LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

venerdì, ottobre 12, 2007

I Neofuturisti Italiani manifestano con i giovani studenti italiani

OGGI 12 OTTOBRE 2007

I NEOFUTURISTI ITALIANI

MANIFESTANO
CON AUDACIA E CONVINZIONE
AL FIANCO DEI GIOVANI STUDENTI ITALIANI.


I NEOFUTURISTI ITALIANI

CHIEDONO

LA CANCELLAZIONE DEL DECRETO CHE, CON UN IDIOTA RECUPERO PASSATISTA, REINTRODUCE IL VECCHIO ESAME DI RIPARAZIONE.

LE DIMISSIONI DEL MINISTRO FIORONI, IL PIU’ PASSATISTA MINISTRO DEL GOVERNO PRODI, CHE STA RIPORTANDO INDIETRO DI 20 ANNI LA GIA’ PASSATISTA SCUOLA ITALIANA.


I NEOFUTURISTI ITALIANI

DICONO

NO

ALLA RESTAURAZIONE


NO

ALLA REAZIONE FIORONESCA

LOTTIAMO

PER UNA SCUOLA

MODERNA

APERTA

DINAMICA

CORAGGIOSA

CRITICA

CREATIVA

APROFESSORALE

ADOGMATICA

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22 Comments:

At 12 ottobre, 2007 14:09, Blogger Carlo Gambescia said...

Sottoscrivo.
Un ciao neofuturista,
Carlo

 
At 12 ottobre, 2007 14:20, Blogger Antonio Saccoccio said...

grande Carlo.
passo ora da te.
ad futurum

 
At 12 ottobre, 2007 14:33, Blogger Marinetti said...

Passatisticamente, acriticamente, arditamente mi schiero difendendo col coltello fra i denti la reintroduzione degli esami di riparazione. Noi vogliamo un'Italia di giovani preparatissimi e pronti a sostenere l'impari lotta coi loro colleghi del Nord Europa. Gli studenti che voi, antipraticamente, difendete, hanno manifestato dicendo che gli esami di riparazione "rovinano le loro vacanze". Non vogliamo mediocri studenti impreparati in vacanaza, vogliamo generazioni di italiani intelligentissimi preparatissimi asaminatissimi.

 
At 12 ottobre, 2007 14:34, Blogger Marinetti said...

*esaminatissimi

 
At 12 ottobre, 2007 17:21, Blogger Antonio Saccoccio said...

antipassatisticamente
demolisco con fermezza la tua poco ardita
equazione "esami = cultura" e la sostituisco con le mie coraggiose neofuturiste "esami = utilitarismo = grettezza = omologazione furbesca" e "restaurazione = niente idee = niente futuro"

Per analisi meno sintetiche rinvio ai miei post:
Manifesto della scuola neofuturista: la valutazione
e
Discorso estivo ai professori italiani

La scuola del passato, cupa, gretta, acritica, esaminatrice, traspositrice meccanica di contenuti, non ha più futuro. Gli studenti - utenti-clienti del servizio - con un atto spontaneo di praticità, l'hanno già buttata nel cestino. Perentoriamente.

Il futuro è una scuola viva, gioiosa, aperta e dinamica.
Al bando i pedanti con il loro seguito di ignoranti.

 
At 12 ottobre, 2007 17:29, Blogger Giovanni Getto said...

ahi.
marinetti ha toccato un tema dolente per antonio.
metto in fila e medio.
noi neofuturisti siamo d'accordo con marinetti e non vogliamo studenti sciocchi o sfaccendati.
ma confido nell'esperienza sul campo di antonio quando afferma (e non è la prima volta) che ritirare fuori la storia degli esami di riparazione non riporterà la scuola italiana a chissà quali livelli.
una volta presa la posizione del post, andiamo avanti da neofuturisti, stiamo inventando la nostra nuovissima ed integrale proposta per la scuola, no? avanziamo avanti a balzi nel futuro, non perdiamoci in queste scaramucce.

 
At 12 ottobre, 2007 17:34, Blogger Marinetti said...

An-ti-pa-vi-da-men-te ho appena scritto e pubblicato un articolo dal titolo "Futuro scolastico agilissimo educativo". Ne vedremo delle belle.

