LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

martedì, febbraio 20, 2007

Manifesto del Neofuturismo

N.B. questo Manifesto non ha attualmente alcun valore, se non in una prospettiva di ricostruzione storica del movimento neofuturista, dal giugno 2007 evolutosi in avanguardia net.futurista.
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Un uomo nuovo per il nuovo millennio

Da qualche anno siamo entrati in un nuovo millennio. Con grande stupore e non poca delusione abbiamo dovuto accettare che nell’inutile frenesia che anima l’uomo contemporaneo in pochi si sono lasciati affascinare da quest’evento. Eppure il semplice pensare all’anno 2000 avrebbe dovuto risvegliare il nostro animo assopito. Neppure una data tanto affascinante, mille volte evocata dalla fantasia popolare e letteraria, ha costretto l’uomo alla resa dei conti con la propria coscienza e con la propria identità. In un attimo – un solo unico istante - si sono tolti 3 nove, aggiunti 3 zeri e tutto è continuato come prima. Eppure a volte anche un evento solo esteriore come è un cambio di data potrebbe essere lo spunto per un cambiamento più consistente. Soprattutto quando, come oggi, ce n’è davvero la necessità. Ma è così l’uomo contemporaneo. Non sa più sognare. Non sa più immaginare. Non sa più creare un proprio mondo. Non sa più rigenerarsi. Per avere una visione, bisogna essere vivi.
È chiaro che l’uomo che il XX secolo ci ha consegnato è un uomo che non resisterà molto alle sfide del nuovo millennio. È un uomo spento, rassegnato e depresso. Un automa programmato per essere infelice. Non potrà ancora andare avanti per molto. Occorre – è evidente - cambiare rotta.
La gran parte degli individui oggi non vivono una vita propria. Vivono una vita indotta. Non sviluppano il proprio io. Sono totalmente schiacciati da un’omologazione massiccia, meri esecutori di un modello imposto da un super-pensiero dominante. Ed è inutile stare a sottolineare che non tutti sono omologati, che non tutti sono vittime di tale super-pensiero. Non illudiamoci: tutti ne siamo vittime. È solo una questione di misura. C’è chi è totalmente schiavo, chi lo è meno, chi infine si ribella ma finisce lo stesso risucchiato nel vortice. Nessuno si senta escluso da questo nostro discorso. Anche noi che scriviamo siamo parte del mondo che tanto condanniamo. Abbiamo però deciso di avere la forza di scrivere queste righe e lanciare con decisione l’allarme.
Oggi è socialmente improduttivo e poco utile sviluppare una propria identità, è dato per scontato che l’unica via da seguire sia conformarsi ai modelli in uso. Prendere un numeretto, mettersi in coda dietro agli altri e aspettare il proprio turno: questo è l’uomo contemporaneo. Senza possibilità di scelta. Senza via d’uscita. Senza scampo.
La cosa che angoscia maggiormente è osservare che spesso nell’individuo non è più presente neppure una scelta di convenienza. Oggi l’uomo non sceglie neppure più di conformarsi per un bieco calcolo utilitaristico. Oggi l’uomo non vede neppure più la possibilità di una scelta di questo tipo. Non sceglie neppure se conformarsi o no (sarebbe già qualcosa, sarebbe già una scelta!). È tutto dato per scontato. Prendere il numeretto, mettersi in coda e aspettare.
Ma dietro a chi ci mettiamo in coda? Chi è che seguiamo? Perché? E cosa ne sarà di noi? Cosa stiamo inseguendo?
Tutto questo non è dato chiedersi. Numeretto, in coda, attendere. Questa è la nostra esistenza. Abbiamo dovuto attendere millenni di sviluppo e progresso della nostra civiltà per questo entusiasmante epilogo!
C'è sempre un doppio modo di osservare il mondo. Con sguardo distratto e superficiale e con sguardo attento. Bene. Se noi osserviamo distrattamente la realtà che ci circonda potremmo avere l'impressione di abbondanza, ricchezza, divertimento continuo, spensieratezza. Ma se guardiamo al di là delle apparenze scopriremo che nonostante l'abbondanza, la ricchezza e il divertimento continuo ci troviamo ogni giorno a parlare con uomini tristi, rassegnati, avviliti, depressi. Uomini svuotati. Scambiano la frenesia e l’eccitazione per felicità. Il divertimento continuo è molto simile ad un rimbecillimento generale. Per quale motivo un uomo che sembra avere tutto e poter soddisfare ogni desiderio alla fine è un depresso cronico? E qui non parliamo di uomini malati, di anziani. Parliamo di giovani. Giovani e sani. E questo è davvero terribile. I giovani. Per quale motivo i nostri ragazzi sembrano sempre più annoiati e privi di vitalità? Perchè nel loro sguardo c'è stanchezza, mentre dovrebbe esserci il fuoco ardente della giovinezza? Dov’è finita la fantasia? dov’è l’immaginazione? dove i sogni?
Se i nostri giovani sono spenti, il nostro futuro è terribilmente buio.
Tutto questo non possiamo più accettarlo. Crediamo ormai di aver raggiunto il punto più basso di una spaventosa parabola ultradecadente. Probabilmente non si era mai percepita nella storia dell’umanità tanta desolazione. Per fortuna si avvertono sparsi segnali di sgomento, di preoccupazione. C’è qualcuno che, finalmente, lancia segnali di allarme. E noi siamo tra questi. Ma noi non vogliamo solo lanciare segnali di allarme, noi vogliamo fornire a tutti una via d’uscita da questa tremenda situazione. Ed è per questo, per svegliare le nostre anime e le nostre coscienze, che oggi noi lanciamo con enorme convinzione questo nostro Manifesto.

