LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

lunedì, marzo 17, 2008

Una categoria universale: i pazzi profeti

Frequentemente la storia ci ha offerto esempi di individui (o gruppi costituiti da pochi individui) isolati e contrastati perchè impegnati a proporre idee innovative, rivoluzionarie e contrarie alla mentalità corrente. La storia dimostrò poi che quegli individui erano semplicemente persone che avevano intuito qualcosa prima degli altri. Per il Futurismo fu così: all'inizio in molti presero per matti quel manipolo di esaltati rivoluzionari, ma poi l'influenza delle loro idee si propagò in tutto il mondo e per un secolo intero. In altri tempi e in altri modi fu trattato così Galileo Galilei, che è da considerarsi un vero rivoluzionario.
In realtà quasi sempre la massa si difende dalle menti geniali isolandole e accusandole di follia. E' il potere del numero a comandare, oggi più che mai. O almeno abbiamo quest'impressione perchè siamo schiavi del consenso.
Leggiamo un breve passo tratto da 1984 di George Orwell, uno dei romanzi più autenticamente geniali del XX secolo.
"Si chiese, come aveva fatto parecchie volte in passato, se per caso non fosse pazzo. Forse, a ben pensarci, un pazzo non era che una minoranza formata da una sola persona. Un tempo era segno di follia credere che la terra girasse intorno al sole, oggi lo era il ritenere che il passato fosse immutabile. Poteva darsi che lui fosse il solo ad avere una simile convinzione, ed essendo il solo doveva per forza di cose essere pazzo. Tuttavia non lo disturbava granchè il pensiero di essere pazzo: più orribile ancora era la possibilità che non lo fosse".

Il pazzo non è che una minoranza formata da un singolo.
Notevole qui la ripresa della rivoluzione copernicano-galileiana.
Anche i netfuturisti oggi si sentono nella stessa condizione di Galileo e del protagonista di 1984. Dicono da soli delle verità e vengono dai più ritenuti pazzi. Ma il Netfuturismo, come il Futurismo, si fa beffe del consenso. La storia anche stavolta dimostrerà che i pazzi avevano ragione. E presto i seguaci del Netfuturismo saranno ovunque.

Antonio S.

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18 Comments:

At 17 marzo, 2008 23:15, Blogger G.M. said...

E' stato così Antonio per tanti movimenti.... la storia ne ha dimostrato la validità e la capacità di essere avanti!

Beh è vero, anche il net-futurismo sembra avere le carte in regola per ricevere tale incoronazione... Ma in realtà, più ci penso, e più nulla mi importa di dover diventare storia!

La storia è la cosa più arbitraria che esiste, viene decisa, ce lo dice lo stesso Orwell, per il presente.... L'unica cosa che conta invece per questo movimento è quello di dimostrare la sua granitica compattezza razionale inscalfibile.... Se poi i demiurghi della storia ufficiale ci glorificheranno o no, sarà qualcosa di meramente accessorio, ma nessuno potrà mai negare la profondità e l'attualità del net futurismo

 
At 18 marzo, 2008 10:30, Blogger Giovanni Getto said...

puah... se la pazzia è una deviazione dalla normalità, dalla tipicità. quando la normalità è quella che ci troviamo quotidianamente sotto gli occhi, essere giudicati pazzi è un vero ONORE.
se un genio è qualcuno che capisce cose che gli altri non capiscono, è chiaro che nel non capirle, ne negheranno il valore. 'genio compreso' è un ossimoro.
'net' significa trasformare una geniale intuizione individuale, in una intuizione collettiva. significa trasformare il geniale in ovvio rinunciando al divistico ruolo dell'incompreso. spasimo per il momento in cui la gente dirà: netfuturismo? ovvio, no...
chiudo con un fottuto andante 'quando la massa approva le tue idee, vuol dire che è ora di cambiarle' squallido cane che si morde la coda, squallido aforisma per chi insegue stupidamente e biecamente il successo distinguendosi a qualunque costo. rispondo 'quando la massa non approva le tue idee, vuol dire che è ora di migliorare la massa o di migliorare le tue idee'

 
At 21 marzo, 2008 18:59, Blogger Antonio Saccoccio said...

carissimi,
l'importante è fare del futurismo e non dell'archeologia.

l'importante è non andare dove si va, ma dove si vuole andare.

 
At 22 marzo, 2008 09:17, Blogger Carlo Gambescia said...

