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lunedì, luglio 10, 2006

Luigi Russolo: brillantezza e originalità

Luigi Russolo (1885-1947) è senza dubbio uno degli artisti più brillanti della prima metà del Novecento italiano. Geniale. Lo sguardo vivissimo, quasi allucinato. Pittore e musicista, capace, come molti suoi amici futuristi, di anticipare i tempi. Leggete con attenzione queste affermazioni tratte dall'Arte dei rumori (1913).
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"Questa evoluzione della musica è parallela al moltiplicarsi delle macchine, che collaborano dovunque coll'uomo. Non soltanto nelle atmosfere fragorose delle grandi città, ma anche nelle campagne, che furono fino a ieri normalmente silenziose, la macchina ha oggi creato tanta varietà e concorrenza di rumori, che il suono puro, nella sua esiguità e monotonia, non suscita più emozione. Per eccitare ed esaltare la nostra sensibilità, la musica andò sviluppandosi verso la più complessa polifonia e verso la maggior varietà di timbri o coloriti strumentali, ricercando le più complicate successioni di accordi dissonanti e preparando vagamente la creazione del rumore musicale. Questa evoluzione verso il "suono rumore" non era possibile prima d'ora. L'orecchio di un uomo del settecento non avrebbe potuto sopportare l'intensità disarmonica di certi accordi prodotti dalle nostre orecchie(triplicate nel numero degli esecutori rispetto a quelle di allora). Il nostro orecchio invece se ne compiace, poiché fu già educato dalla vita moderna, così prodiga di rumori svariati. Il nostro orecchio però se ne accontenta, e reclama più ampie emozioni acustiche. D'altra parte, il suono musicale è troppo limitato nella varietà qualitativa dei timbri. Le più complicate orchestre si riducono a quattro o cinque classi di strumenti ad arco, a pizzico, a fiato in metallo, a fiato in legno, a percussione. Cosicché la musica moderna si dibatte in questo piccolo cerchio, sforzandosi vanamente di creare nuove varietà di timbri. Bisogna rompere questo cerchio ristretto di suoni puri e conquistare la varietà infinita dei "suoni-rumori".
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Forse non tutti si rendono conto della straordinaria portata di queste affermazioni. Di lì a qualche decennio, il linguaggio musicale evolverà proprio nella direzione tracciata da Russolo. Non più suoni, ma suoni e rumori. E verranno la musica concreta e la musica elettronica.
Vi dico la verità. Sono emozionato se penso che tra pochi giorni sarò a Rovereto a diretto contatto con intonarumori, tele e incisioni di questo geniale artista. Spero che Russolo a distanza di quasi un secolo mi trasmetterà quelle vibrazioni che solo le grandi opere dei grandi uomini sanno offrirci.

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8 Comments:

At 11 luglio, 2006 11:39, Anonymous tommaso said...

non lo conoscevo, grazie per l'approfondimento.....
spero che davvero l'esperienza a rovereto possa essere per te qualcosa di indimenticabile...
fammi sapere poi. a presto anto

 
At 11 luglio, 2006 13:16, Blogger Antonio Saccoccio said...

Beh, su Russolo ci sarebbero tantissime cose da dire. Questa è un gustoso aperitivo. ;->
Ciao Tommy

 
At 11 luglio, 2006 15:17, Anonymous Martina said...

Sicuramente non "elettronici", ma se vogliamo rispecchiano il senso di suono e rumore... prova ad ascoltare Saeglopur dei Sigur Ros, poi tutto l'ultimo cd (Takk), dopodichè puoi passare alla roba precedente.
Io li conosco da un po' e (finalmente) sono riuscita ad andare a vederli la settimana scorsa. Fantastici.

 
At 12 luglio, 2006 15:17, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciao Martina.
Grazie per l'informazione. Cercherò di ascoltarli.

 
At 02 agosto, 2006 16:32, Anonymous Anonimo said...

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At 09 agosto, 2006 09:26, Anonymous Anonimo said...

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