LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

martedì, ottobre 02, 2007

Bukowski, scrittori e neofuturismo

A volte verrebbe da chiedersi perchè mai la maggior parte dei testi (narrativi e poetici) siano tanto noiosi. L'unica spiegazione è che si tratta spesso di letteratura "forzata", che manca di slancio, di vigore. Sono in molti a forzarsi nella scrittura. Costoro non capiscono che se dietro non c'è quella carica, quell'energia dirompente che tutto travolge (compreso lo scrittore), il testo sarà sempre scialbo, noioso, pesante. Un esercizio. Uno stiracchiato esercizio. Niente più. Ora è ovvio che la letteratura si distende sempre tra i due poli dell'ispirazione e della riflessione, che ognuno di noi sa in che misura miscelare e sfruttare. Ma di certo alcune pseudomotivazioni uccidono la letteratura.
Soldi, fama, successo con l'altro sesso: non per questo si deve scrivere. Vi riporto una poesia di Charles Bukowski. Uno a cui non si può rimproverare certo di essere affettato e sdolcinato. Un uomo che sapeva cosa serve per fare poesia e cosa non serve. Leggete questi versi attentamente. E leggeteli soprattutto voi, che vi costringete ad essere sconci scrittorucoli e penosi poetastri.

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E così vorresti fare lo scrittore?


Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo.
a meno che non ti venga dritto dal
cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sullamacchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai solo per soldi o per
fama, non farlo.
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun
altro,
lascia perdere.

se devi aspettare che ti esca come un
ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro.
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.

non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'auto-
compiacimento.
le biblioteche del mondo hanno
sbadigliato
fino ad addormentarsi
per tipi come te.
non aggiungerti a loro.
non farlo.
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo.
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.

quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà dasé e continuerà
finché tu morirai o morirà in
te.

non c'è altro modo.

e non c'è mai stato.

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Il Bukowski di questa lirica è decisamente neofuturista.
Neofuturista il disprezzo per chi scrive per soldi o fama.
Neofuturista il disprezzo per chi scrive imitando altri.
Neofuturista il disprezzo per chi scrive aspettando conferme e consensi.
Neofuturista la visione di biblioteche ricche di libri + sbadigli.
Neofuturista l'attesa per il ruggito razzo sole poetico.
Scrivete, scrivete tutti. Ma smettetela di scrivere per soldi e per fama. Smettetela di scrivere balbettando. Scrivete con decisione. Con energia. Scrivete perchè sentite di doverlo fare.
Antonio Saccoccio

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22 Comments:

At 02 ottobre, 2007 15:37, Anonymous mashima said...

Io scrivo...non saprei farne a meno.
Credo sia una malattia.

E' meraviglioso.


Un saluto,
Francy

 
At 02 ottobre, 2007 16:22, Blogger Marinetti said...

Scrivere è comunque salvifico. Salva l'anima dall'orrore del vacuo: il problema vero è che, spesso, lo scrivere che ci salva l'anima danna i lettori all'inferno dello schifo.

 
At 02 ottobre, 2007 17:15, Anonymous mariaserena said...

Un testo magnifico. Mi chiedo se dice qualcosa anche degli editori.
Molti di loro sono responsabili dello scriver per soldi ecc.

E' un po' che compro quasi nulla di narrativa contemporanea, e ora mi sento meno "colpevole"...L'argomento è ricchissimo e stimolante. E da da riflettere molto

 
At 03 ottobre, 2007 00:51, Blogger Antonio Saccoccio said...

Mashima (Francy), allora sei dei nostri. Continua sempre cos�.

Eh s� Marinetti. Bisogna scrivere, scrivere sempre per salvarsi. Il problema � quando non si scrive per salvarsi, ma per i motivi che denuncia Bukowski. Allora � molto probabile che escano fuori quelle schifezze infernali di cui parli ;)

Mariaserena, l'argomento � di quelli a cui tengo moltissimo. Su questo si basa il rinnovamento del panorama artistico-culturale italiano. E non solo italiano.

