Futurismo e DADA, Marinetti e Tzara: uniti nel NetFuturismo
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IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA
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Due insegnamenti ancora da Ezra Pound. Il primo ("Siete degli stupidi se leggete i classici perché vi si dice di farlo e non perché vi piacciono") è in linea con quanto abbiamo affermato ultimamente: occorre lottare contro la passività e la subordinazione nella lettura. Noi aggiungiamo che se non si hanno competenza e/o sensibilità artistica si è naturalmente portati a dare credito a chi ha il compito di selezionare le opere d'arte di valore. Questo è comprensibile. L'ignorante per non fare figuracce segue sempre le mode. Ed è proprio a chi si sente insicuro che consigliamo invece la strada più salutare: abbandonare le letture che non piacciono, abbandonando ipocrisie e finzioni deleterie.
L'altro grande tema è quello dell'artista che se ne frega dell'ammirazione del pubblico ("Ogni artista che ricerca la vostra particolare ammirazione è, proprio in questo, tanto meno artista"). Tema profondamente futurista e net.futurista. E su questo c'è da aggiungere ben poco. Noi disprezziamo decisamente il consenso del pubblico. In questo siamo e restiamo profondamente figli del Futurismo del XX secolo.
Osservazioni modernissime, quindi, quelle di Pound. Peccato solo per quell'insistenza sul termine "artista" che oggi qualificherebbe Pound tra i passatisti e presentisti. Ma quelli erano altri tempi. Pound resta comunque figlio di un'estetica primo-novecentesca. E' compito nostro riprenderne il meglio e superarlo.
Antonio S.
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Solo su queste poche parole si potrebbe discutere a lungo. A noi interessa semplicemente ribadire quest'idea e cercare di diffonderla ovunque. Non solo quindi negli ambienti in cui ci si occupa d'arte sperimentale. Poi - è chiaro - anche questa è un'idea che stiamo superando, poichè dà ancora per certa l'esistenza di un qualcosa chiamato "arte".
Bisogna lottare per diffondere il più possibile le più avanzate intuizioni estetiche. Il Net.Futurismo è impegnato su questo fronte.
Antonio S.
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Solo se inizieremo a pensarla così, saremo più grandi di Dante e più grandi di Beethoven.
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Noi netfuturisti ribadiamo ancora una volta la distinzione tra i veri viaggiatori e i semplici turisti.
Siamo convinti che chi viaggia seguendo i tradizionali percorsi turistici è come se non viaggiasse.
I viaggi organizzati dalle agenzie sono vere e proprie delusioni per i veri viaggiatori.
Cosa vede normalmente il turista medio in una capitale europea?
Vede altri turisti e vede esercizi commerciali messi in piedi per i turisti. E vede quei 3-4 monumenti notissimi, che non si possono assolutamente non vedere (o meglio, dire di aver visto).
Cosa sarebbe il caso di vedere invece?
La vita di quella città, quella di tutti i giorni. Non la vetrina preparata ad hoc per il turista. Non la gente che vive aspettando il turista.
Noi net.futuristi intendiamo il viaggio in un modo selvaggio e al tempo stesso coraggiosamente avanguardista.
Noi detestiamo le bancarelle e i negozietti di magliette spille tazze cappellini.
Noi vogliamo inoltrarci irriducibilmente nella vita dei luoghi che visitiamo.
Nulla deve sfuggirci, dall'aspetto più basso e triviale a quello più snob e intellettuale.
Tutto è vita.
Il viaggio vissuto in modo autentico è net.futurismo intensificato.
Il giretto delle tre chiese è una delle massime espressioni del passatismo e del presentismo contemporaneo.
Antonio S.
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Cliccare sulle immagini e riflettere
I nostri ragazzi hanno bisogno di confrontarsi quotidianamente con il mondo in cui vivono. Non possono trascorrere 5-6 ore al giorno rinchiusi in stanze di 25 metri quadrati, seduti su una misera sediolina di legno, seppelliti in un mondo in cui si parla esclusivamente di periodi storici lontanissimi nel tempo e dalla sensibilità contemporanea.
Non ci può essere formazione dove c'è una scuola mummificata.
Sfondiamo le porte. Forziamo i cancelli. Apriamo ampi varchi luminosi ariosi alle giovani intelligenze.
Antonio S.
