LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

martedì, maggio 20, 2008

I due livelli dell'arte: ufficialità e avanguardia.

In arte sono presenti due differenti livelli: uno che si muove più o meno in linea con la tradizione, l'altro che invece rompe con la tradizione. Il primo livello si identifica con il sistema, con il potere, il secondo è costituito dalle frange ribelli e avanguardiste della società. Enrico Crispolti, che è anche uno dei maggiori studiosi di Futurismo, fornisce una chiarificazione esemplare di questi due livelli nel suo testo "Come studiare l'arte contemporanea":
"Nell'ambito della ricerca artistica l'aprirsi al futuro significa ancor più chiaramente un contrapporsi a una situazione altrimenti egemone, consolidata e ufficiale, rischiosamente spostandosi verso una posizione nuova, ulteriore, diversa, di rottura più o meno accentuata con la situazione data, appunto imperante e dunque di ufficializzato riconoscimento. [...] Ecco dunque la possibilità di identificare nell'ambito di un contesto di cultura artistica un livello ufficiale corrispondente a un gusto accettato e conclamato, tendente implicitamente o esplicitamente alla continuità e alla conservazione, e un altro livello invece di ricerca innovativa che a tale situazione si contrappone; in una rottura fra libera arrischiata arte di ricerca, e arte ufficiale, quest'ultima, alla fine del secolo scorso e nei primi decenni di questo, rappresentata appunto nei Salons, le mostre ufficiali di maggior pubblico riscontro, ma in realtà in altri termini tuttora verificabile".
Il Futurismo ruppe decisamente con l'arte ufficiale del tempo.
Il Net-Futurismo riprende le posizioni futuriste e, non potendo contare sulla novità di un secolo fa, le estremizza necessariamente. Il Net-Futurismo non mira a diventare l'arte ufficiale del nostro tempo.
L'arte ufficiale del nostro tempo, rappresentata da quel sistema di potere che tutti conosciamo, sarà da noi avversata in ogni possibile contesto e occasione. Sappiamo tutti che oggi l'ufficialità è rappresentata da roba come la Saatchi Gallery e personaggi caricaturali come Jeff Koons o Damien Hirst. Il trionfo planetario della peggiore Hollywood.
L'arte ufficiale mira ad entrare nelle vostre tasche e svuotarle.
Il Net-Futurismo mira ad entrare nelle vostre case e nelle vostre vite per riempirle di brillante vulcanica ottimistica anarchica libertà creativa.
Dell'ufficialità ce ne freghiamo.

Antonio S.

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martedì, marzo 20, 2007

L'arte contemporanea: un bluff da milioni di dollari

Ho più volte espresso la mia avversione allo scandaloso mercato dell’arte contemporanea.
Un’arte che non sa più suscitare la minima emozione, incapace di far riflettere e di smuovere le coscienze.
Un’arte vittima di pubblicitari e circoletti di pseudoartisti e pseudocritici.
Un’arte che smuove un giro di denaro enorme e ingiusticato.

Il Neofuturismo si batte e si batterà sempre contro le conventicole di pseudoartisti e pseudocritici, abilissimi a farci passare l’immondizia per arte.

Fa piacere notare che già da qualche anno diverse voci hanno iniziato a lanciare l’allarme. Una di queste è Paul Virilio, urbanista e intellettuale francese, che nel “Discorso sull’orrore dell’arte” (2002), ha descritto piuttosto chiaramente la situazione dell’arte contemporanea mondiale.

“È sicuro che quel che si è chiamato l'inflazione del mercato dell’arte è un delirio che non ha più niente a che vedere con l’espressione artistica, ma piuttosto con le multinazionali, con la possibilità di riciclare denaro del narcocapitalismo al punto da partecipare proprio alla creazione del narcocapitalismo. Quest’ultimo non è solo il traffico di droga, ma anche la possibilità di creare un’economia parallela. Di fatto accanto alla droga, agli allucinogeni, vi è l’arte, e particolarmente l’arte moderna e contemporanea. Ciò spiega l’arrivo massiccio dei pubblicitari, di Saatchi e compagnia, in questo campo. Un pubblicitario trasforma chiunque in un artista che si vende a 50/100 milioni a foto. Ma vi sono foto che hanno raggiunto cifre miliardarie, e d’altronde quasi tutti i Warhol sono riporti fotografici. Non c’è più neanche la fatica di prendere in mano il pennello. Piuttosto si prende per modello un pupazzo, come fa Jeff Koons, o si prende un busto anatomico con polmoni, budella, coratelle e bulbi oculari in bella vista, lo si ingrandisce, come fa Damien Hirst, a sei metri d’altezza, lo si posa sopra un piedistallo ed ecco fatto il nuovo Colosso di Rodi. Il tutto in mostra alla Fondazione Saatchi.”



Qui sopra potete vedere l’opera Hymn di Damien Hirst. Ognuno può giudicare da sé.
Il Neofuturismo continuerà la sua battaglia per purificare le acque impantanate dell’arte.
Per porre fine alla dittatura delle lobby artistico-critiche.
Per ridare voce e speranza ai veri artisti, quelli che hanno ancora dentro di sé un’alta concezione dell’arte.
Per diffondere l’idea dell’arte come autorappresentazione e autoaffermazione.

Antonio Saccoccio
AGGIORNAMENTO. Riguardando la fotografia dell'opera (sic) di Hirst davvero sono stato tentato di eliminarla dal post. Mentre la inserivo non mi ero bene reso conto di quanto stonasse in un blog che ha ospitato solo fotografie di opere d'arte di indiscutibile valore. Ho deciso di lasciare Hymn al suo posto proprio per testimoniare quello che arte non può essere, ma davvero sento come il mio blog inquinato. Diciamo che sacrifico il mio senso estetico per quella che reputo una buona causa.

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