Ottimo post Antonio.
Il nucleo filosofico-politico del problema che tu poni è il seguente: la logica democratica può essere estesa all'agire artistico?
Può esistere un agire collettivo di qualche valore artistico?
Non è facile rispondere.
Di nuovo auguri a te e agli amici lettori.
Carlo

 
At 22 marzo, 2008 11:00, Blogger Antonio Saccoccio said...

sì, Carlo.
E' proprio questo uno dei punti fondamentali del Netfuturismo.
La rete ci spinge a pensare che questo è possibile, che la logica democratica PUO' e DEVE essere estesa anche alla creatività artistica.
Siamo ancora la minoranza a pensare a qualcosa del genere. Ma di sicuro questa è la strada per il futuro.
Il nostro movimento è la prima testimonianza che questo è possibile.

grazie e ancora auguri!

 
At 22 marzo, 2008 11:12, Blogger chardonnay said...

è comodo dare un'etichetta, autocitarsi e indicarsi quando si dice qualcosa di buono (che è già stato fatto), principio della PNL per le ancore. ora, per provocare, cosa sta facendo il netFuturismo?

Buona Pasqua

 
At 22 marzo, 2008 11:27, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro Chardonnay, il netfuturismo fa tutto tranne che cose di comodo.
Se usasse soluzioni di comodo sarebbe già finito da tempo in pasto ai vecchi media passatisti.
Ma noi portiamo la rivoluzione dal web per le strade, evitando di incanalarci nei vecchi totalitari canali di consenso.
Il Netfuturismo è il primo movimento d'avanguardia nato 3 anni fa da un'unione di bloggers italiani.
Il Netfuturismo si pone come risultato finale di un secolo intero di avanguardie. Pratica e diffonde una radicale rivoluzione nel campo della comunicazione.
Una rivoluzione nel campo del pensiero e dell'arte con la creazione dei GSPPN.
Per altre informazioni, www.netfuturismo.it

auguri anche a te

 
At 22 marzo, 2008 14:34, Blogger chardonnay said...

se quello che è un netFuturista è un apologeta della decadenza contemporanea non è molto interessante, è come Grillo senza soldi :)
Riguardo al Web 3.0, detto web semantico, non è la staticità della dinamicità di un raccoglitore di informazioni (che è comunque vetrina di idee, una bacheca), ma la significanza del contenuto attraverso i metadati. Al massimo quello che ho visto è un blog a più mani.

Ti sto seguendo da un po', e so che non ami i critici, comunque ti dico cosa mi fai leggere, ma con metafore.

Siamo i folletti del bosco e non vogliamo soldi perché a noi ci piace la natura. Le fabbriche inquinano e poi mangiamo il pesce con il piombo, noi siamo i folletti del bosco.
I potenti vogliono le fabbriche e disboscano per i loro interessi, noi non siamo potenti: siamo i folletti del bosco.
Arnaldo da Villanova scrisse che chi professa al di fuori della natura è un millantatore.

W i folletti del bosco

 
At 22 marzo, 2008 15:24, Blogger Antonio Saccoccio said...

chardonnay, i critici vecchio stampo non li amo di certo.
Adoro invece la critica brillante.
Il Netfuturismo è critica brillante.
Se tu critichi meno genericamente possiamo iniziare ad intenderci.
Ma se ti limiti alla tua storiella non posso che sorridere.

Noi siamo l'unica via d'uscita alla decadenza contemporanea. Se per te non è così, non posso che augurarti buona fortuna.
Opponendoti a quanto proponiamo, ti assicuro che non troverai una soluzione.

 
At 22 marzo, 2008 19:54, Blogger chardonnay said...

Adoro la critica brillante.
Il Netfuturismo è critica brillante.


Insomma vi adorate :D

---

Noi siamo l'unica via d'uscita alla decadenza contemporanea. Se per te non è così, non posso che augurarti buona fortuna.
Opponendoti a quanto proponiamo, ti assicuro che non troverai una soluzione.


Mi piace l'ideale che ispira il netFuturismo, sennò non vi avrei neanche considerato.
La mia critica è più fatti e meno auto-elogi ridondanti, tutto qua.

 
At 22 marzo, 2008 19:58, Blogger chardonnay said...

Poi spetta a me, cioè a chi legge, indicarvi e dire: "Guarda mamma! Quello lì è un critico con i controcazzi!", scusa per critico.

