LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

domenica, dicembre 02, 2007

Creatività diffusa: unica speranza per l'uomo del terzo millennio

Quando si parla di arte e creatività, i neofuturisti vanno ben oltre le già radicalissime teorie di F.T. Marinetti. Il fondatore del futurismo aveva già più volte anticipato (almeno teoricamente) quello che poi hanno realizzato alcune avanguardie radicali del secondo Novecento. Oggi il netfuturismo, che di quelle avanguardie è il frutto più diretto e consapevole, estremizza ancor più quelle posizioni, sostanziandole dei risultati di un'analisi sociale a largo raggio.


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Vi sono masse tenebrose flaccide cieche senza luce né speranza, né volontà.
Le rimorchieremo.
Vi sono anime che combattono senza generosità per conquistare il piedestallo, l’aureola o la posizione.
Convertiremo queste anime meschine ad una alta eleganza spirituale.
Bisogna dare a tutti la volontà di pensare, creare, svegliare, rinnovare, e distruggere in tutti la volontà di subire, conservare, plagiare.

F.T.Marinetti (in Al di là del comunismo)


È giunto il momento di abbattere l’odiosa innaturale ridicola distinzione tra "artisti" e "non artisti". Questa distinzione non solo oggi non ha alcun fondamento nella realtà, ma presuppone una visione profondamente cupa dell’umanità intera.
Non esistono artisti e non artisti. Esistono soltanto uomini. Tutti dotati di creatività. La differenza sta soltanto nella misura di tale creatività. Non più artisti e non artisti, ma uomini più o meno creativi.
Bisogna quindi liberare gli uomini che oggi si sentono “non artisti” e portarli a sbloccare la loro creatività repressa.
Bisogna allo stesso tempo liberare anche gli uomini che oggi si sentono “artisti”, farli scendere dal piedistallo e spingerli ad una maggiore spontaneità creativa.

A. Saccoccio


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14 Comments:

At 03 dicembre, 2007 07:34, Anonymous matariele said...

Caro Antonio, ti ringrazio delle visite, segno considerazione nei miei riguardi alla quale tengo moltissimo. L'identità di concetto, poi, riguardo alla inesistente esclusività dell'arte, la sua residenza in certi personaggi mediocri, se non addirittura insulsi mi conforta molto. Un caro saluto, Gabriele.

 
At 03 dicembre, 2007 12:07, Blogger notecellulari di mariaserena said...

Grande testo; sulla reale concretizzazione di una liberazione in questo senso ho qualche incertezza.
Sarebbe un risultato straodinario, che oltretutto eliminerebbe moltissime delle ingiustizie sociali. E' una utopia nella quale è giusto vivere, ma che si scontra con una ottusa realtà anche politica.
Insomma una battaglia che va comunque combattuta, come tutte quelle contro l'oscura oppressiva mediocrità.
Nel frattempo... chissà se accetteresti una leggera modifica (leggera e scherzosa) del testo del maestro FTM
"Bisogna quindi liberare gli uomini che oggi si sentono “non artisti” e portarli a sbloccare la loro creatività repressa perplessa"

 
At 03 dicembre, 2007 23:33, Blogger Antonio Saccoccio said...

@matariele,
gli "artisti" che oggi non vogliono scendere dal piedistallo sono come quei nobili decaduti che ancora ti sbattono in faccia il loro titolo.
Fanno a volte pena a volte schifo, ma devono comunque essere affrontati con decisione.
C'è un mondo nuovo che si è già aperto.
L'ancien régime ha i giorni contati.

@mariaserena,
intanto ti faccio notare che hai attribuito a FTM un periodo del sottoscritto. Il che mi fa piacere, ma neanche troppo. Sono già orgogliosamente oltre il nostro maestro. ;->
Per quanto riguarda l'utopia, hai ragione. Ma hai ragione anche quando dici che bisogna comunque combattere per questa idea, anche se sembra (oggi!) un'utopia. E' la forza delle idee, che quando sono davvero rivoluzionarie, sembrano utopie.
Liberare l'uomo-massa dalle catene che gli ha imposto mezzo secolo di schiavitù mediatica, non è affare semplice. Ma - come dico sempre - noi siamo qui per questo. Se la battaglia fosse semplice, la lascerei ad altri.

ad entrambi
ADFUTURUM

 
At 04 dicembre, 2007 10:50, Anonymous Anonimo said...

ottimo post anche questo Antonio!
come ti ho detto, facendo la tesi sul concetto di Nazione e su Giovanni Gentile, siete fonte di ispirazione continua!

prometto di farmi sentire presto via e-mail per approffondire questo argomento.

a presto e mille grazie fin da ora!
GB
http://lostonato.ilcannocchiale.it/

 
At 04 dicembre, 2007 16:19, Blogger Patricia Gordillo Serrano said...

