Frequentemente la storia ci ha offerto esempi di individui (o gruppi costituiti da pochi individui) isolati e contrastati perchè impegnati a proporre idee innovative, rivoluzionarie e contrarie alla mentalità corrente. La storia dimostrò poi che quegli individui erano semplicemente persone che avevano intuito qualcosa prima degli altri. Per il Futurismo fu così: all'inizio in molti presero per matti quel manipolo di esaltati rivoluzionari, ma poi l'influenza delle loro idee si propagò in tutto il mondo e per un secolo intero. In altri tempi e in altri modi fu trattato così Galileo Galilei, che è da considerarsi un vero rivoluzionario.
In realtà quasi sempre la massa si difende dalle menti geniali isolandole e accusandole di follia. E' il potere del numero a comandare, oggi più che mai. O almeno abbiamo quest'impressione perchè siamo schiavi del consenso.
Leggiamo un breve passo tratto da 1984 di George Orwell, uno dei romanzi più autenticamente geniali del XX secolo.
"Si chiese, come aveva fatto parecchie volte in passato, se per caso non fosse pazzo. Forse, a ben pensarci, un pazzo non era che una minoranza formata da una sola persona. Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile. Poteva darsi che lui fosse il solo ad avere una simile convinzione, ed essendo il solo doveva per forza di cose essere pazzo. Tuttavia non lo disturbava granchè il pensiero di essere pazzo: più orribile ancora era la possibilità che non lo fosse".
Il pazzo non è che una minoranza formata da un singolo.
Notevole qui la ripresa della rivoluzione copernicano-galileiana.
Anche i netfuturisti oggi si sentono nella stessa condizione di Galileo e del protagonista di 1984. Dicono da soli delle verità e vengono dai più ritenuti pazzi. Ma il Netfuturismo, come il Futurismo, si fa beffe del consenso. La storia anche stavolta dimostrerà che i pazzi avevano ragione. E presto i seguaci del Netfuturismo saranno ovunque.
Antonio S.
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