 
At 12 ottobre, 2007 18:18, Blogger Antonio Saccoccio said...

gianni, attento a metterti tra me e marinetti, potresti prenderti un proiettile nello stomaco! ;-D

sparatorie a parte, la mia posizione è chiarissima e frutto di anni di indagine teorica e sul campo. Più passano gli annie più divento estremista. Questa scuola del passato è da buttare.
Ricordate: se l'uomo del Novecento non è stato capace di reagire alla pressione omologante dei mass-media è stato anche perchè la scuola del Novecento era una scuola dogmatica e profondamente acritica.
Ci hanno insegnato a ripetere quello che dicevano i professori. Quando è arrivata la tv, la gente ha semplicemente sostituito la tv ai professori.
Quella scuola è stata un fallimento.
(tornerò in futuro con un post su quest'ultimo ragionamento)

 
At 13 ottobre, 2007 01:51, Anonymous Karagounis78 said...

Voi sparate lì termini ad effetto che però non portano a nulla. Una scuola adogmatica? E allora cosa mi serve andarci se tanto non mi insegna nemmeno le tabelline, che sono il dogma, la base della matematica spicciola?
E la creatività! Gran cosa. Oggi ragazzi lezione di creatività; poverino quello che magari non ha fantasia e prenderà 4. Lo vogliamo rimandare?
Prima si studia, poi si imapara a collegare e a fare critica. Non viceversa.

 
At 13 ottobre, 2007 13:34, Anonymous Anonimo said...

le tabelline un dogma??? idee poche e confuse

 
At 13 ottobre, 2007 13:52, Anonymous mariaserena said...

La scuola del passato remoto era dura, scura, triste e frustrante. Era anche classista e molto. Era una scuola che favoriva il privilegio. Nel passato remoti di cui parlo, tuttavia, i docenti erano di solito gente preparata e colta; non c'era spazio per l'improvvisazione professionale, e i docenti avevano un senso del dovere spiccato. Gli studenti (trattati come sudditi) avevano però di fronte persone serie che si comportavano tirannicamente perchè la societàera ispirata a principi e costumi diversi.
I riferimenti educativi dei ragazzi (dalla I elementare in poi) erano tre: famiglia, scuola, parrocchia. Inutile negare.
La scuola dagli anni sessantasettanta in poi è cambiata profondamente: in primo luogo perchè p cambiato semplicemente.. .tutto.
In secondo luogo (ma questo è non meno importante) perchè è cambiato il modo di reclutare i docenti ei presidi.
Sui doceni si è aperto lo tsunami degli assunti ope legis; e alcuni presidi hanno cominciato a fare i faccendieri.
Insomma le analisi poco pensose e pensate non usciranno da una diatriba sportiveggiante.
Le cose sono molto molto molto più complicate dei come le semplifica il blogger Marinetti.
E l'autore geniale da cui prende a prestito il nome non credo che gli darebbe ragione.
Scusate l'invasione, ma se volete pensare a una nuova nuova e futura non si può non rompere col passato.
Però bisogna conoscerlo.
E suggerisco a "marinetti", quando tuona a favore degli esami di riparazione, di non confondere la causa con l'effetto, o per meglio dire, l'ammalato con la cura.
La scuola ha bisogno di un audace salto di qualità, non di demagogia fioroniana o d'altra origine
Mariaserena

 
At 13 ottobre, 2007 13:54, Anonymous mariaserena said...

salto di qualità, non salto all'indietro nel buio bovino

 
At 13 ottobre, 2007 13:56, Blogger Antonio Saccoccio said...

Karagounis78, in 8 righe hai messo insieme un campionario talmente completo di sciocchezze da renderti ridicolo. Sappi che parli con professionisti. Torna a studiare e ripassa quando sarai pronto. Per ora hai tanti blog adolescenziali che fanno al caso tuo. Lì puoi divertirti a fare il troll, non fai una lira di danno.
Qui si dialoga, si argomenta, si costruisce.
Ma prima si comprende. Cosa che tu non hai fatto. Quindi
1. sei stupido
2. sei un troll

In tutti e due i casi il tuo contributo è comunque nullo.

Qui non c'è spazio per i perditempo.

 
At 13 ottobre, 2007 14:15, Blogger Antonio Saccoccio said...

Benissimo Mariaserena. Che pazienza che hai! Io davvero non ce la faccio a spiegare tutto ad ogni post. Ci sono libri da leggere e studiare. C'è un blog da leggere e capire. Leggete!