Stimati Antonio Saccoccio:

Vi invito affettuosamente a visitare il mio foglio o pagina in Internet dove troveranno i miei romanza e le mie poesie

Penso che per me possa essere molto importante leggere e lasciare il loro pensiero o interpretazioni sulle stessi poesie.

Volentieri


Patricia Gordillo

Córdoba - Argentina

www.patriciagordillo.com.ar




Mie poesie all' Italiano:


STRADE

I COLORI

INNALZA L’ANIMA

LASCIANDO QUELLA TERRA LONTANA

PROFONDITÀ

 
At 04 dicembre, 2007 17:14, Blogger Marinetti said...

Con franchezza Patricia apprezzo il tuo poetare in una lingua che può somigliare all'italiano ma che italiano non è. Sarebbe necessario ridefinire la tua lingua in, per esempio, "spagnoliano".

 
At 04 dicembre, 2007 22:05, Blogger notecellulari di mariaserena said...

Antonio hai ragione due volte, anzi tre: 1) ho citato FTM sbagliando e mi profondo in scuse (non so se sia stato un lapsus o cosa). 2) la liberazione dalle catene mediatiche è una battaglia difficile 3) il netfuturismo lancia una prospettiva che va molto oltre il maestro.

Per quanto mi riguardo considero quella contro la schiavitù mediatica una vera e propria lotta di liberazione civile di altissimo profilo. E qui concludo l'intervento serio.
Ma c'è un'appendice fantascientifica...
Penso a volte a cosa accadrebbe se per un motivo qualsiasi la comunicazione mass-mediatica si interrompesse: potremmo immaginare degli scenari futuri incredibili ma non del tutto inverosimili.
Ipotizziamo che si verifichi l'interruzione per una di queste due cause (molto diverse tra loro e con conseguenze solo in parti simili):
a) black out energetico prolungato e totale
b) saturazione della emissione di comunicazione e della capacità di ascolto.

Come reagirebbero gli schiavi? Impazzierebbero o ricomincerebbero a pensare?
E se ricominciassero a pensare su quali basi si fonderebbe il loro pensiero?
Su una accumulazione di dati disorganici che cercherebbero di decodificare insieme o su un assoggettamento istintivo al più forte? O che altro?
Perdona la digressione, è che il netfuturismo ... provoca reazioni .
ciao!

 
At 05 dicembre, 2007 16:20, Anonymous matariele. said...

Mi piace di notare la vivacità con la varietà di proposte del pensiero Neo-Futurista della stimatissima AMICA Mariaserena, secondo il mio modestissimo parere, in armonia con il genuino e giammai sofisticato sentire dei promotori, Antonio in testa, e dei sostenitori, fra i quali sono io.
Gabriele sempre S.S.S.-Salute,Serenità,Saluti.

 
At 06 dicembre, 2007 18:14, Anonymous massimo croce said...

