LIBERI DALLA FORMA

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martedì, marzo 20, 2007

L'arte contemporanea: un bluff da milioni di dollari

Ho più volte espresso la mia avversione allo scandaloso mercato dell’arte contemporanea.
Un’arte che non sa più suscitare la minima emozione, incapace di far riflettere e di smuovere le coscienze.
Un’arte vittima di pubblicitari e circoletti di pseudoartisti e pseudocritici.
Un’arte che smuove un giro di denaro enorme e ingiusticato.

Il Neofuturismo si batte e si batterà sempre contro le conventicole di pseudoartisti e pseudocritici, abilissimi a farci passare l’immondizia per arte.

Fa piacere notare che già da qualche anno diverse voci hanno iniziato a lanciare l’allarme. Una di queste è Paul Virilio, urbanista e intellettuale francese, che nel “Discorso sull’orrore dell’arte” (2002), ha descritto piuttosto chiaramente la situazione dell’arte contemporanea mondiale.

“È sicuro che quel che si è chiamato l'inflazione del mercato dell’arte è un delirio che non ha più niente a che vedere con l’espressione artistica, ma piuttosto con le multinazionali, con la possibilità di riciclare denaro del narcocapitalismo al punto da partecipare proprio alla creazione del narcocapitalismo. Quest’ultimo non è solo il traffico di droga, ma anche la possibilità di creare un’economia parallela. Di fatto accanto alla droga, agli allucinogeni, vi è l’arte, e particolarmente l’arte moderna e contemporanea. Ciò spiega l’arrivo massiccio dei pubblicitari, di Saatchi e compagnia, in questo campo. Un pubblicitario trasforma chiunque in un artista che si vende a 50/100 milioni a foto. Ma vi sono foto che hanno raggiunto cifre miliardarie, e d’altronde quasi tutti i Warhol sono riporti fotografici. Non c’è più neanche la fatica di prendere in mano il pennello. Piuttosto si prende per modello un pupazzo, come fa Jeff Koons, o si prende un busto anatomico con polmoni, budella, coratelle e bulbi oculari in bella vista, lo si ingrandisce, come fa Damien Hirst, a sei metri d’altezza, lo si posa sopra un piedistallo ed ecco fatto il nuovo Colosso di Rodi. Il tutto in mostra alla Fondazione Saatchi.”



Qui sopra potete vedere l’opera Hymn di Damien Hirst. Ognuno può giudicare da sé.
Il Neofuturismo continuerà la sua battaglia per purificare le acque impantanate dell’arte.
Per porre fine alla dittatura delle lobby artistico-critiche.
Per ridare voce e speranza ai veri artisti, quelli che hanno ancora dentro di sé un’alta concezione dell’arte.
Per diffondere l’idea dell’arte come autorappresentazione e autoaffermazione.

Antonio Saccoccio
AGGIORNAMENTO. Riguardando la fotografia dell'opera (sic) di Hirst davvero sono stato tentato di eliminarla dal post. Mentre la inserivo non mi ero bene reso conto di quanto stonasse in un blog che ha ospitato solo fotografie di opere d'arte di indiscutibile valore. Ho deciso di lasciare Hymn al suo posto proprio per testimoniare quello che arte non può essere, ma davvero sento come il mio blog inquinato. Diciamo che sacrifico il mio senso estetico per quella che reputo una buona causa.

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12 Comments:

At 20 marzo, 2007 23:02, Anonymous Anonimo said...

Posso suggerire il libro a cura di U. Eco, "Storia della bellezza"?

Mi sembra intelligente in questi casi...

_Giulia, la designer_

 
At 20 marzo, 2007 23:22, Blogger Antonio Saccoccio said...

Grazie, Giulia.
Non ho letto il testo di Eco. Presto lo farò.
ciao e a presto!

 
At 21 marzo, 2007 19:02, Anonymous soffiodimaggio.splinder.com said...

E'... e'...
No, davvero, non posso esprimermi!

 
At 21 marzo, 2007 22:31, Anonymous PDBmaster said...

L'arte moderna si chiama così perché non ha nessuna probabilità di diventare antica.
(Nikita Kruscev)

 
At 22 marzo, 2007 13:46, Blogger Veronica said...

