Fenomenologia della critica d'arte contemporanea
Tra i compiti dell'artista d'avanguardia, che oggi per noi corrisponde con l'oltre-artista totale, c'è ovviamente quello di demolire la mortifera alleanza critico-artista. In quale modo? Semplicemente portando a completo sviluppo il modus operandi della coppia Boccioni-Marinetti, che già al loro tempo riunivano nella loro azione avanguardista la figura del critico, del teorico e dell'artista. Inutile sottolineare che per tutto il Novecento tutti gli artisti significativi hanno sempre unito l'aspetto critico-teorico e quello creativo (che poi sono dissociati solo nelle povere menti dei critici e degli artisti passatisti). L'artista d'avanguardia, non essendo un cialtrone come gli altri che si dichiarano Artisti, non ha mai bisogno di chi (il critico) debba inventarsi esilaranti giri di parole per legittimare la più palese inconsistenza creativa.
E' tutto molto chiaro, quindi, se si dispone di chiavi di lettura adeguate. Critici d'arte e artisti, sostendo reciprocamente la propria inconsistenza, hanno appestato la contemporaneità riempiendo i media di massa di cialtroneria e paccottiglia verbo-visuale. Togliamo loro il giocattolo, anche perchè attorno a quel giocattolo ruotano ormai interessi milionari. Siamo in crisi finanziaria? Iniziamo a togliere finanziamenti pubblici a inutili e faraoniche esposizioni avallate da mediocri critici e curatori d'arte! Giriamo i soldi risparmiati per sostenere i giovani talenti, che sono tanti e hanno il cervello per pensare da soli, senza protesi critiche o curatoriali!
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