Ognuno di noi dovrebbe pensare seriamente prima di scrivere al messaggio di Bukowski. E a quello del neofuturismo.

 
At 03 ottobre, 2007 08:43, Blogger gianni.getto said...

non solo lo scrivere.
io ci butterei dentro tutte le espressioni artistiche.
in generale definerei l'arte come il tentativo disperato di superare i limiti comunicativi delle forme espressive routinarie.
la parola, la scrittura, la gestualità, l'espressione del viso sono cose che usiamo quotidianamente per trasmettere le idee e le nostre emozioni e le nostre idee. e quotidianamente facciamo esperienza dei loro limiti: come l'urlo di un muto. da quella frustrazione e da quella impotenza deriva la forsennata pulsione della ricerca di forme espressive più intense e dirompenti.
questo è ciò che sento. una delle mille dimensioni del neofuturismo.

 
At 03 ottobre, 2007 15:47, Blogger Antonio Saccoccio said...

"tentativo disperato", è vero. andare oltre, superare i limiti comunicativi. e anche superarsi.

pensa a ieri, gianni. ieri durante la nostra audioconferenza neofuturista in alcuni momenti ho avuto la reale impressione di un pensiero che si superava nel momento stesso in cui si dava.
la nostra testa che andava oltre quello che pensavamo appena due ore prima.
i pensieri, le parole uscivano a razzo, proprio come dice bukowski.

ed è da quel razzo che prorompono le mille dimensioni dell'uomo nuovo neofuturista. se non sentiamo quel razzo dentro, non possiamo mai esplodere.

 
At 03 ottobre, 2007 15:47, Blogger Marinetti said...

Antonio, si può anche scrivere per innescare reazioni negative o di rigetto. E' attività che mi dà sempre grande soddisfazioni. Teorizzo questa mia pulsione in un articolo appena buttato lì in libertà e in due minuti, contrariamente a quanto insegnerebbe codesto Bukowski. Se ti va, dagli un occhio distratto.

 
At 03 ottobre, 2007 15:56, Blogger Antonio Saccoccio said...

Marinetti, ci siamo scritti l'uno sull'altro ;->

Ho letto il tuo post, ma non ho compreso il tuo commento qui sopra. Perchè dici "contrariamente a quanto insegnerebbe codesto Bukowski"?
Bukowski sta dicendo proprio quello che hai detto tu. Scrivere a razzo, ruggendo.

Per quanto riguarda poi lo "scrivere per innescare reazioni negative o di rigetto", sono con te. Lo faccio anch'io. E' utilissimo e fondamentale. Ma per arrivare a questo punto, devi essere ben saturo dentro, no? Non ne hai le scatole piene dell'Italia sgangherata e cialtrona, se arrivi a scrivere quello che hai scritto nel tuo ultimo post?
Bene, pure io spesso scrivo quando sono ben saturo dello schifo a cui devo assistere ogni giorno.
E allora, provochiamo pure! E' un'operazione igienica. salutare.
per tutti.

 
At 04 ottobre, 2007 10:02, Anonymous gianfi said...

Credo che il vecchio Hank si riferisse soprattutto a quelle persone che non vivono, cioe' che non assaporano il sentire il mondo in maniera viscerale. Di conseguenza scrivono in modo superficiale, quindi in maniera noiosa. Una volta disse che non e' tanto difficile scrivere le poesie, e' difficile viverle, una volta vissute econo facilmente. Ecco io credo che l'esser futurista di Charles Bukowski risieda nel rifiutare l'immobilismo che scaturisce dall'accettare la vita come qualcosa che scorre in routine. Lui la sua di vita la visse in modo completo molto piu' di altri pseudointellettuali. Lui esaltava lo schiaffo e il pugno.....

 
At 04 ottobre, 2007 14:25, Blogger Marinetti said...

Antonio, non mi sembrava che il Bukowski avrebbe apprezzato un articolo buttalo lì in due minuti e in libertà, ma ora che ho letto meglio forse, chissà. W le parole in libertà sparate fuori a mo' di mitraglia!