Manifesto del Neofuturismo

1. Noi vogliamo liberare l’uomo. Vogliamo scuotere l’animo di chi è schiavo dell’omologazione e inconsapevole di quanto sta subendo, e spingerlo ad intraprendere la strada per l’affermazione della propria individualità.
2. Noi siamo per riscoprire l’unicità di ogni individuo. Oggi ogni uomo crede di lottare da solo per la conquista di qualcosa. In realtà tutti gli uomini lottano gli uni contro gli altri per gli stessi obiettivi imposti dall’alto. Potremmo avere tanti uomini con tanti sogni (ognuno il proprio!); abbiamo invece un unico sogno (non nostro!) inseguito disperatamente da tutti gli uomini. Potremmo avere una vita serena ed entusiasmante; e invece annaspiamo in un mare di noia e frustrazione.
3. Ogni uomo ha la propria personalità, le proprie qualità, le proprie bellezze. Noi vogliamo che ognuno scopra la bellezza della propria esistenza. Che ognuno diventi se stesso e non un calco di altri. Ogni uomo è creatore.
4. L’uomo del passato viene creato dalla società, l’uomo del futuro si crea da sé.
5. Noi vogliamo vincere una scommessa con tutti gli uomini. Dobbiamo tornare a pensare ai nobili valori che fanno grande l’uomo: coraggio, spontaneità, audacia, vitalità, energia, generosità, dinamismo, volontà. E dobbiamo pensare a tutte le belle idee per cui si muore: amicizia, amore e alti ideali.
6. Noi vogliamo un uomo che sappia reagire alle sofferenze e alle avversità ritrovando fiducia nei propri mezzi, forza di volontà e spirito di sacrificio.
7. Noi non vogliamo uomini che accettino supinamente o passivamente ogni situazione subendola senza discutere. Vogliamo uomini che criticano, polemizzano, mettono in dubbio. Nè pecore, né automi. Vogliamo uomini.
8. Noi amiamo l'arte in tutte le sue espressioni. L'arte è creazione, quindi l'arte è libertà. L’uomo attraverso l’arte si autorappresenterà e autoaffermerà.
9. Le possibilità offerte alla creazione e all’arte sono lo specchio della società. Negli ultimi decenni l’arte è stata confinata in ridicoli circoli autoreferenziali e allontanata totalmente dalla società. Una società in cui l’arte sia in questa posizione è una società in cui qualsiasi margine di rinnovamento è a priori precluso.
10. Noi vogliamo una società aperta e dinamica. Una società in continua evoluzione.
11. Noi condanniamo senza mezzi termini tutti i comportamenti vili, disonesti, falsi e meschini. E avverseremo sempre ogni mentalità utilitaristica e opportunistica.
12. Noi vogliamo essere liberi di esprimerci, liberi di parlare. Ed è per questo che non accettiamo la dittatura del politicamente corretto, moderna forma di censura-dittatura per intrappolare il pensiero e la creatività individuale e costringerci ad accettare il super-modello imposto.
13. La nostra fiducia nell’uomo ci impone di avere fiducia anche nei prodotti dell’uomo. Ma ricordiamo sempre di non cedere all’idolatria della tecnica. L’uomo deve dominare totalmente i suoi prodotti, non adorarli in modo insensato. Tenendo conto di questa imprescindibile premessa, l’uomo deve vedere nelle innovazioni tecniche delle opportunità, non dei prodotti di cui essere spaventati.
14. Noi condanniamo i media monodirezionali, che si sono rivelati strumenti inadatti allo sviluppo creativo dell’uomo contemporaneo. Hanno paralizzato e anestetizzato l’uomo privandolo delle possibilità di esprimersi e riducendolo a passivo ricettore di pensieri prefabbricati. I media tradizionali sono lo strumento attraverso il quale si è realizzata la deprimente omologazione che noi stiamo denunciando. Ma il futuro, fortunatamente, è un altro. E’ proprio il nuovo millennio che ci sta offrendo una possibilità per uscire da questo incubo. I nuovi media partecipativi permettono al singolo individuo di essere coautore e partecipe del messaggio e della creazione di nuove idee. Il fruitore ha quindi la possibilità di uscire dal suo ruolo passivo e diventare autore, creatore e comunicatore. Sappiate che le idee che state leggendo nascono sul web e che questo Manifesto verrà lanciato sul web e avrà il web come principale mezzo di diffusione.

Con questo Manifesto noi proclamiamo la nascita dell’uomo del terzo millennio. Con questo Manifesto vogliamo esaltare la nostra fiducia nelle possibilità dell’uomo. Le potenzialità dell’uomo sono infinite. Volgete lo sguardo attorno a voi: tutto quello che vedete l’ha creato l’uomo, l’abbiamo creato noi. Non ci sono limiti alle nostre facoltà creative. Rigeneriamo le nostre vite e creeremo un uomo nuovo per il nuovo millennio.

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58 Comments:

At 20 febbraio, 2007 10:31, Blogger squitto said...

ho già commentato da alessio... vabbè dai non mi ripeto: il commento "di là" vale anche per te.
:)

 
At 20 febbraio, 2007 15:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Carissima, ho letto il tuo commento da Alessio.
Felice che tu condivida l'impostazione generale.
La prima cosa che voglio dirti è "NON ARRENDIAMOCI. MAI!".
Sappiamo che la via per rinascere è lunga e faticosa. E allora? Se partiamo avviliti e svogliati, nulla mai si farà.
Le grandi cose hanno sempre comportato grandi sacrifici.
Aspetto un tuo commento più esteso.
un caro saluto!

 
At 20 febbraio, 2007 16:30, Blogger Stefano Moracchi said...

Mi fa piacere leggere, finalmente, una esposizione di concetti che fanno riferimento alle certezze.
Dove tutto sembra sempre appiattito sul dubbio e alla indeterminatezza, dove il pensiero debole la fa da padrone, saluto con gioia questa aria di freschezza. La tradizione che si rinnova è sempre sintomo di saggezza.
S.M.

 
At 20 febbraio, 2007 17:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro Stefano,
hai colto proprio il nodo della questione.
Io ti dirò che il dubbio andrebbe pure bene, ma oggi è diventato anch'esso un puro esercizio di maniera.
"Aria di freschezza", spero che per molti sarà così. Questo è l'intento del nostro Manifesto.
Coraggio. Ci vuole coraggio.
un saluto!

 
At 20 febbraio, 2007 18:10, Blogger Stefano Moracchi said...

Il coraggio, la forza delle idee contro la deriva delle opinioni è il motivo che mi ha spinto a teorizzare il pensiero "attuazionista".Nel mio blog sono ormai solito usare la parola dubbio come sinonimo di stanchezza mentale.
Mi sono sorpreso di trovare così tanti punti di convergenza tra il vostro Manifesto e la mia teoria "solitaria".
Un caro saluto,
S.M.