Comunque bisogna cercare di aprire un varco tra il passatismo dilagante. E' evidente che anche in questo gli schieramenti politici sono ormai concordi: si torna indietro. Forse anche al calamaio. Ma è vietato avere idee. E' vietato avere un'intelligenza sopra la media. D'altronde questi politici sono il frutto di quella scuola che tanto difendono. Sanno che quando finisce questa scuola, sono finiti anche loro.
I pochi che sono riusciti ad avere una buona apertura mentale di certo non fanno oggi i politici (se non in casi straordinari).
Bisogna far leva su quei pochissimi adulti liberi e poi sui giovani. Su quelli che ora sono alunni e che non hanno ancora la nebbia nel cervello. I ragazzi sono aperti, ti stanno ad ascoltare se non sei uno stupido pedante. Rifiutano gli idioti, gli ottusi, i professori rigidi e limitati. Ma quando parli con intelligenza e ampiezza di vedute sono lì che pendono dalle tue labbra. I giovani hanno la mente allenata alle connessioni, al dinamismo, a scambi continui. Il sapere statico, la rigidità sono per fortuna lontani dalla loro vita. Hanno solo bisogno di una guida per orientarsi in tanta liquidità. Non hanno bisogno di un dux o di un padrone che nasconde il mondo moderno e prova a resuscitare gli anni Cinquanta.
Mariaserena, questa è la scuola che dobbiamo preparare per il futuro. Il nostro GSPPN è aperto per questo. a presto

 
At 13 ottobre, 2007 15:58, Blogger Marinetti said...

E allora buona fortuna a voi. Io sono stato formato in scuole serie e che mi hanno dato preparazione e cultura vera a costo di sforzi e di disciplina e ne sono contento. Mi sembrate teorici, lontani dalla realtà; uno scrive ciò che va contro al vostro pensiero e gli date del troll. Siete solo un'altra delle centinaia di sette italiane. Io continuerò a scrivere parole in libertà perché mi diverto e perché ho la possibilità di farlo appunto in libertà. A voi stare nelle regole della vosta setta, ma non vi invidio proprio. Io voglio libertà di pensiero, non accuse di essre troll a chi la pensa diverso da voi.

 
At 13 ottobre, 2007 16:35, Blogger Antonio Saccoccio said...

marinetti, nelle scuole serie che hai frequentato ti avranno insegnato che non si straparla di cose che non si conoscono.
Quella che chiami teoria è studio.

Il nostro non è un gioco e non ci "divertiamo" a scrivere parole in libertà. L'hai capito solo ora che qui non si gioca? Ma come hai potuto pensare una cosa del genere? Ti sembro uno che ha tempo da perdere giocando a fare il futurista?

Accuso di essere un troll chi la pensa diversamente da me? Sbagli, carissimo. Qui al nostro pensiero non è stato proposto un pensiero. Solo una provocazione. Con tono evidentemente litigioso. Come fanno i troll. Se non sai poi come si comporta un troll ti consiglio anche qui di darti un'occhiata almeno a questa voce, che non ho certo scritto io.
http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_(Internet)
Ci si può comportare da troll anche senza averne la consapevolezza. Tu ora hai deviato la nostra discussione, quindi hai trollato. E io rispondendoti mi sono fatto trollare. Ma ti rispondo comunque perchè so che non ne sei ben consapevole. Lo hai ammesso tu: ti vuoi solo divertire. L'importante è non avere pretese poi. Se permetti qui si ragiona seriamente e costruttivamente, non ci si diverte. Non si fanno previsioni su un fantamondo futuribile, ma si cerca di analizzare la società contemporanea e fornire un via d'uscita alla paralisi.
Attenzione a non scambiare la democraticità del mezzo per anarchia. Non è che qui dentro una sciocchezza vale quanto una buona idea. Puoi averne ingenuamente l'impressione. Ma ad occhi esperti ovviamente non è così.
Purtroppo hai scambiato la mia gentilezza per debolezza. Non preoccuparti, non sei il primo.
buona fortuna anche a te.

 
At 13 ottobre, 2007 19:02, Blogger Marinetti said...

