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venerdì, giugno 02, 2006

Scuola ed educazione: no all'utilitarismo, sì ai saperi di base

Vi propongo un passo tratto da un'intervista rilasciata qualche giorno fa al Messaggero dal noto pedagogista Benedetto Vertecchi, intervista in cui ha criticato alcune innovazioni operate dal ministro Moratti. Vi premetto che sono sostanzialmente d'accordo con Vertecchi.
Da pedagogista, che cosa raccomanda all’Unione?
«L’esigenza di ricostruire la cultura della scuola. Perché la scuola non si regge solo sugli ordinamenti, ma sull’asse culturale. Quello usato dal centrodestra, per esempio, era di stampo utilitarista. Era fondato su tre slogan, quelli delle tre I, che sono l’esemplificazione di una cultura che punta all’utilizzo immediato, come riscontro alle richieste del mercato e del sistema economico. Tutto ciò è molto rischioso».
Professore, perché è rischioso?
«Nei Paesi evoluti, industrializzati, l’istruzione deve servire per un lungo percorso della vita. Intendo dire che la cultura acquisita tra i banchi deve essere sufficientemente robusta da garantire ad ognuno di poter modificare il profilo per tutto l’arco della vita. Altrimenti, si diventa obsoleti. La scuola deve dare gli strumenti culturali di base, per innestare su di essi tutto il resto delle conoscenze e delle competenze che l’evoluzione del lavoro e della società richiedono. Ebbene, a mio giudizio la riforma Moratti va in un’altra direzione. E’ legata alle logiche del mercato».
Vuol dire che se quello che si impara è finalizzato ad una spendibilità immediata è effimero?
«Proprio così. La cultura non può essere legata ad obiettivi di breve termine, le logiche delle attività produttive sono contingenti. Le logiche educative, invece, devono essere di lungo respiro, puntando ad obiettivi validi nel tempo, altrimenti si sbaglia clamorosamente».
Fin qui è tutto chiarissimo e condivisibile. E' evidente che la prematura specializzazione tecnica non sia formativa. La vera cultura è quella che è in grado di ri-orientarsi continuamente.
Tutto chiarissimo, dicevamo. Ritengo un grave errore basare tutto sulle tre I o altre banalità. Ci vuole la cultura di base, quella cultura che ci fa sentire sempre pronti davanti alle sfida della vita. E in questo il ministero Moratti ha sbagliato strada.
Ottimo Vertecchi quindi.
Ma poi all'ultima domanda crolla.
Che cosa rimprovera alla riforma Moratti?
«Ci sono gravi errori di fondo, ma vorrei metterne in luce uno in particolare. L’impianto degli otto licei, per come è stato presentato, ha fatto danni pesanti. La gente non si è più fidata dei tecnici e dei professionali, c’è stata una fuga verso i licei a danno di istituti che, così, si sono indeboliti. Ma non possiamo liceizzare tutto, non tutti andranno all'università, l’Italia ha bisogno anche di altri ordini di studio».
Ebbene, è evidente quanto quest'ultima affermazione di Vertecchi sia in contraddizione col resto della sua intervista.
Se portiamo i ragazzi verso i licei, rendiamo più semplice proprio quel compito di cui il pedagogista parlava poco prima: formare nei nostri ragazzi una solida cultura di base, una cultura che offrirà loro la capacità di essere sempre all'altezza di ogni cambiamento. E questa cultura si forma proprio frequentando i licei, e non le scuole tecniche.
Il professore aveva espresso poco sopra la sua contrarietà all'ottica utilitaristica. E poi invece si batte per limitare il diffondersi della cultura liceale, che di quell'ottica è negatrice. Ci viene quasi il sospetto che anche questa volta l'unico fine sia stato quello di criticare la Moratti.
Peccato, perchè le idee di base di Vertecchi sono assolutamente condivisibili.
Lo ripeterò fino alla nausea: la scuola ha bisogno di buoni pedagogisti, non di politicanti.
Antonio S.

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5 Comments:

At 06 giugno, 2006 17:12, Anonymous Sleepers said...

Ciao, Antonio. Sono in un momento un po' affannato. Lo dimostra il fatto che non ho neanche il tempo di salutare gli amici o di aggiornare il blog.
Baci, a presto.
Sleepers.

 
At 11 giugno, 2006 14:56, Anonymous Anonimo said...

Ciao Antonio.
Un po' mi sento chiamata in causa in quanto io ho frequantato un istituto tecnico professionale.
Per quello che ne so non solo nei licei si puo' "trasmettere" UNA SOLIDA CULTURA DI BASE. Secondo me i ragazzi che scelgono di intraprendere un percorso di studi liceale lo fanno perché non hanno idee chiare sul loro futuro e allora scelgono qualcosa che in qualche modo gli possa aprire molte più porte: sia per la continuazione degli studi sia per una professione che non sia tecnica.
Un ragazzo che esce dal liceo non farà il geometra, l’assistente di volo o il ragioniere a meno che non prenda un altro titolo di studi che lo abiliti a queste professioni.
Gli istituti professionali, o tecnici invece, sono per quei ragazzi che già, fin da quando sono piccoli, hanno le idee chiare, per quelli che sanno già cosa fare della loro vita perché hanno dei sogni o dei progetti già definiti.
Non sto dicendo che coloro che decidono di frequentare il liceo non abbiano sogni o progetti, ma dico che parte di queste persone non hanno ancora un obiettivo preciso di cosa fare nella vita e allora continuano gli studi perché a differenza di un istituto professionale, con il liceo non hai un titolo che ti abiliti già a svolgere una mansione precisa e la maggior parte dei ragazzi che scelgono il liceo a volte hanno l’obbligo di continuare gli studi.
Non é detto che chi esce diplomato da un istitito professionale o tecnico non abbia una solida cultura di base.
Forse negli istituti professionali non si insegna più latino o greco ma sicuramente altre materie che hanno spinto un ragazzo a scegliere quel tipo di scuola.
Il sapere non si puo' trasmettere ma, a mio avviso, i ragazzi imparano veramente solo quello che vogliono imparare. Gli insegnati danno nozioni, regole o definizioni ma la scoperta e l’interesse spingono un ragazzo ad un apprendimento che gli resta per tutta la vita.
Manuela

 
At 04 agosto, 2006 18:21, Anonymous Anonimo said...

Here are some links that I believe will be interested

 
At 09 agosto, 2006 18:07, Anonymous Anonimo said...

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At 10 agosto, 2006 23:39, Anonymous Anonimo said...

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