 
At 20 febbraio, 2007 18:41, Blogger Stefano Moracchi said...

Non so se si è capito, lo sottoscrivo.
S.M.

 
At 20 febbraio, 2007 18:48, Blogger Antonio Saccoccio said...

Avevo già notato che il tuo pensiero "attuazionista" aveva punti di contatto con il nostro.
Dovremmo iniziare a frequentarci di più.

Il fatto che in diversi stiamo arrivando alle medesime soluzioni vuol dire che i tempi sono maturi per una rinascita. Vedremo.

Appena apriamo il sito web inseriamo una pagina con i firmatari del Manifesto. Per ora mi segno il tuo nome, ovviamente.

a presto!

 
At 20 febbraio, 2007 21:28, Blogger squitto said...

proviamo quindi ad estendere un po' il commento... :)
però prima una debita premessa: io non parto sfiduciata, sono semplicemente pragmatica.
Punto focale:
individuo vs. massa.
La massa generalmente viene identificata in qualcosa di informe, ma forse tanto informe non è: l'informità essenziale dei suoi componenti non impedisce che la massa, in sé, sia precisamente formata e determinata.
Un formicaio se visto in dettaglio ci appare un brulichio disconnesso, ma se lo osserviamo nel suo insieme vi è una identitarietà condivisa.
Ciò nonostante, la morte di una formica, così come di mille, poco toglie all'insieme.
Altre ne nasceranno a rimpiazzarle, nel ruolo rigidamente programmato dalla massa cui devono appartenere.
Scegliere oggi di essere individui non programmati è possibile, anzi doveroso. C'è anche chi (;-)) è sempre stato così, e che per esserlo stato ha già vissuto sulla sua pelle le conseguenze (ma questa è un'altra storia... ;-)).
Quello che intendevo nel mio commento da Alessio è che chi nasce formica difficilmente diverrà qualcos'altro.
Senz'altro ciò non toglie, comunque, che chi formica non è nata abbia il dovere - oso dire - morale, di alzare una volta per tutte il capo e proclamare "non ci sto" (ma non alla Scalfaro, eh!!!!).
Discorso lunghetto... ma affascinante.
A presto!

 
At 20 febbraio, 2007 21:29, Anonymous Tavorminha said...

Temevo avessi tolto il mio blog dalla tua lista....e invece è ancora li...mi fa piacere.
Come stai? spero tutto bene....
vedo che comunque continui a scrivere.....bene, tra un pò torno anche io.......e spero tornerai dalle mie parti....
a presto anto!
PS scusa se il comm non c'entra nulla col tuo articolo, volevo solo salutarti!!!!!

 
At 20 febbraio, 2007 23:33, Blogger Antonio Saccoccio said...

Cara squitto,
tutta qui si gioca la partita?
Le difficoltà ci sono, e non credere che io non le veda. La strada è in salita, e non credere che io non me ne renda conto.
Ma allora, che facciamo? ci arrendiamo o lottiamo?
Guarda che qui stiamo diventando tutti "massa". C'è poco da fare.
Bisogna porre un argine altrimenti precipitiamo. Tutti.
Tutte le società si reggono su un delicato equilibrio tra innovazione e conformismo. Ora, se noi ci conformiamo troppo, la società intera muore. Se innoviamo troppo, la società impazzisce.
Ecco, noi stiamo innovando troppo a livello tecnologico, ma siamo troppo omologati e fermi dal punto di vista umano. Tutto questo ha generato l'uomo-massa attuale, che è un mostro anche rispetto all'uomo-massa che è sempre esistito.
Insomma, come hai ben visto, il discorso è lungo, ma importantissimo.

Caro Tommaso, come potevo cancellare il tuo link? Sei ormai nella storia della blogosfera. E io non dimentico mai gli amici. A presto, spero!

 
At 21 febbraio, 2007 08:17, Blogger Stefano Moracchi said...

Quando ci sono delle difficoltà il miglior modo di superarle è quello di concentrarsi sulle possibilità.
Per superamento intendo che le difficoltà sono la base e il presupposto delle possibilità.
Quando Marcuse scrisse l'uomo a una dimensione intendeva l'omologazione del pensiero e in questa sua descrizione vi vedeva il sistema formica descritto da squitto. Oggi, problabilmente, avrebbe scritto l'uomo-liquido dove il pensiero è abbandonato a favore dei contenitori. La sua forma non è informe ma in-forme, nel senso che assume diverse identità a seconda dei momenti e delle situazioni. Una identità che si identifica nella mancanza d'identità, di carattere e di certezza. L'impossibile è la sua rassegnata possibilità.
S.M.

 
At 21 febbraio, 2007 11:59, Anonymous PDBmaster said...

Un manifesto degno di questo nome.
Finalmente qualcosa che si discosta dai soliti programmi che riducono l'uomo a prodotto della politica economica.

PDBmaster

 
At 22 febbraio, 2007 23:22, Anonymous L'italiano metafisico said...

è un ottimo manifesto, articolato e limpidissimo.
Avrei un paio di integrazioni che proporrò nella sezione di yahoo.
Non so se hai visto che il manifesto l'ho messo anche sul sito del "Piave".

Ciao

 
At 23 febbraio, 2007 19:36, Blogger Carlo Gambescia said...

Cari amici,
Ammiro il vostro coraggio e apprezzo la vostra creatività. Sottoscrivo il manifesto. Complimenti.
Carlo Gambescia

 
At 24 febbraio, 2007 00:10, Blogger Antonio Saccoccio said...

Stefano,
il problema è proprio questa mancanza di identità, è proprio questa non volontà di vivere e di essere che mi spaventa. Dobbiamo cercare di riprendere slancio in qualche modo. Vediamo un po' gli sviluppi. Intanto le reazioni a questo Manifesto mi fanno davvero ben sperare per il futuro. A presto

Pdbmaster, sono contento che anche a te sia piaciuto. Passo presto anche da te.