Mi donamdo se il compito del NetFutrismo sia quello di preoccuparsi di "liberare" i più, o se invece sia quello di creare uno spazio in cui chi vuole possa liberarsi. Mi spigo, quello che io definisco ideologia è quella prassi umana che cerca di convincere i più che sbagliano, che non capiscono la realtà, che non si conoscono etc. e in questo senso la storia insegna che il destino di tali ideologie è fallimentare, basti guardare il cristianesimo che voleva liberare l'uomo dalle bassesse di questo mondo, ma quanti cristiani oggi possono dire di essere liberi, lo stesso vale per le ideologie di liberazione politiche. D'altro canto mi trovo in sintonia con il pensiero di mariaserena la quale si-ci domanda sulla reazione di coloro che sono "schiavi" del fare-pensare altrui, se per un motivo qualsiasi venissero privati della loro droga-repressione quale potrebbe essere la loro reazione, io credo che sarebbe il caos, si sentirebbero persi, per cui perchè preoccuparsi tanto dei più! questo non vuole dire fregarsene e sentirsi superiori o più intelligenti, il che significherebbe essere ugualmente schiavi di una qualche ideologia, ma io credo che, oggi più che mai, si debba semplicemente indicare una strada per fare qualcosa, e questo fare porti ad unire chi sente la medesima esigenza. Io, per esempio, faccio Arte dei Rumori, e tutti coloro che ascoltano il mio rumore mi guardano stupiti chiedendomi se io penso seriamente che la mia roba sia musica. Io rispondo semplicemente che è la storia della musica che mi ha convinto a seguire il mio percorso sonoro, e quando - molto raramente - incontro chi riesce a seguire il mio fare rumore, ecco allora sento di essere nel giusto, e ne sono soddisfatto e ricaricato per proseguire il mio percorso. Se ho deciso di frequentare questo spazio è perchè ho incontrato persone che la pensano come me, non c'è bisgno di convincere nessuno, ma semplicemente la voglia di capirsi reciprocamente, poichè la ricerca è comprensione delle diverse visioni del mondo, per cui credo che alla fine più gente si mette a operare in questo senso, più gente con il tempo si fermerà a riflettere su ciò che questi altri hanno deciso di fare insieme, e quindi magari nasce in loro il desiderio di unirsi a chi sta già facendo qualcosa, che non sia il semplice conformismo. avvolte chi vuole semplicemente vivere la propria vita ha bisogno di sentire di non essere solo nel suo desiderio, e questa esigenza di condivisione credo sia più importante di qualsiasi volontà a convincere i più della loro schiavitù. Per cui se ti senti artista è hai degli spazi come questo in cui poter condividere e produrre cocretamente la tua creatività è già una vittoria, gli altri che seguano pure le stars, le quali, appunto, sono diventate stars perchè hanno assecondato il desiderio dei più ad avere una figura eroica che esorcizzi le loro frustrazioni.

 
At 06 dicembre, 2007 18:59, Blogger Giovanni Getto said...

@molto bello quello che scrivi.

>Mi donamdo se il compito del
>NetFutrismo sia quello di
>preoccuparsi di "liberare" i più,
>o se invece sia quello di creare
>uno spazio in cui chi vuole possa
>liberarsi.
sottile e fondamentale distinzione alla quale, attraverso il neofuturismo, rispondiamo: entrambe!
noi siamo pronti in prima persona ad essere liberi e quindi neofuturisti e, come ogni volta che trovi qualcosa di bello, vorresti condividerlo con tutti. il nostro cercare di essere liberi(noi stessi) coincide con il gridare lo stesso invito, ma non è una 'preoccupazione' come dici tu, è appunto... un invito!
molti ci obbiettano 'indicate l'individualismo, ma se tutti lo facessero, non sarebbero più individualisti, ma nuovi conformisti'. noi non costringeremo nessuno a farlo, non biasimeremo nessuno che non lo fa, vogliamo integrare le nostre capacità creative per produrre arte collettiva e innovativa che speriamo(sappiamo) contagerà i dormienti e forse anche i morti, questo soprattutto perché abbiamo fiducia nel genio sopito italiano.

>ideologia=cerca di convincere i
>più che sbagliano
noi vogliamo migliorare ogni secondo. se nel confronto io ho ragione, posso insegnarti qualcosa e imparare poco, se hai ragione tu, imparo tantissimo. preferirei di gran lunga la seconda. è anche vero che possedendo un pensiero così innovativo è raro che succeda...

>venissero privati della loro
>droga-repressione quale potrebbe
>essere la loro reazione
se togli qualcosa è basta, probabilmente sì: una reazione negativa. ma se togli per aggiungere qualcosa di più (ovviamente parlo del pensiero neofuturista), la reazione è la stessa nostra: entusiasmo infuocato e passione contagiosa!

>Io, per esempio, faccio Arte dei
>Rumori
a questo punto sarei curioso di sentire qualcosa di tuo (se puoi puntare un qualche link in rete o inviare per mail...), ma se qualcuno non apprezza ciò che fai penso sia sufficiente farti una domanda: è lui che non ascolta (e oggigiorno è sempre più frequente) o sono io che non ho niente da dire o non sono stato abbastanza comunicativo? quando ti sei risposto in coscienza, credo che non hai più nulla da biasimarti.

 
At 06 dicembre, 2007 20:04, Anonymous massimo croce said...