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A leggere certe notizie viene da essere fiduciosi per il futuro. Certo, contenere i costi di produzione di un computer fin quasi ad annullarli è operazione assai ardua (e Negroponte ne sa qualcosa). Ma si deve provare a fare qualcosa in questo senso. E' soprattutto l'accesso alla rete internet che a noi netfuturisti interessa. Non occorre guardare molto lontano per trovare situazioni deprimenti: già in Italia viviamo l'incubo del tanto discusso digital divide. La copertura della banda larga nel nostro Paese è imbarazzante e relega molti individui in uno stato di isolamento oggi inaccettabile. L'opportunità di accedere alla comunicazione ibridazione evoluzione totale offerta dalla rete globale deve essere estesa a tutti i cittadini il prima possibile, poichè si stanno creando (e si sono già creati) dei ritardi inconcepibili tra chi ha accesso alla rete e chi no. Entrare solo oggi in internet, con un sistema così avviato e sviluppato, può essere già traumatizzante per i principianti. Si rischia di non capirci nulla, di sprofondare nel caos totale. Occorre quindi correre ai ripari al più presto, prima che sia troppo tardi. Occorre una banda larga per tutti in Italia. La situazione per i paesi in via di sviluppo è ovviamente ancora più critica. Ma lì ci sono problemi di politica internazionale che bloccano ogni evoluzione in questo senso. Proveremo a farci sentire anche in quel caso. Tutto il mondo ha bisogno della rete e ha bisogno del netfuturismo, il netfuturismo ha bisogno della rete per arrivare a tutto il mondo.
Antonio S.
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L'affermazione è sicuramente assai stimolante e suggestiva, anche se oggi è necessario parlare di questi temi in termini maggiormente scientifici. Una maggiore educazione al mondo dei suoni/rumori è sicuramente uno degli obiettivi che più ci stanno a cuore. E sicuramente tante caratteristiche negative del presentismo attuale sono dovute alle storture indotte dalla civiltà dell'immagine. E' noto anche, nell'ambito delle neuroscienze e della psicologia cognitiva, che lo studio e la comprensione della musica aumentano considerevolmente le nostre potenzialità intellettive (ma non parlateci di "effetto Mozart" per favore!). L'elettrorumorismo net.futurista è in realtà da una parte un'indagine a tutto campo sulla percezione che l'uomo ha del mondo sonoro che lo circonda, dall'altra la comunicazione, attraverso quel mondo sonoro, di significati in grado di potenziare la rivoluzione netfuturista. Si tratta di due ambiti di ricerca che devono procedere necessariamente di pari passo, per non naufragare in quello sperimentalismo manierista che ha rappresentato (e rappresenta ancora) la morte della musica e dell'arte in genere. Il netfuturismo sviluppa con l'elettrorumorismo un altro tassello verso l'uomo nuovo a mille dimensioni.
Antonio Saccoccio
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Riprendiamo la battaglia contro il mercantilismo e il sistema dell’arte contemporanea.
Durante la conferenza sui cento anni del Futurismo di domenica scorsa ho trovato un valido alleato nel prof. Antonio Pantano, uno dei massimi esperti dell’opera di Ezra Pound, oltre che studioso di Futurismo. Pantano non solo ha sottolineato la capacità di Pound di prevedere gli attuali disastri finanziari, ma ha anche messo in evidenza un aspetto della personalità di Marinetti che i più dimenticano di sottolineare: la generosità. Filippo Tommaso Marinetti si trovò nel pieno della sua maturità ad ereditare una somma ingentissima e decise di investire quella somma in un’idea artistica in cui credeva fortemente: il Futurismo. Finì i suoi giorni in condizioni economiche non certo agiate, poiché aveva speso tutte le sue fortune per portare avanti l’idea dell’arte del futuro. Io ho ripetuto ancora una volta, convinto da tempo che questo sia un passaggio fondamentale per la comprensione della figura del fondatore del Futurismo, l’affermazione marinettiana: “Voi dovete combattere con accanimento questi tre nemici irriducibili e corruttori dell'Arte: l'Imitazione, la Prudenza e il Denaro, che si riducono a uno solo: la Viltà. Viltà contro gli esempi ammirabili e contro le formole acquisite. Viltà contro il bisogno d'amore e contro la paura della miseria che minacciano la vita necessariamente eroica dell'artista!”. La vita di Marinetti avrebbe potuto essere comodissima e immersa nel lusso, invece l’artista preferì spendere tutto il suo patrimonio per le battaglie artistiche futuriste. Questa citazione e altre numerose sparse in svariati testi e manifesti futuristi basterebbero a stroncare definitivamente l’accusa marxista (Sanguineti in primis) di un Marinetti addirittura fiancheggiatore del capitalismo (sic).