Caro meta,
bentornato! Poi parliamo sul gruppo yahoo di eventuali modifiche. Mi dispiace che tu non abbia partecipato a questa fase di lancio. Ho visto il Manifesto sul Piave. Grazie!
Non so se hai visto che il Manifesto è un po' ovunque sul web.
ciao!

Carlo, grazie per il tuo commento positivo. Coraggio e creatività: ne siamo fieri.
a risentirci presto!

 
At 24 febbraio, 2007 21:47, Anonymous Anonimo said...

non vedo cosa ci sia di nuovo, di diverso, di eclatante, di realista. non vedo cosa dovrebbe indurre alla riflessione, al cambiamento, alla presa di coscienza di se...sono solo parole, già dette, già lette, già scritte...che già a niente hanno portato e a nulla porteranno...
antonella

 
At 25 febbraio, 2007 11:54, Blogger Stefano Moracchi said...

Cra Antonella hai ragione qualora rimanessero solo parole. Se, ad esempio, si cominciasse a fare delle riunioni, o se cominciassimo almeno a scambiarci le e-mail forse dal virtuale si passerebbe al principio del concreto.
Vedi,Antonella, al principio fu il Verbo, ma solo al principio.
Con stima,
S.M.

 
At 25 febbraio, 2007 13:14, Blogger Antonio Saccoccio said...

Cara Antonella, non bisogna mai cessare di creare nuovo pensiero.
Sempre considerando che il NUOVO in modo assoluto non esiste. Creare è sempre un rielaborarare, un riorganizzare.
Per quanto riguarda il tuo pessimismo, ti ha già risposto Stefano. Io aggiungo che già dalle parole è nato un movimento, è nata un'aggregazione di persone che condividono un progetto, è nato un gruppo di pressione. Poi quello che ancora riusciremo a fare, non posso prevederlo già da ora.

Caro Stefano, ti stavo già contattando via email. Ci stiamo organizzando. Per quanto riguarda le riunioni, ti posso dire che noi neofuturisti già ne facciamo. Anzi, in questo momento sto ancora discutendo con un amico neofuturista sulle strategie da adottare nelle prossime settimane. Ti abbiamo già inviato un'email per prendere contatto.
a presto!

 
At 25 febbraio, 2007 22:03, Blogger squitto said...

caro Antonio,
ti invito a tenermi presente, anche se per motivi logistici non mi sarebbe molto agevole partecipare agli incontri, e tanto meno a tutti, almeno in questo frangente temporale.
Mi piacerebbe comunque essere tenuta al corrente, se lo ritieni opportuno e fattibile.
A parte un periodo un po' così, nei prossimi mesi certamente la mia situazione sarà più stabile e sarà per me più facile anche seguire le cose in modo più concreto.
Poi se vuoi ti spiegherò con calma.
A presto!

 
At 26 febbraio, 2007 00:32, Blogger Antonio Saccoccio said...

Cara squitto, sicuramente ti terrò informata di tutte le novità.
Non è necessario che tu sia presente a tutti gli incontri. Magari qualche volta ci incontriamo, anche con Alessio, e parliamo dei possibili sviluppi.
Abbiamo un grande potenziale da esprimere. Ci stiamo aggregando pian piano.
E' ora di finirla di copiare schemi già visti. Qui proponiamo idee indipendenti da tutto e da tutti.
Ed è questo il bello.
Siamo nati da soli! Ci siamo autocreati.
E continueremo a creare qualcosa di assolutamente nostro.
E' ora di essere uomini veri e non scimmie.
a presto!

 
At 26 febbraio, 2007 04:28, Anonymous Anonimo said...

immagino queste riunioni...
"amici, una chitarra e uno spinello"...mi sembra superato...
che fate di concreto...oltre a discutere...?

 
At 26 febbraio, 2007 18:05, Blogger Antonio Saccoccio said...

anonimo coraggioso,
immagini chitarra e spinelli?
Ecco, immagina il contrario di tutto questo.
Lavoro, lavoro e lavoro.
Confronto, costruzione e creazione.

La chitarra e gli spinelli li lasciamo volentieri agli altri.

 
At 27 febbraio, 2007 14:23, Blogger Upi said...

Appena ripasso con più tempo, me lo leggo punto per punto. :-)
Già ti vedo con gli occhi brilluccichini per la nuova creatura. ;-)

 
At 27 febbraio, 2007 15:18, Anonymous Anonimo said...

Insomma, perplessa mi dico forse ci sono troppi "Noi". Mon Dieu

 
At 27 febbraio, 2007 19:02, Anonymous Tavorminha said...

Eccomi di nuovo qua...
Cavoli quanto hai scritto.....devo leggere tutto con calma.....
Ho perso il tuo contatto msn, se ti va di ridarmelo, così magari qualche volta ci si ribecca.......
a presto amico

 
At 27 febbraio, 2007 19:10, Blogger Antonio Saccoccio said...

Carissima Upi, aspetto fiducioso il tuo commento!
Ma hai già visto la cosa fondamentale: gli occhi che brillano! da settimane!
un saluto

 
At 27 febbraio, 2007 19:15, Blogger Antonio Saccoccio said...

Perplessa?
il "noi" esprime al massimo la nostra voglia di condividere ogni cosa con tutti.

Tommaso, leggi con calma ed emetti la tua sentenza.
ti ho inviato in privato su splinder il mio contatto msn.
ciao e a presto

 
At 24 marzo, 2007 08:26, Anonymous Biz said...

Credo che l'esperienza futurista, come movimento, sia non recuperabile.
In realtà, il futurismo, anche se ha avuto una funzione importante, contiene in sè alcuni vizi dello storicismo. Il male è lo storicismo, non il "passatismo" o il "futurismo" (che, già nel nome, sono in una logica storicista).
Quindi, secondo me, con tutta la simpatia, non è quella la chiave che ci serve.
Ciao!