Saccoccio, non confondere il divertimento con la mancanza di serietà.
Divertirsi non significa non credere in ciò che si dice o scrive; e non significa non essere seri nel leggere ciò che altri scrivono: ho letto seriamente quanto da te scritto; ho scritto seriamente la mia controproposta che è principalmente una provocazione; ho letto con serietà quanto scritto da quello che tu hai definito un troll e a cui tu hai risposto più da flamer che da troll; ho letto anche quanto scritto da mariaserena che sarà preparatissima ma mette troppa serietà nelle cose. Io scrivo parole in libertà per non essere obbligato a stare in regole: troppo vecchio per essre ligio alle regole. E quello che tu chiami provocazione è solo il pensiero di una persona che non la pensa come te e che tu hai accusato di tenere un blog adolescenziale; parli di te e di altri come "professionisti", non conosendo la professione dei tuoi interlocutori e non chairendo la tua. Non sono d'accordo col tuo modo di affrontare la questione della scuola percché ho trovato il tuo manifesto vacuo, teorico, poco chiaro, vuoto di concetti concreti. E ho risposto con concetti concretissimi a cui non hai dato risposta; ti sei solo soffermato sul grembiule che era l'unica vera provocazione, esca per pescioloni. Tu dici che non siete qui a scherzare, immaginando che gli altri invece scherzino. Il mondo non scherza mai, Saccoccio, neppure chi tiene blog adolescenziali scehrza: il tuo dargli dell'adolescente, del troll, del ridicolo eccetera è solo un grembiule nero che gli hai voluto mettere addosso.

 
At 13 ottobre, 2007 19:44, Blogger Marinetti said...

Mariaserena, sorvolo sulle cose dei presidi etc altrimenti mi vado a leggere il blog del blogger "Grillo".
I professori di cui tu parli e che "di solito era gente preparata e colta" annoveravano fra le prorpie schiere gente del calibro di Pascoli per dirne uno. Che rispetto alle cialtrone che si fanno riprendere coi telefonini e finiscono su youtube mentre si fanno palpeggiare il sedere dai loro arrapatissimi studenti è un altro universo.
Per quanto riguarda la tua affermazione sul fatto che Marinetti non sarebbe stato d'accordo con me è pura teoria: non mi risulta lui abbia mai scritto né di scuole né di professori, né di Manifesti sul tema: quindi, partendo dal presupposto che Marinetti abia principalmente scritto contro le cose che non gli piacevano e non avendo scritto contro la scuola, non possiamo dire che lui non sarebbe stato d'accordo con me. Che poi siano passati 80 anni e che quindi sarebbe ben difficile dire come la penserebbe oggi è cosa da non sottovalutare.

 
At 13 ottobre, 2007 20:10, Blogger Antonio Saccoccio said...

marinetti, qui c'è il mio blog che ha una storia di due anni e mezzo in cui non ho mai mancato di rispetto ad uno solo dei miei commentatori. Hanno scritto su questo blog anche adolescenti. E sono stati i benvenuti. Non è questo il discrimine. Il discrimine è l'educazione e il rispetto. Se vieni qui per dialogare usi un tono civile e da persona intelligente. Accetto anche pensieri infantili, ma a patto che poi il bambino non si permetta di voler impartire lezioni a chi ne sa più di lui. La prima cosa si chiama dialogo, la seconda mondo alla rovescia. Ecco, sappi che qui non si rovesciano i valori. Qui i valori si esaltano. Se ritieni le 8 righe deliranti e offensive di karagounis un ragionamento, hai trovato una persona con cui dialogare. Per me quella è una provocazione adolescenziale, di chi vuole dare lezioni senza aver capito neppure di cosa si sta parlando. Umiltà, marinetti. Io non vado nel blog degli altri a parlare di cose che non comprendo e per giunta offendendo.
Non scambiare il futurismo per ignoranza. L'hanno già fatto tanti in passato. E non è stato un bene per nessuno.

quello che tu chiami provocazione è solo il pensiero di una persona che non la pensa come te sbagliato, marinetti. quella persona mi ha attribuito cose che non ho mai scritto. ergo non ha capito nulla di quello che ho scritto. vedi che non hai capito neppure tu? manca il presupposto essenziale. il tale karagounis ha pubblicato un post sul suo blog in cui parla di questo web-volantino e ad ogni parola si chiede "che significare?". ergo, non ha idea del significato di questo testo. Ora, rifletti marinetti, se non ha idea di cosa significhino le parole d'ordine della scuola netfuturista, perchè non me l'ha chiesto con educazione qui? al post di sparare il suo inutile astio? quel tale non sa di cosa parliamo, ma si sente in diritto di criticarlo lo stesso. Ti pare un atteggiamento maturo? Non facciamoci ridere dietro. E' una cosa talmente superficiale da non meritare neppure considerazione.
Se non si capisce una parola, (perchè è normale che un volantino contenga slogan e non ragionamenti)
1. o si vanno a leggere altri post in tema per capire
2. o si chiedono spiegazioni.
In tutti e due i casi karagounis sarebbe stato il benvenuto.
Ti faccio un'ultima considerazione: tanto è stato immaturo l'atteggiamento di karagounis che paradossalmente il tipo di proposte che noi facciamo potrebbero essere in linea con le sue. Ma con il suo atteggiamento non lo saprà mai. Perchè avrà preferito al giudizio il pregiudizio.
si possono avere anche idee diametralmente opposte, l'importante è rispettarsi. se non c'è rispetto, allora non ci può essere comunicazione.