 
At 23 marzo, 2008 15:48, Blogger Paolo Yogurt said...

Perdonami Chardonnay, ma anch'io ho trovato la tua critica nebulosa e cervellotica, oltre che gratuita. Non capisco di che cosa accusi il presente sito. Forse ho bisogno di una parafrasi... :)

 
At 24 marzo, 2008 19:23, Blogger Antonio Saccoccio said...

Chardonnay, possono sembrarti "autoelogi" perchè siamo sicuri di quello che sosteniamo, proprio perchè passiamo ore e ore a discutere delle nostre idee e dei nostri progetti.
Non confondere la tensione ideale che ci anima (e che ci fa ovviamente credere fortemente in quello che facciamo) con la mancanza di autocritica (che invece è fortissima in ogni istante).

Per l'inutile distinzione tra fatti e pensiero, ti rinvio a questo mio lontano post: http://liberidallaforma.blogspot.com/2006/10/pensiero-arte-e-azione.html

Contento che il nostro ideale ti piaccia. Ti invito quindi a contribuire con una critica positiva. Il tono che avevo percepito all'inizio era invece polemico-disfattista.

ad futurum

p.s. il Netfuturismo, come il Futurismo, nasce da un atteggiamento fortemente critico. Quindi la parola "critico" di per sè non mi dispiace. E' quello che oggi è diventato il "critico" che invece vogliamo contrastare.

 
At 25 marzo, 2008 15:33, Blogger Giovanni Getto said...

e ancora un'altra volta sento parlare dell'autostima come se fosse un fatto negativo: una persona per dimostrarsi di valore non deve far vedere che crede alle proprie idee, deve introdurre i suoi discorsi con 'credo che' 'mi pare' 'se posso permettermi'
da RIFARE. anche questo.
lavoriamo tutti intensamente per rafforzare il pensiero netfuturista, crescere in esso, renderlo perfetto e contemporaneamente condensarlo in fatti, azioni e arte. nella rete. e nella realtà. cosa manca a chardonnay? ha paura che passiamo le giornate davanti a rimirarci davanti allo specchio o è stupito del fatto che ancora siamo qui rintanati in un angolo della rete e il mondo è sempre lo stesso: indifferente alle nostre provocazioni? tempo al tempo. raccogliamo chi ha voglia di darsi da fare, come noi, con la testa, con il cuore e con il braccio. osserviamo tristemente che la maggior parte, come te, preferisce rimanere in tribuna a fare il tifo e gridare 'belle idee, andate avanti così!' e poi, dopo un po' che non succede nulla, cambia canale che sul secondo c'è la de filippi. chi dice che inseguiamo un'utopia e poi si volta senza darci il tempo di far capire che ciò che rende veramente nuovo l'uomo, è la capacità di forgiare la realtà ad immagine e somiglianza dei suoi sogni. c'é chi ci ostacolerà. non ancora. perché hanno dimenticato il potere delle idee e come degli sciocchi ci ignorano. ancora cercano i fatti, inseguono fontane rosse e palline. ancora ci dicono 'se non avete fatti, non valete nulla'.

 
At 25 marzo, 2008 16:15, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro Gianni, siamo noi che non capiamo nulla!
Marinetti era certamente un imbecille perchè sprecava tutta la giornata a pensare e a scrivere!
E Palazzeschi? Altro idiota, con tutto quello che ha scritto.
Papini? Non ne parliamo neppure.

ad futurum

p.s. ti ricordo: ore 18.00 audioconferenza skype.

 
At 03 aprile, 2008 15:22, Anonymous Anonimo said...

Almeno Marinetti ha creato l'unico movimento artistico italiano del novecento. E lo ha fatto in un ristorante!!
Tu che cosa crei?

Lava

 
At 03 aprile, 2008 19:27, Blogger Antonio Saccoccio said...

Lava, ti spiego un paio di cose in sintesi.
1. nel tono del mio ultimo commento c'era SOLO ironia.
2. Marinetti non ha creato l'unico movimento artistico italiano del novecento.

un po' più di arguzia la prossima volta.

 
At 05 aprile, 2008 01:01, Blogger Giovanni Getto said...

DAVVERO lava ha pensato che TU disprezzassi MARINETTI???????????
son? ri?a?st? ?e?nz? P?ar?le

 

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