Giovanni, io sono un individualista, nel senso che sono convinto che se io sto bene vuol dire che il mondo attorno a me trasmette e riceve positività, e quindi del NetFuturismo mi piace il suo spirito aggregativo, mi viene più difficile pensare in termini di 'entusiasmo infuocato e passione contagiosa', forse in questo mio modo di pensare pesano i miei 40 anni ed oltre, ma sono immensamente felice che vi sia chi la pensa diversamente da me, e riesca quindi a esternare in modo differente le proprie energie, poiché per me individualismo è anche sinonimo di molteplicità, un mondo dove tutti la pensano uguale sarebbe un vero inferno, sembra una banalità, che di fatto è, ma a pensarla così sono veramente in pochi, e, forse, questo è uno dei motivi per cui la gente si addormenta.
Per quanto riguarda il mio rumore lo puoi scaricare al seguente indirizzo:www.baab.it/artifex, e la qual cosa non può che rendermi felice, all’interno del sito puoi trovare quasi 5 ore di Arte dei Rumori, e qualche mio pensiero sull’arte e specialmente sulla musica.
Sulla questione se sono io poco comunicativo o se lo sia chi ascolta, mi è facile risponderti che credo lo sia chi ascolta, in quanto se dopo cent'anni da Russolo e tutto ciò che ne è conseguito, trovo non chi dice bello o brutto - per fortuna, come se l'arte sia una questione di bello o brutto - ma chi mi chiede se penso seriamente che la mia roba sia musica, dimostra che costoro, pur avendo la licenza elementare, pur avendo le tecnologie, pur avendo la luna sono totalmente fuori dal loro periodo storico, e quindi non mi biasimo di non poter spiegare loro con entusiasmo che vivono fuori dal tempo, ciò non toglie che umanamente mi dispiace e mi lascia piuttosto esterrefatto, comunque a questi preferisco chi mi dice sinceramente che la mia roba è solo un rumore inascoltabile, che per quanto riducano l'arte al bello o al brutto, almeno conoscono che la musica negli ultimi cento anni non è più una ninna nanna.

 
At 07 dicembre, 2007 10:44, Anonymous massimo croce said...

Vorrei fare un esempio di ciò che intendo per individualista-molteplicità, spazio aggregativo o se si preferisce NetFuturismo.
Patricia Gordillo scrive delle poesie.
Se Patricia Gordillo mi registrasse anche in formato mp3 – la qualità è secondaria, stiamo parlando di Arte dei Rumori-, una recitazione delle sue poesie, in seguito me le potrebbe recapitare via internet, io potrei creare per lei un Paesaggio Sonoro, otteniamo così, nel giro di due chiacchiere un SuonoPoesiA.
Quindi a questo punto individualità-molteplicità può essere inteso, dicevano i Greci, come Uno-Molti.
Poi, potremmo aggiungere gli Afgani-Islamici, i quali attraverso, per esempio, Sheykh Jalal al-Din Rumi, il quale parlava in termini di Uno-Molti, scrivendo in versi faceva uso del suo nay sapienzale e ti faceva ruotare i suoi Dervisci:
SuonoPoesiA.
Andiamo avanti, il Dante Alighieri Tedesco, Meister Eckhart, il quale fu il primo a scrivere di Uno-Molti in volgare tedesco, non faceva suoni, ma se una gentilissima fanciulla tedesca si adoperasse per registrare con la sua voce alcuni Sermoni Tedeschi del Magister, io potrei aggiungere un Paesaggio Sonoro:
SuonoPoesiA.
Ancora, il Dante Alighieri nostro, che pure lui, guarda caso, parlava sempre di questi Uno-Molti in meravigliosi versi, che il sommo Maestro Roberto Benigni decanta:
SuonoPoesiA.
Ecco, questi sono una piccolissima parte di quel Tutto che si può definire: individualista-molteplicità, Uno-Molti o se si preferisce NetFuturismo!

 
At 07 dicembre, 2007 13:17, Blogger Giovanni Getto said...

dall'altra parte del mondo
altre esperienze
altre competenze
ma convergiamo perfettamente nei punti di vista.
un'altro punto per la unomolteplicità neofuturista e un evviva per la creazione collettiva.
grande massimo!
ascolterò i tuoi rumori ;-)
giovanni

 
At 07 dicembre, 2007 14:56, Anonymous massimo croce said...

Mi fa piacere di essere riuscito a spiegare cosa intendo per individualista, spesso quando parlo di individuo mi si dà dell’egoista, e mi piacerebbe, con tutta sincerità, capire da dove nasce il luogo comune moderno che vede l’individuo come un egoista!
Comunque il mio invito rivolto a Patricia vuole essere un invito a tutti i poeti NetFuturisti, in quanto credo che la mente-orecchio-cuore di oggi necessiti di una poesia-sonora, per cui il mio è un invito a sperimentare in questo senso.

 

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