ma ora devi dirmi chi sei! non vorrai farmi restare con la curiosità!
se non vuoi qui, scrivimelo anche in privato.

info@netfuturismo.it

grazie per la simpatica visita!

 
At 06 novembre, 2009 11:14, Anonymous Anonimo said...

Perche non:)

 
At 06 novembre, 2009 11:15, Anonymous Anonimo said...

good start

 

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