LIBERI DALLA FORMA

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venerdì, novembre 02, 2007

Carteggio Marinetti-Palazzeschi (1)

Il carteggio Marinetti–Palazzeschi è tra i più interessanti della prima metà del Novecento. Entusiasmo, amicizia, stima, affetto, ammirazione. C’è tutto il futurismo nelle lettere che si scambiarono i due.
Vi riporto la primissima lettera di FTM. È del maggio del 1909, pochi mesi dopo la fondazione del futurismo.
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”Caro collega,
Ho ricevuto con vivissimo piacere i vostri poemi, e, guidato da un infallibile istinto, ne ho intrapresa immediatamente una lettura attentissima.
I vostri poemi mi hanno vivissimamente interessato per tutto ciò che rivelano in voi di non ancora espresso e di sicuramente originale. Vi è – nel vostro volume – come già nei Cavalli bianchi, un odio formidabile per tutti i sentieri battuti, e uno sforzo, talvolta riuscitissimo, per rivelare in un modo assolutamente nuovo un’anima indubbiamente nuova. Questo, noi sentimmo tutti, qui in redazione di “Poesia”, lieti di spalancarvene le porte, poiché “Futurismo” vuol dire anzitutto: sprigionamento degli’istinti vergini e puri, fuori dal terriccio dei luoghi comuni, delle sensazioni cooperative, e dei leit-motiv ossessionanti.
Le mando in omaggio la collezione di “Poesia” e l’ultimo libro di Cavacchioli, invitandola formalmente a collaborare con noi al grande rovesciamento della vecchia imbecillità italiana. Le faccio sapere intanto che dei suoi Poemi parlerà lungamente in “Poesia” Paolo Buzzi.
Gradisca, con tutta la simpatia della redazione di “Poesia”, l’espressione della mia altra considerazione.

F.T. Marinetti
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L'entusiasmo di Marinetti per aver trovato un nuovo poeta potenzialmente futurista è evidente. Come è evidente l'entusiasmo con cui parla del neonato futurismo. L'uso dei superlativi sta lì a testimoniarlo (vivissimo, attentissima, vivissimamente, riuscitissimo).
Da notare che FTM, pur elogiando Palazzeschi, lascia intendere chiaramente al poeta fiorentino che il suo talento non è ancora pienamente espresso. Questo sarà un tema che si ritroverà spesso nelle lettere di Marinetti a Palazzeschi. I due convergevano su diversi temi ma avevano comunque sensibilità piuttosto differenti. E infatti Palazzeschi fu futurista solo per 5 anni (dal 1909 al 1914).
Antonio S.

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4 Comments:

At 03 novembre, 2007 11:32, Anonymous mariaserena said...

Caro Antonio, la lettera bellissima di FTM ne rivela un'anima demiurgica (mi passerai spero l'espressione) e la qualità squisita di una genialità che cerca di contagiare anche chi, probabilmente, ha intuizioni ed animo, a mio avviso, non scintillanti come il suo.
La sublime generosità di chi non ha tanto a cuore il proprio successo, quanto quello di un'idea ancora così proiettata (oggi) verso il futuro.
mariaserena
Un contributo eccezionale.

 
At 03 novembre, 2007 12:59, Blogger Antonio Saccoccio said...

Mariaserena, questa è solo la prima lettera. Il carteggio è pieno di spunti. Ne escono fuori due individui ricchissimi di umanità. Presto pubblicherò altre lettere ;-)

Noi neofuturisti riprendiamo in pieno la generosità di Marinetti, un uomo che pensava non al proprio tornaconto, ma al movimento e all'idea che quel movimento rappresentava.

 
At 04 novembre, 2007 16:47, Anonymous matariele said...

Da umile aderente al Neo-Futurismo, reduce poco partecipe del Futurismo '900 per ragioni di età e di insufficiente maturità, plaudo alla tua iniziativa, Prof. Antonio, di rinverdire qui, per quanto possibile, quei tempi. Sempre modestamente, sono convinto che anche le cose nuove nuove hanno un'origine che vuole e deve essere migliorata e penso che questo sia negli intenti del Neo-Futurismo. Un augurio e un abbraccio, Gabriele.

 
At 04 novembre, 2007 18:31, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro Gabriele, tra gli obiettivi del movimento neofuturista c'è anche lo studio e la rivalutazione storico-critica del futurismo del XX secolo.
Anche se l'obiettivo principale rimane lo sviluppo di un pensiero nuovo, adeguato al terzo millennio.
Ma a ben vedere le due cose, come hai intuito, non sono così lontane e distinte. Solo se si recupera un'idea, si può realmente superarla.

Se ne avessi avuto la possibilità, sarei stato sicuramente un futurista nel secolo scorso. Visto che non ho potuto esserlo, mi sono ritrovato ad essere neofuturista. ;->

un abbraccio e grazie della tua adesione. siamo tutti uniti in questa battaglia culturale.
ciao!

 

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