 
At 04 ottobre, 2007 15:32, Blogger gianni.getto said...

due minuti e in libertà!!!
'fu' è un termine cinese che indica il possesso totale di una tecnica, fino a renderla un automatismo.
da noi si dice 'come andare in bicicletta'.
così deve essere il possesso delle tecniche artistiche. talmente solido e forte da indirizzare istintivamente il canale dell'idea che sgorga feroce come lava e veloce come vento direttamente dall'idea alla creazione artistica. ciò la rende perfetta. ogni successivo ritocco non fa che togliere, visto che non è fatto con la passione dell'idea, ma con il raziocinio della tecnica.

 
At 04 ottobre, 2007 15:55, Blogger Antonio Saccoccio said...

"Una volta disse che non e' tanto difficile scrivere le poesie, e' difficile viverle, una volta vissute escono facilmente"

Perfetto, gianfi. Il problema è che sono in pochi ad avere emozioni forti oggi. Siamo tutti anestetizzati.
Tutti? Ancora NON TUTTI! ;-)
Sugli pseudointellettuali lasciamo pure stare. Sono un cancro. Leggono e non comprendono nulla di quello che leggono. Leggono e assorbono come vangelo ogni singola lettera di ogni testo. Da eliminare.


Marinetti, io credo che Bukowski sarebbe stato con noi in questa nostra battaglia. Almeno il Bukowski di questi versi. Poi magari conoscendolo di persona avrei avuto un'altra impressione. Ad ogni modo qui non stiamo discutendo l'uomo, stiamo discutendo l'idea contenuta in questi versi. E questi versi ci danno la carica. Ci danno forza. Energia. Animosità.

gianni, feroce come lava l'idea deve essere. feroce. speso invece la tecnica raffredda quella lava. capita anche a me, cavolo. dobbiamo liberarci delle scorie della letteratura-palude di cui siamo tutti più o meno ancora vittime. Sta nascendo qualcosa di nuovo. Io sento già il calore della lava attorno e dentro di me.

p.s. ho visto la nuova veste grafica delle tue parole meccanodinamiche. OTTIME! continuiamo così. neofuturismo nelle città. netfuturismo in rete. ovunque.

 
At 04 ottobre, 2007 16:35, Blogger Giovanni Getto said...

a proposito...

OT

proprio questa è la distinzione di nomenclatura che volevo proporti: il movimento è 'neofuturismo', la sua applicazione in rete è 'netfuturismo'

ma dalla frase sopra direi che mi hai preceduto.

 
At 04 ottobre, 2007 16:55, Blogger Elisa said...

ciao prof.

un veloce saluto per dirti che sono dalle parti tue...eh già!!
poi ti racconto.
:))

 
At 04 ottobre, 2007 17:26, Blogger Antonio Saccoccio said...

perfetto gianni. questa sì che è simultaneità futurista.

non so se hai notato ma in rete accadono proprio quegli esempi di simultaneità che forse Marinetti aveva intuito un secolo fa.
Sarà perchè qui in rete quando ci si sente spesso le teste iniziano davvero a sintonizzarsi come sullo stesso canale comunicativo e cognitivo. è una cosa che approfondirò. appena ho tempo.

direi che questa è la nuova simultaneità netfuturista. grazie ai bit e alle connessioni continue e ripetute, diventiamo più rapidi nell'elaborazione del pensiero e capita frequentemente di pervenire nello stesso momento allo stesso risultato.
In pratica: moltiplicando gli input e sovraccaricando il cervello di stimoli, è più facile pervenire allo stesso risultato nello stesso istante. E la simultaneità che ne risulta è scioccante.
Dovremmo provare a razionalizzare tutto questo in termini matematici.

ad futurum

 
At 04 ottobre, 2007 17:27, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao Elisa, come dalle mie parti?
Dalle parti di Latina?
O di bukowski? ;-)
aspetto tue notizie!