Che obrobrio! L'arte non può prostituirsi sino a questo punto!
E' incredibile come la bramosia di danaro e di successo porti certuni a propinare cose di questo genere, facendole passare per ARTE! Che scandalo! Non hanno capito che essere artista non significa necessariamente fare il businessman, che il valore reale di un'opera non è direttamente proporzionale alla sua quotazione all'asta. Dove è andato a finire il pricipio dell'arte per l'arte (art for art's sake)??? Più che altro sembra che l'arte sia mossa dal gusto dei soldi! Che abominio!
Persone come Hirst hanno costruito la propria carriera con la contiua manipolazione di galleristi, di critici, di collezionisti e noi poveri dementi che andiamo a guardarci le sue creazioni in formalina, i suoi scaffali pieni di medicinali, i suoi manichini tutti sballati dal punto di vista anatomico.
Se veramente basta che qualcosa stia su di un piedistallo perchè tutti gridino all'opera d'arte, allora non ci resta che riprendere la trovata del Manzoni: saliamo anche noi su di un piedistallo ed ecco fatto, saremo delle degnissime opere d'arte!

Veronica

 
At 22 marzo, 2007 15:41, Blogger Antonio Saccoccio said...

Soffiodimaggio,
condivido il tuo sconcerto. Ma questa è gente che è diventata miliardaria alle nostre spalle.

Pdb, ottima la citazione. Sottoscrivo.

Veronica, sai bene che il tuo disgusto è anche il mio. Purtroppo queste case d'asta, questi galleristi, questi critici hanno progressivamente svuotato l'arte di effettivo valore artistico, aumentando solo il valore pecunario.
Pubblicherò presto altri post su questo scandaloso mercato d'arte.

ad futurum

 
At 24 marzo, 2007 08:20, Anonymous Anonimo said...

Veramente una cagata.
Hai letto "De immundo" di Jean Clair?
Per il mercato dell'arte e i suoi meccanismi, mi è sembrato interessante (ma non lo ricordo bene), il libro di Francesco Poli "il sistema dell'arte contemporanea" Laterza.

 
At 24 marzo, 2007 20:16, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro anonimo,
ho letto alcune pagine del testo di Jean Clair.
Presto leggerò anche il libro di Poli e probabilmente ne farò una breve recensione o una citazione su questo blog.
grazie e a presto!

 
At 25 marzo, 2007 10:51, Blogger Upi said...

Sai quanto io sia d'accrodo con te su questo tema che mi tocca per certi versi particolarmente, facendo un mestiere che dovrebbe essere artistico. Appoggio in pieno quello che csrivi e aggiungo..ci feci un colloquio alla Saatchi!!!

Buona domenica caro Antonio!

 
At 25 marzo, 2007 10:53, Blogger Upi said...

PS: scusami i dislessici refusi..ormai si possono considerare come l'autenticazione dei miei commenti!! ;-)

 
At 25 marzo, 2007 13:02, Blogger squitto said...

ma pensa, ho guardato la foto e pensavo di essere tornata improvvisamente indietro di vent'anni, agli anni gloriosi in cui frequentavo le aule di anatomia prima dell'esame... Di quei cosi la scuola medica era piena, devo dedurne che è un museo di arte moderna, evidentemente.

(PS: poi, il titolo Hymn cos'è, se non la ciliegina sulla torta??? :-[[ )

Un saluto! :)

 
At 25 marzo, 2007 16:22, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciao cara Upi! Lo so bene che questo è il tuo mestiere e che le lobby costringono te a racimolare gli avanzi, mentre c'è chi naviga nell'oro con il minimo sforzo e la massima disonestà.
Buona domenica a te!

Cara squitto, il problema è che se non poniamo un argine a questa situazione fra qualche anno (già in molti contesti è così) tutti riterranno conveniente la strada indicata dalle lobby e non quella dell'arte autentica.
Già oggi i giovani sono in gran parte orientati verso la prima scelta. Troppo faticosa l'altra.
Certo è che la prima non ha nulla a che fare con l'arte.
Un saluto anche a te!

 

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