Netfuturismo: l'artista e il critico
La pratica avanguardistica portata avanti dal Netfuturismo prevede la necessità di riconsiderare non solo il ruolo dell'artista, ma anche quello del critico.
Quello che il Netfuturismo propone è di unificare le due figure.
Partiamo dal presupposto che oggi il vero artista è l'avanguardista. E l'avanguardista non cerca mai il largo consenso del pubblico.
Oggi non può esistere un grande artista se non è allo stesso tempo un grande critico. Se non si adotta una prospettiva critica, si finisce per accettare il passato e il presente artistico. E quindi per fare arte convenzionale.
Oggi non può esistere un grande critico se non è allo stesso tempo un grande artista. Il critico che non è artista non può mai comprendere i complessi meccanismi del processo creativo. E finisce per dire enormi idiozie o per ignoranza o per interessi e scopi mercantili.
Sintetizzando:
- oggi l'artista è prima di tutto un ricercatore estetico e quindi assomma in sè le qualità anche del critico.
- oggi l'artista è prima di tutto un ricercatore estetico e quindi assomma in sè le qualità anche del critico.
- il critico di mestiere è oggi teoricamente inutile.
- il critico di mestiere serve solo al sistema e al mercato dell'arte, cioè di quell'arte compromessa con il potere che non può essere mai avanguardia.
Il Netfuturismo propone quindi la figura dell'Artista-Critico, che ha avuto il suo grande esempio in F. T. Marinetti e nei suoi scritti teorici, brillante condensato di ideazioni avanguardistiche e critica all'arte del passato-presente. Il Netfuturismo propone di cancellare la vecchia passatista figura dell'artista inconsapevole che crea in preda a raptus mistici-divini e di cancellare allo stesso tempo la figura inutile e dannosissima del critico di mestiere, parassita e complice della mentalità mercantile contemporanea.
Antonio Saccoccio
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