 
At 05 ottobre, 2007 00:56, Blogger squitto said...

in rete non te lo scrivo, ma appena ci sentiamo o ci vediamo, in privato ti dò un elenco si scrittorucoli passati per grandi poeti...
ai quali, dico:
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.


e neppure se vuoi degli uomini, of course.
;-))

 
At 05 ottobre, 2007 08:45, Blogger Antonio Saccoccio said...

grandissima squitto! ero sicuro che una donna avrebbe alla fine messo l'accento su quei tre versi. e sai perchè? perchè avete ragione. perchè purtroppo esiste anche una sottospecie di uomini che scrive per questo motivo. anche se mi sembra incredibile, ma ce ne sono. e chi può dirlo meglio di una donna? l'aspettavo questo commento, carissima.

ma poi, o uomini che per portare a letto una donna dovete farvi passare per scrittori, vi do un ottimo motivo per smetterla di prendere in giro gli altri e voi stessi. Avete mai pensato a Marinetti? Scriveva, scriveva, scriveva e non gli è mai passato per la testa di scrivere per le donne. Anzi, a costo di farsi passare per misogino, provocava persino le loro reazioni stizzite. Eppure? Non ha avuto donne Marinetti? Ovunque andasse aveva donne ad aspettarlo. Donne ammirate, innamorate del suo carattere, della sua energia, della sua integrità.
E allora smettetela di fare i poveracci, le donne sono molto più intelligenti di quello che voi crediate. Magari ogni tanto ci può cascare pure una stupidotta, ma vi soddisfa forse una stupida a letto? Se è così, continuate pure. Ma se non vi sta bene, allora fate come Marinetti. Siate uomini. E' semplice alla fine.

 
At 05 ottobre, 2007 09:25, Blogger Marinetti said...

Antonio: anch'io pensavo che le donne avrebbero salvato il mondo, ma poi ho sentito parlare Condoleeza Rice.

 
At 05 ottobre, 2007 10:25, Blogger Antonio Saccoccio said...

eheheh. marinetti carissimo, leggi allora il mio ultimo post e dimmi che ne pensi. appena pubblicato.

le donne. le donne.
se si fermano loro siamo fregati.
tutti.


squitto, allora quest'elenco di scrittorucolipoetastripedestriemagaripurepedofili me lo dai?
in privato almeno! ;-)

 
At 05 ottobre, 2007 13:04, Anonymous Raven said...

approvo totalmente quanto dici, e approvo quanto e' scritto nella poesia di bukowski. Ho letto il tuo manifesto, e si, credo sia possibile ricreare una poesia futurista. Lo "sprint" verso il futuro e' oggi fortissimo, gli esperimenti e le trasformazioni sono vorticose e rapide, e l'uomo va sempre piu' veloce per correre dietro a questo mondo che si evolve, sempre peggio per tante cose, ma in maniera sempre piu' affascinante per altre. E la poesia "del futuro" afferra questi momenti, li modella, e li imprime su carta, sviscerando la dimensione scritta e creando un "monumento di dinamismo" che mescola parola, pensiero e materia. Esplodere! Esplodere! Esplodere! Se ti va, mettiamoci in contatto. Giuseppe.

 
At 05 ottobre, 2007 13:28, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao raven,
meno male che c'è gente ancora viva che comprende la necessità assoluta e improrogabile ormai di SVECCHIARE, DEMASSIFICARE, DEFOSSILIZZARE.

la velocità è tutto. sta a noi selezionarne i vantaggi, esaltarli. e buttarne via i rifiuti.
c'è una velocità neofuturista e una velocità autodistruzionestressmalattianullificazione. se vogliamo godere della prima, la seconda dobbiamo distruggerla.

i pensieri esposti in questo post sono fondamentali per il nostro progetto.

la produzione neofuturista è già in pieno sviluppo. e ben oltre la produzione, abbiamo un processo creativo continuo in atto a ritmi ormai elevatissimi da 4-5 mesi.

ovviamente il movimento è sempre aperto a nuovi membri:
se
1. condividi del progetto
2. hai motivazione
3. hai capacità
scrivi a neofuturisti@yahoo.it

attendo la tua email

ad futurum

 

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