 
At 30 maggio, 2007 14:46, Anonymous gianni giorgetti said...

oggi arrivo alla conclusione di una serie di riflessioni: serve un movimento nuovo. ciò che serve è talmente simile (attualizzato) a ciò che fu il futurismo che avrei voluto battezzarlo neofuturismo, o qualcosa come uomonuovo. do un'occhiata in internet e scopro che mi posso risparmiare un bel po' di lavoro. lo stesso manifesto mi sembra condivisibile. nel mio delirio, pensavo che andasse divulgato con forme d'arte: racconti, libri, canzoni, teatro. hai nulla in progetto o già esistente?
gianni

 
At 30 maggio, 2007 17:33, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro Gianni, ottimo il tuo intervento.
Il neofuturismo deve essere oggi il punto di arrivo obbligato per le riflessioni di un uomo che davvero si ponga in modo critico nei confronti della nostra società.

Abbiamo pensato a lungo a forme più artistiche per la diffusione del Manifesto.
Poi abbiamo ritenuto opportuno lasciare al Manifesto generale (e soprattutto alla sua seconda parte programmatica) il ruolo di aprirci la strada in modo chiaro e inattaccabile. E ci siamo riservati poi di operare con le diverse forme artistiche per una diffusione di impatto molto più forte. In questo contesto poesia, musica, teatro, cinema, arti figurative, ma soprattutto tutte le arti insieme unite in ogni possibile combinazione (anche con l'uso delle nuove forme di net art) servono e serviranno allo scopo. Stiamo già producendo qualcosa, che verrà presto raccolto in un sito web, che diventerà il sito del movimento neofuturista.
La forma della lirica-manifesto o della sintesi-manifesto appare in questo momento storico molto efficace alla comunicazione.
Se hai intenzione di partecipare in modo attivo al movimento con contributi di ogni tipo, mettiti in contatto con noi.
Scrivi al seguente indirizzo email: neofuturisti@yahoo.it
Potremo così parlare per bene di ogni cosa.
ciao e a presto
Antonio

 
At 23 giugno, 2007 21:22, Blogger VeggenteTurpe said...

Mi trovo d'accordo col Manifesto.
A dire il vero, già da tempo ho visto nei miei amici e nei miei cari una certa rinuncia a vivere. E i miei amici hanno 21/22 anni. Vabbè. Frustrati dalle ore di lavoro, dalla mentalità del "lasciamo perdere", dalle delusioni affettive. Il loro sguardo è vacuo e l'interesse per l'esistenza nullo. Conta solo lavorare per farsi il macchinone. Tre giorni di felicità se va bene, poi tutto torna routine. Questo manifesto rispecchia molte cose che mi ero proposto, scuotere la mentalità, esaltare l'individuo.
MA.. c'è un ma. Nel precedente manifesto attaccavate l'ateismo. Per me la maggior parte delle religioni non è compatibile con i vostri propositi. Tutte creano omologazione, molte usano spauracchi come premi/pene ultraterrene (che rendono impossibile l'autorealizazione), e alcune si alleano con organi di controllo, rinforzandoli. Se poi vogliamo dire le cose in maniera ancora più critica (e vogliamo, dato che siamo qui), la cattolica è tra le più odiose: per il suo passato, per il suo presente, per il futuro che avremo se l'attuale classe politica non se la smette di genuflettersi davanti al papa. Papa che posso essere d'accordo nel considerare un grande intellettuale, ma anche un uomo che ,per esempio, fu decisivo nel coprire gli scandali pedofilia. Insomma, questo attacco contro l'ateismo mi sembra dissonante. Forse va interpretato come necessità di essere, per far parte del movimento, "ALMENO" deisti? O bisogna essere parte di un culto in modo da poterne apprezzare il valore artistico e suggestivo dei rituali? O, ancora, bisogna essere del tutto credenti?

Pongo queste domande qui, anche se ciò a cui mi riferisco era nell'altro Manifesto, proprio perché non c'è, in questo nuovo, una esplicita presa di posizione. Spero in una risposta, dato che ho creato l'account di Blogger al solo scopo di chiedere tutto ciò.

MATTEO (www.lascialisanguinare.splinder.com)

 
At 23 giugno, 2007 22:54, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro Matteo,
contento che tu sia d'accordo con il Manifesto.

Ti rispondo subito.

Quello a cui tu ti riferisci è il Primo Manifesto del Neofuturismo che io scrissi 2 anni fa, quando ebbi la prima idea di creare un pensiero nuovo.
Alla fine di quel Manifesto puoi leggere che non si trattava di un Manifesto scritto una volta per tutte.

Come vedi la presa di posizione nei confronti dell'ateismo è scomparsa in questo nuovo Manifesto del Neofuturismo, che è poi il manifesto pensato e scritto da me, ma da altri amici neofuturisti. E tra l'altro ora è questo il Manifesto che ha valore.

Il nostro gruppo di Neofuturisti si propone di raggiungere la realizzazione di una società basata su quanto leggi in questo Manifesto.
Uno dei nostri cardini è la massima apertura di pensiero. Per questo non abbiamo voluto chiudere la porta agli atei.
In questo modo chiunque voglia avvicinarsi a noi e condividere il nostro progetto, sarà giudicato solo per le sue qualità.
Per far parte del Movimento bisogna semplicemente condividere i principi generali che trovi in QUESTO Manifesto.
E' ovvio che un ateo sciocco non ci interessa. Ma anche di un credente sciocco non sappiamo che farcene.
Spero di aver chiarito il tuo dubbio.
Sono a disposizione per altri chiarimenti.
un saluto
e grazie per l'interessamento.
ciao

p.s. ho visto il tuo blog su splinder. Mi sembri in linea con i nostri obiettivi. A presto

 
At 24 giugno, 2007 23:29, Blogger VeggenteTurpe said...

Ti ringrazio. Anche se ho pubblicato qualcosa di "molle e rassegnato" come l'ultimo post, ciò non significa che per me sia il modo di agire preferito, né quello che assumo per giungere a qualcosa. Adesso mi metto a leggere qualche intervento passato di questo blog... ciao

 
At 29 giugno, 2007 05:55, Anonymous ilguittoparlante said...

Mi ha fatto piacere leggere questo blog, di persone che cercano di dare un senso alla loro esistenza, diversamente da quando capita su balletto che pochi stronzi vogliono guidare, e istllare nei ragazzi idee patetiche e di falliti che scrivono in un forum, per non riconoscere le loro frustrazioni, grazie di avermi invitato... e complimenti

 
At 30 giugno, 2007 20:22, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao Guittoparlante.
Purtroppo c'è una grande rassegnazione e frustrazione in giro.
Grazie a te per la visita.
ad futurum!