Oggi l’Arte è ancora più di un secolo fa vittima di Imitazione, Prudenza, Denaro. Viltà generalizzata. Ovunque. La mediocrità e la debolezza degli artisti di retroguardia immersi nel mercato dell’arte è sotto gli occhi di chiunque abbia maturato competenze artistiche ed estetiche di un certo livello. E la battaglia futurista di un secolo fa viene rinnovata dal NetFuturismo, che si scaglia quotidianamente contro il sistema dell’arte (arte?) contemporanea.
Oggi come un secolo fa la situazione è chiarissima.
L’avanguardia fa arte perché crede nella sua idea di arte.
La retroguarda fa arte (pensa di farla!) perché vuole arricchirsi con quell’arte.
L’avanguardia cerca i fischi. La retroguarda gli applausi.
L’avanguardia non si vende. Si vive.
Ma noi netfuturisti chiamiamo a raccolta, oggi con ancora più decisione di ieri, tutti i restanti avanguardisti del mondo. Siamo pochi, ma presto saremo molti. Se ci crederemo.
Per liberare le nostre energie, occorre affrancarci sempre di più dal mercato. Bisogna avere questo coraggio, perchè è un igienico coraggio.
La retroguardia artistica e il sistema dell’arte contemporanea non hanno futuro.
Avanguardisti italiani e internazionali, unitevi alle battaglie del netfuturismo.
Antonio Saccoccio
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Net-conigli!
Noi non vogliamo in realtà farvi tornare nelle vostre tane tristi e buie.
Vi aspettiamo per affrontarvi con nome e cognome!
Vi aspettiamo per affrontarvi di persona! Fuori dal web!
Vi aspettiamo per affrontarvi a colpi di idee e spade-parola!
Vi abbiamo ormai stanato.
Smettete di scappare e nascondervi.
Prendete coraggio.
E affrontate il mondo.
http://www.netfuturismo.it/
(presentato il 3/12/2008 in anteprima assoluta in occasione dello Svernissage per la MostraNonMostra di Roma 3-7 dicembre 2008)

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La realtà contemporanea è ultradinamica.
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Più di una volta ci siamo scagliati contro il mercatilismo e l’industria culturale. Più di una volta abbiamo portato alla luce il meccanismo vizioso che regola il circuito arte-prodotto-mercato. Più di una volta abbiamo sostenuto che l’arte se non vuole essere mercificata deve uscire fuori dai meccanismi di produzione. D’altra parte più di una volta abbiamo affermato l’indiscutibile superiorità delle avanguardie storiche rispetto alle avanguardie del secondo Novecento. Oggi vogliamo rendere omaggio ad un gruppo di artisti che videro negli anni Cinquanta quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. Quegli artisti intuirono che le avanguardie storiche avevano fatto molto ma non tutto. Restava da abbattere un ultimo retaggio del passato: lo stile. È la ripetizione di prodotti caratterizzati e riconoscibili da uno stile preciso che favorisce la mercificazione dell’arte. A volte lo stesso artista è portato a sacrificare l’invenzione per privilegiare la ripetizione e la salvaguardia di un certo stile. Ma ascoltiamo gli stessi pittori nucleari (tra cui ricordiamo almeno figure del calibro di Enrico Baj e Piero Manzoni) nel loro manifesto “Contro lo stile” del 1957:
"Ma ogni invenzione rischia ora di divenire oggetto di ripetizioni stereotipe a puro carattere mercantile; è quindi urgente intraprendere una vigorosa azione antistilistica per un’arte che sia sempre «autre».
«De Stijl» è morto e sepolto ed è al suo contrario – l’antistile – che spetta ora di abbattere le ultime barriere della convenzione e del luogo comune, le ultime che la stupidità ufficiale possa ancora opporre alla definitiva liberazione dell’Arte.
Già l’impressionismo liberò la pittura dai soggetti convenzionali; Cubismo e Futurismo a loro volta tolsero l’imperativo della limitazione oggettiva e venne poi l’Astrazione per dissipare ogni residua ombra di una illusoria necessità di rappresentazione. L’ultimo anello di questa catena sta per essere oggi distrutto: noi Nucleari denunciamo oggi l’ultima delle convenzioni – lo stile".
Oggi possiamo vedere cosa è rimasto dell’arte per non aver seguito la strada indicata da questi artisti. Il net.futurismo ribadisce che ogni creAzione deve essere unica e sempre nuova. Ogni volta che l’artista ripete se stesso confessa a se stesso e al mondo intero di non possedere alcuna vena creativa. E confessa a se stesso e al mondo intero che il suo fine non è la creazione e la ricerca estetica, ma il commercio.