 
At 13 ottobre, 2007 20:32, Blogger Antonio Saccoccio said...

Marinetti ha detto...
Mariaserena, sorvolo sulle cose dei presidi etc altrimenti mi vado a leggere il blog del blogger "Grillo".
I professori di cui tu parli e che "di solito era gente preparata e colta" annoveravano fra le prorpie schiere gente del calibro di Pascoli per dirne uno. Che rispetto alle cialtrone che si fanno riprendere coi telefonini e finiscono su youtube mentre si fanno palpeggiare il sedere dai loro arrapatissimi studenti è un altro universo.
Per quanto riguarda la tua affermazione sul fatto che Marinetti non sarebbe stato d'accordo con me è pura teoria: non mi risulta lui abbia mai scritto né di scuole né di professori, né di Manifesti sul tema: quindi, partendo dal presupposto che Marinetti abia principalmente scritto contro le cose che non gli piacevano e non avendo scritto contro la scuola, non possiamo dire che lui non sarebbe stato d'accordo con me. Che poi siano passati 80 anni e che quindi sarebbe ben difficile dire come la penserebbe oggi è cosa da non sottovalutare.




marinetti, ora l'hai sparata grossa eh!
marinetti non ha parlato mai di scuola e professori?
ma hai presente i suoi manifesti?
dai ora ti sei distrutto da solo.
vorrei pure difenderti, ma come faccio?

Guarda cosa scrive Marinetti già nel suo manifesto di fondazione del futurismo. Siamo nel febbraio del 1909.
E' dall'Italia, che noi lanciamo pel mondo questo nostro manifesto di violenza travolgente e incendiaria, col quale fondiamo oggi il “Futurismo”, perchè vogliamo liberare questo paese dalla sua fetida cancrena di professori, d'archeologhi, di ciceroni e d'antiquarii.

E poi, marinetti, mai sentito parlare del manifesto "Contro i professori"? ;-)
Guarda, leggilo con calma. Così comprenderai meglio quanto sia anti-futurista la tua posizione.
Tu parli di un'umanità dominata dall'efficientismo e dall'utilitarismo. Marinetti era invece un anarchico, un temerario. In questo manifesto arriva persino a giustificare uno studente di Palermo che aveva ucciso un professore. Una cosa inaudita (che ovviamente neppure noi neofuturisti italiani approviamo).

Vedi, marinetti. E' sempre il solito problema. Bisogna conoscere prima di lasciarsi andare ad opinioni affrettate. Magari ora comprenderai pure quanto le tue posizioni siano davvero poco futuriste.

 
At 13 ottobre, 2007 23:33, Anonymous Mariaserena said...

Sono seria, serissima ma non seriosa. Pertanto non scendo a diverbi inutili.
Almeno con chi confonde o legge male. Giovanni Pascoli, di cui mi pregio di essere una discreta studiosa,è morto nel 1912.
Non sono risalita tanto indietro parlando di scuola. Mi trovo a dover precisare che parlavo comunque della scuola del II dopoguerra, non del tempo della guerra di Libia.
Conosco tuttavia abbastanza bene il clima storico e la letteratura degli anni del Futurismo per riconoscere e ammettere molto volentieri che su questo argomento la competenza di Antonio brilla almeno quanto l'improvvisazione di altri.
Senza supponenza da parte mia, credo che sia un macroscopico errore confondere "parole in libertà" con "parole divertenti".
E concludo affermando che la serietà non è una virtù; però è un buon punto di partenza.
Mariaserena

 
At 14 ottobre, 2007 14:01, Anonymous mimhe said...

mi lascia interdetto queto blog!

 

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