 
At 02 luglio, 2007 15:31, Anonymous Anonimo said...

Salve, mi presento, sono Ivana, sono un'insegnante ed una pittrice.
Ho preso il link di questa pagina su balletto.net ed essendomi incuriosita mi pareva d'obbligo visitarla...
Leggendo il manifesto sorrido perchè mi ricorda i vecchi tempi quando, da studentessa, studiavo le premesse e i propositi dei manifesti del futurismo...ma siamo in un'altra epoca, neo-futurista, appunto.
I propositi sono chiaramente diversi da quelli enunciati tanti anni fa perchè necessariamente differenti sono le "cause" del richiamo all'ordine. Condivido quello che avete scritto speranzosa che i buoni propositi possano avere una effettiva realizzazione...mi complimento con voi perchè mi fa sentire sollevata il fatto che ci sia ancora "gente in grado di pensare oltre"...

 
At 02 luglio, 2007 16:35, Blogger Antonio Saccoccio said...

cara Ivana, grazie per il tuo commento.
Siamo Antonio e Attilio, neofuturisti, anche noi insegnanti (lettere e storia dell'arte).
Siamo contenti che tu abbia apprezzato il nostro manifesto. Ma ti chiediamo: perchè oltre che augurarti il nostro successo non partecipi anche tu al progetto di rinnovamento che abbiamo lanciato?
Crediamo che sia importante unire le forze e combattere assieme per quella che riteniamo un nuov modo di intendere l'uomo, la cultura e l'arte (e lo diciamo a te che sei un'artista).
sei interessata, facci sapere. Scrivici al nostro indirizzo di posta: neofuturisti@yahoo.it CIAO!

Antonio - Attilio

 
At 02 luglio, 2007 17:30, Anonymous Ivana said...

Sono daccordo, vi scrivo una mail e ne parliamo. Grazie.

 
At 02 luglio, 2007 18:22, Blogger Antonio Saccoccio said...

ok,Ivana. Aspetto la tua email
neofuturisti@yahoo.it
ciao!

 
At 17 settembre, 2007 22:39, Blogger Notte Nella Laguna said...

L'arte contemporanea non lascia spazio all'innovazione, all'avanguardia. L'arte dei nostri giorni, che impazza in patetici festini è solo un riflesso di ciò che l'artista vive: non creazione, ma sterile riflessione.
L'arte è sforzo creativo, frutto del matrimonio tra immaginazione ed intelletto, unione nella quale i testimoni della tecnica, della cultura sono bene accetti per ottenere il prodotto nuovo, vero figlio del passato e (pro)genitore del futuro.

Avervi scoperto mi rincuora. E' bello vedere altre persone che, volenterose di liberarsi dalle scorie dell'arte nostalgica e passatista così come da quella passiva nei confronti di se stessa, vogliono Creare, Innovare, ed essere una nuova avanguardia artistica, politica e spirituale per l'Uomo di Oggi e di Domani.

Aderisco!

Luca

http://www.velodimaya.net/wp/icaro

 
At 17 settembre, 2007 22:46, Blogger Antonio Saccoccio said...

benissimo, Luca. per entrare in contatto con noi, scrivici pure a neofuturisti@yahoo.it

 
At 20 ottobre, 2007 21:29, Anonymous Anonimo said...

In tutta sincera verità credevo che un movimento che riportasse in vita il futurismo proponesse ideali più idonei all' uomo dei giorni nostri...credo alquanto inutile riportare parole già scritte da un certo "Marinetti" e storpiate con errori storici e ideali antitetici (come per esempio la rivalutazione artistica non proprio approvata dai futuristi di un tempo). Questo neofuturismo è statico e stantio...puzza di vecchio e quindi non può essere considerato figlio del futurismo. Spero vivamente che un giorno qualcuno con un carisma più forte del mio sia in grado di incarnare ideali che un tempo già violentemente vennero alla luce.
Eja
Missi

 
At 21 ottobre, 2007 11:53, Anonymous Anonimo said...

veDETEVI WWW.UCCIDIAMOILBISTEKKAPENSIERO.COM
FABRIZIO BELLOMO

 
At 21 ottobre, 2007 14:08, Anonymous Anonimo said...

ciao!!
mi trovate più d'accordo con questo manifesto che con quello del 2005...
Comunque condivido le vostre idee..ho passato cinque anni delle superiori in una classe dove il 95% erano donne...tutte vestite uguali, che parlavano nello stesso modo e degli stessi argomenti: uomini e donne, grande fratello ecc...e per ambientarmi avrei dovuto anch'io essere una loro copia..(per fortuna cosi non è stato!)
ho capito che il mondo è tutto cosi, omologato, all'uomo è stato privata la capacità di pensare con la propria testa, che l'ideale di uomo è Costantino di Maria De Filippi..ma com'è possibile??
i telegiornali parlano della morte del maiale di george clooney come notizia importante invece dei problemi reali...spostano la nostra attenzione su ciò che è futile, ci dicono quello che vogliamo sentire e quello che vogliono farci sentire..vedi per esempio quando intervistano le persone in giro per le città a chiedere pareri su leggi o parole di politici: se decidono che per quel giornale o telegiornale la notizia è negativa mandano in onda solo commenti negativi e viceversa..
e la cosa grave è che molte volte mi sento schiava di questo anch'io...
Elisa

 
At 23 ottobre, 2007 00:27, Anonymous EFFETTO FARFALLA said...

Non posso nascondervi di essermi commosso alla lettura di questo manifesto,e soprattutto nell'avervi ritrovato gran parte delle spinte motivazionali che tenevo assopite.
Dinamismo,evoluzione PROGREDIRE verso noi stessi,una spinta a miliardi di chilometri solo un pò piu in là,oltre le nostre capacità,oltre il nostro sguardo.
Bisogna prontamente [RE]AGIRE URLARE VIOLARE TREMARE SUDARE contro il marcire delle nostre città,dove i valori sono sepolti dalla POLVERE.
Io sono per la REAZIONE degli animi alla vita propria e all'aiuto di quella altrui e la riscoperta della potenza umana,affinchè si possa sperare in un futuro che sia veramente FUTURO e non un triste riepilogo di sensazioni e parole pietrificate,gesti che oramai non servono a NULLA.
Vi contatterò.Ho veramente bisogno di parlare con qualcuno che la pensa come me.