I pittori nucleari, in conclusione del loro manifesto, dichiararono:
"Noi affermiamo l’irripetibilità dell’opera d’arte".
Oggi noi net.futuristi integriamo:
"Noi affermiamo l’irripetibilità dell’opera d’arte. Le riproduzioni sono affidate alla tecnologia e hanno come risultato l'abbattimento dei costi dell'opera e dell'aura dell'artista. Tutto il resto è merce, artigianato e/o spettacolo"
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Antonio S.
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Appello urgente alla Rete
Quattro misure contro la crisi: sospendere temporaneamente il pagamento dei mutui; vietare le transazioni allo scoperto; bloccare la costruzione delle grandi infrastrutture non cantierizzate; proporre, da subito, nuovi strumenti per sostenere il reddito delle classi meno agiate.
A fronte della crisi economica in atto, sottoponiamo all’attenzione della Rete il seguente appello formale:
- La crisi in corso evidenzia i limiti del capitalismo in termini etici, sociali, economici e politici.
- Di qui la necessità del suo superamento attraverso l’edificazione graduale e non violenta di un nuovo modello di società, capace di integrare i valori della solidarietà e della sobrietà.
- Vanno perciò subito presi alcuni provvedimenti a difesa del credito, dei redditi e dell’occupazione di tutti i cittadini, in nome del benessere collettivo e non di quello particolare di pochi speculatori. Si tratta di interventi finalizzati, in prospettiva, al recupero della piena sovranità della politica, intesa nel senso più nobile del termine, sull’economia. Interventi che devono chiamare in causa il ruolo dello Stato nell’ambito della tutela, in ultima istanza, del lavoro e del credito ai cittadini e alle famiglie. Ma anche di facilitare, sotto il profilo legislativo, il ruolo della magistratura nel perseguire i reati finanziari commessi nello svolgimento di attività borsistiche e creditizie.
A questo proposito si chiede, in attesa di una ormai irrinunciabile evoluzione sociale in senso umano e contro la bestialità della pura logica del profitto, alle forze politiche di maggioranza e di opposizione, di sostenere nell’ambito del Governo, del Parlamento e in tutte le sedi politiche opportune – qualora la situazione nei prossimi mesi, se non addirittura giorni, dovesse precipitare – le quattro seguenti misure, sicuramente “minimali”, ma capaci di rappresentare il primo segnale di una volontà comune di fuoriuscire dal vizioso ciclo capitalistico del debito e della speculazione:
1) Dichiarare temporaneamente sospeso il pagamento di tutti i mutui bancari, inclusivi degli interessi maturati, stipulati entro gli ultimi cinque anni, per l’ acquisizione della prima casa.
2) Dichiarare illegali, a decorrere dalla data di pubblicazione del provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica, tutti i cosiddetti prodotti derivati e le cosiddette transazioni “allo scoperto” (elencandoli in apposite tabelle complementari).
3) Proporre, sin da oggi, nuovi strumenti per sostenere il reddito delle classi meno agiate, qualora aumenti dell’inflazione e dei prezzi delle merci di largo consumo mettano a serio repentaglio livelli di vita già oggi precari.
4) Bloccare la costruzione delle grandi infrastrutture non ancora cantierizzate (TAV in Val di Susa, Ponte sullo Stretto di Messina ecc.) al fine di utilizzare il capitale ad esse destinato per sostenere i redditi e l’occupazione, riservandosi di sottoporle in un secondo momento ad una seria analisi costi/benefici che verifichi l’opportunità della loro costruzione.Tale appello è frutto di ponderata analisi e discussione avvenuta sul Web, e non esclude – per il futuro – nuovi interventi a più ampio spettro.
Roma, 10 ottobre 2008
Carlo Gambescia (sociologo ttp://carlogambesciametapolitics.blogspot.com)
Carlo Bertani (scrittore - http://carlobertani.blogspot.com)
Marco Cedolin (scrittore - http://marcocedolin.blogspot.com http://ilcorrosivo.blogspot.com)
Miguel Martinez (traduttore - http://kelebek.splinder.com)
Valter Binaghi (scrittore - http://valterbinaghi.wordpress.com)
Nicola Vacca (poeta - http://nicolavacca.splinder.com)
Guido Aragona (architetto - http://bizblog.splinder.com)
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