Paolo.

 
At 23 ottobre, 2007 00:33, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro Paolo, grazie per il tuo veemente e appassionato commento.
Siamo in tanti ormai stanchi della solita melma quotidiana.
Le parole d'ordine che hai evocato sono le nostre.
Se vuoi scrivici a

info@neofuturismo.it

ti aspettiamo. abbiamo bisogno di unirci e combattere insieme. per queste idee. PER L'INFINITA POTENZA DELL'UOMO.

AD FUTURUM

 
At 23 ottobre, 2007 02:41, Anonymous Anonimo said...

Se pensate di non avere voce in capitolo, allora non avete capito!! Forza ragazzi(e ve lo dico come allo stadio)Spacchiamoli! A noi!

 
At 23 ottobre, 2007 02:41, Anonymous Anonimo said...

Se pensate di non avere voce in capitolo, allora non avete capito!! Forza ragazzi(e ve lo dico come allo stadio)Spacchiamoli! A noi!

 
At 24 ottobre, 2007 16:07, Anonymous Anonimo said...

E' da circa un anno che sento la necessità di un radicale cambiamento, è ora di agire!

 
At 25 ottobre, 2007 14:57, Blogger Antonio Saccoccio said...

@ anonimi degli ultimi messaggi,
se vogliamo agire dobbiamo farlo tutti insieme.
Altrimenti consegneremo come sempre l'Italia in mano agli amanti delle muffe.

Fatevi sentire, scriveteci, non perdete tempo in chiacchiere e incitazioni.

info@neofuturismo.it

a risentirci presto

 
At 25 gennaio, 2008 17:57, Anonymous Anonimo said...

noi, noi , noi, noi, noi, noi.
Ma di chi parli? se la scoperta dell'individuo non è un optional, sei in piena contraddizione solo quando dici: noi vogliamo che tutti siano liberi di cambiare idea e non restare sempre legato alle stesse, e se qualcuno di questi "noi" ad un certo punto vuol pensarla diversamente? e tu come fai ad affermare qualcosa oggi che potrebbe cambiare domani? come faccio IO a crederti e a non darti pazzo?? Ma a me poco importa delle pazzie altrui, preferisco ascoltare la mia, e farmi perno delle mie scelte, mutevoli grazie all'esperienza, dedicate all'arricchimento senza dover scrivere un manifesto d'identificazione quasi elitaria, non sono un "noi" sono uno ed in quanto tale parlo sempre e solo per me, senza bisogno di identificarmi in qualcosa che non può che scadere nel luogo comune di fronte alle contraddizioni umane.
ATTENTI A NON FINIR PEDINE DEI VECCHI MASSONI DEVIATI...SAREBBE LA FINE PEGGIORE CHE POTRESTE "O VOI NOI" FARE....

 
At 30 gennaio, 2008 20:00, Anonymous Anonimo said...

il vostro manifesto mi ha colpito molto.
da tempo la mia curiosità si è soffermata sul neofuturismo, purtroppo dovunque sono capitata non ho trovato altro che neofascismo e tutta la merda che questo comporta.
vorrei sapere se c'è qualcuno che nel futurismo vede voglia radicale di esprimere se stessi, libertà di espressione, non giudicare gli altri credendosi migliori e sentendosi in diritto di sparare cazzate. marta.

 
At 31 gennaio, 2008 22:05, Blogger Antonio Saccoccio said...

cara Marta, ognuno è libero di dire tutte le stupidaggini che vuole.
Se c'è qualcuno che riduce il futurismo al fascismo è libero di farlo, prendendosi la responsabilità della stupidaggine che sostiene.

Qui una cretinata del genere non è stata mai detta.
Non solo.
Il nostro Neofuturismo, che è un NetFuturismo, non può avere nulla a che vedere con una presa di posizione politica nel solco della tradizionale. Noi non ci possiamo schierare con gli attuali partiti politici, noi non possiamo usare le vecchie categorie politiche. Figuriamoci se possiamo usare la categoria del fascismo.

Il nostro NetFuturismo è radicalmente rivoluzionario ed è l'unico movimento d'avanguardia nato da una libera aggregazione di bloggers italiani.
Siamo il futuro.
Leggi il mio blog, il nostro sito e vedrai se non è così.
un saluto

 
At 22 febbraio, 2008 11:42, Blogger Littorio said...

Voi sareste i neofuturisti, voi, professorini di medie o supeiori, voi con questa visione postromantica dell'artista, voi che tentate di scrivere un manifesto che ha la piattezza della prima pagina del Secolo XIX, voi con questa visione puritana del mondo, vi ringrazio per il tentativo ma non ci siamo! SE UN GIORNO SORGERA' UN NUOVO FUTURISMO, QUESTO PARTIRA' DA PAZZI SCATENATI, FIGLI DELLA PIU' GRANDE PUTTANA CHE ABBIA MAI CAMMINATO SU DI QUESTA TERRA! CHE COS'E' QUESTA SOLITUDINE INTELLETTUALE, COS'E' QUESTO MANIFESTO POLITICALLY CORRECT CHE FRA L'ALTRO NON REGGE NEANCHE IL CONFRONTO CON I TEMPI E MI APPARE COME UN ANNUNCIO DEI TESTIMONI DI GEOVA? MI DISPIACE MA LA VOSTRA INDOLE E' CHIARAMENTE STATA CORROTTA DAGLI ATENEI CHE AVETE FREQUENTATO, IL TENATATIVO E COMUNQUE AMMIREVOLE, SE FARETE I CATECHISTI VI ANDRà MEGLIO!

 
At 22 febbraio, 2008 11:46, Blogger Littorio said...

E poi, o siete neoumanisti o siete neofururisti...lo spirito del Neofuturiamo vero se mai ci sarà, dovrà per forza essere "...siamo gli ultimi studenti ribelli in un mondo troppo saggio!", chi ha oreccjie per intendere intenda.

 
At 31 gennaio, 2009 23:32, Blogger billino said...

Cento anni fa Filippo Tommaso Marinetti pubblicò il manifesto che inaugurò, nella coscienza estetica del mondo, il secolo che credeva nel futuro.
Col Manifesto del 1909 iniziò il veloce processo del divenire macchina dell'organismo umano collettivo.
Il divenire macchina è giunto al suo compimento con il concatenarsi
della rete globale, e si rovescia oggi, dopo il collasso del sistema
finanziario fondato sulla futurizzazione dell'economia, sul debito, sulla promessa economica.
Quella promessa è finita. Si apre l'epoca che segue al futuro.

Pubblico qui di seguito il manifesto del dopofuturismo che
presenteremo a Roma il 20 febbraio.
E - per chi volesse rinfrescarsi la memoria - ripubblico il Manifesto con cui cominciò il secolo che credeva nel futuro.


MANIFESTO DEL DOPOFUTURISMO

1. Noi vogliamo cantare il pericolo dell'amore, la creazione
quotidiana dell'energia dolce che mai si disperde.
2. L'ironia, la dolcezza e la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.
3. L'ideologia e la pubblicità hanno esaltato finora la mobilitazione permanente delle energie produttive e nervose dell'umanità per il profitto e per la guerra, noi vogliamo esaltare la tenerezza il sonno e l'estasi, la frugalità dei bisogni e il piacere dei sensi.
4. Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una
bellezza nuova: la bellezza dell'autonomia. Ciascuno ha il suo ritmo e nessuno deve esser costretto a correre a velocità uniforme. Le automobili hanno perduto il fascino della rarità e soprattutto non possono più svolgere il compito per il quale furono concepite. La velocità è diventata lenta. Le automobili sono immobili come tartarughe stupide nel traffico cittadino. Solo la lentezza è veloce.
5. Noi vogliamo cantare l'uomo e la donna che si accarezzano per
meglio conoscersi e per meglio conoscere il mondo.
6, Bisogna che il poeta si spenda con calore e prodigalità per
aumentare la potenza dell'intelligenza collettiva e per ridurre il tempo del lavoro salariato.
7. Non vi è più bellezza se non nell'autonomia. Nessuna opera che non esprima l'intelligenza del possibile può essere un capolavoro. La poesia è un ponte gettato sull'abisso del nulla per creare condivisione tra immaginazioni diverse e liberare singolarità.
8. Siamo sul promontorio estremo dei secoli… Dobbiamo assolutamente
guardare dietro di noi per ricordare l'abisso di violenza e di orrore che l'aggressività militare e l'ignoranza nazionalista possono in ogni momento scatenare. Viviamo da molto tempo nella religione del tempo uniforme. L'eterna velocità onnipresente è già dietro di noi,
nell'Internet, perciò ora possiam dimenticarla per trovare il nostro
ritmo singolare.
9. Noi vogliamo ridicolizzare gli idioti che diffondono il discorso di guerra: i fanatici della competizione, i fanatici del dio barbuto che ci incita al massacro, i fanatici terrorizzati della disarmante femminilità che c'è in noi tutti.
10. Vorremmo fare dell'arte forza di cambiamento della vita, vorremmo
abolire la separazione tra poesia e comunicazione di massa, vorremmo
sottrarre il dominio sui media ai mercanti per consegnarlo ai sapienti e ai poeti.
11. Canteremo le folle che possono infine liberarsi dalla schiavitù
del lavoro salariato, canteremo la solidarietà e la rivolta contro lo
sfruttamento. Canteremo la rete infinita della conoscenza e
dell'invenzione, la tecnologia immateriale che ci libera dalla fatica fisica. Canteremo il cognitario ribelle che si mette in contatto con il proprio corpo. Canteremo l'infinità presente e non avremo più bisogno di futuro.

 
At 02 marzo, 2009 01:43, Anonymous Anonimo said...

IN NOME DEL FESTIVAL DI SAN REMO

Nella competizione con Paesi la cui classe politica incentiva la crescita culturale dei propri cittadini, il Popolo italiano e le nuove generazioni pagheranno a caro prezzo l' espropriazione dalla consapevolezza sociale e culturale perseguita forsennatamente da gruppi di potere con una onnipresente ed incalzante “industria della distrazione di massa per la creazione di teste vuote”, che non lascia aperture alla conoscenza ed alla riflessione sui problemi veri posti della società contemporanea.

Agli Italiani che notoriamente non leggono, le televisioni, scandalosamente omologate, infliggono quotidianamente notizie filtrate che non li informano, ma sapientemente li distraggono a suon di canzoni, li alienano, li avviliscono, li aizzano con servizi su fatti di cronaca fisiologici alle società complesse, artatamente enfatizzati e volgarmente strumentalizzati. In estenuanti esposizioni mediatiche, Parlamentari che fondano la carriera politica istigando all' odio sono pronti a cavalcare le emozioni per invocare leggi repressive che spesso calpestano i diritti dell' Uomo.

Gravissime sono le responsabilità di tutti coloro che alimentano l' “industria della distrazione per la creazione di teste vuote”, che con la disinformazione mutilano i cittadini della partecipazione consapevole ai problemi reali della propria comunità e precipitano il Paese nel più grave decadimento civile dopo il fascismo.
In questo contesto, particolare valore assume quanto enunciato nell' articolo 16 del programma del partito internettiano:
“lotta frontale ai mass media ed agli operatori che consapevolmente si prestano a diffondere trasmissioni artatamente devastanti , concepite per sviare la mente e privare, soprattutto i giovani, del tempo prezioso della formazione culturale, dell'esercizio del senso critico, della riflessione e della visione responsabile dei problemi sociali; giovani ridotti a indifesi ricettori di comportamenti dissennati, temi futili e pulsioni babbuinesche, condannati alla passività e all’asservimento come unica risposta al controllo e all'aggressione esercitati impunemente dai poteri forti sulla società civile tramite i mass media.
Francesco Miglino
segretario del partito internettiano
partito internettiano via Torelli Viollier, 33 - 20125 - MILANO
www.partitointernettiano.it - partitointernettiano@gmail.com

 
At 09 novembre, 2009 00:16, Anonymous Anonimo said...

Perche non:)

 

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