LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

martedì, marzo 25, 2008

uomo a mille dimensioni e uomo unidimensionale

Il Netfuturismo si batte da tempo per la diffusione dell'uomo a mille dimensioni, l'uomo nuovo che ci condurrà fuori dalla crisi contemporanea.
E' sempre più importante comprendere come nasce e chi è l'uomo a mille dimensioni e cosa lo distingue dall'odierno uomo unidimensionale.
Nel mondo odierno regna da una parte una crescente overdose di informazioni, dall'altra la tendenza all'iper-specializzazione.
L'uomo è esposto così ad un duplice rischio:
1. l'iper-specializzazione impedisce ad un numero sempre crescente di uomini di percepire le grandi categorie, le grandi idee, i grandi problemi. Si generano così sempre più tecnici specialistici settoriali e sempre meno menti in grado di avere una visione globale dell'umanità e dei suoi problemi fondamentali.
2. L'overload informativo genera confusione e incapacità di filtrare e scegliere ciò che serve realmente. Si produce una conoscenza caotica e improduttiva, di chi conosce un po' di tutto superficialmente senza aver compreso realmente nulla.
Da una parte abbiamo così l'iper-specializzato, il tecnico che si sente fortissimo nel suo campo, ma che in realtà, non avendo una percezione globale del mondo, non riesce neppure a finalizzare il suo lavoro e i suoi sforzi quotidiani. Questa figura esiste in ogni campo. E' il classico uomo unidimensionale. Soggetto a subire e a produrre forte alienazione.
Prendiamo il campo medico. Si studia per decenni, arrivando a specializzazioni di ogni tipo, e poi magari ci si comporta in modo disumano con i pazienti.
Prendiamo l'economia e la finanza. Grandi tecnici, grandi economisti esistono senz'altro, ma resta inspiegabile come pochi di loro si rendano conto di quanto l'economia non possa da sola costruire e reggere il mondo.
Prendiamo l'arte. C'è gente che ha studiato per decenni in ogni campo. C'è chi conosce tutte le tecniche della composizione pittorica, di quella cinematografica o di quella musicale, eppure non riesce ad avere una sola vera idea artisticamente importante.
Sono tutti uomini unidimensionali, frutto di una formazione limitata e circoscritta ad un singolo settore.
Dall'altra parte abbiamo (figura più rara della precedente, ma non meno pericolosa) quello che potremmo definire genericamente un "tuttologo". Sono individui che si occupano un po' di tutto, parlando un po' di tutto, credendo che basti reperire e ripetere informazioni su questo o su quell'altro argomento per poterne discutere con competenza. Il tuttologo si riconosce per la fumosità delle sue affermazioni e perchè tende costantemente a restare sul generico. Potenzialmente potrebbe evolvere, ma ha il difetto di tendere inevitabilmente alla superficialità, alla banalizzazione.
Quali sono, riassumento, i principali difetti dell'uomo unidimensionale?
1. Ha visione solo della parte o di alcuni parti, e non percepisce la totalità, il globale.
2. Non ha creato i necessari nessi tra le singole parti.
3. Manca di metodo nello sviluppo delle conoscenze/competenze.

Ricordo quanto sostiene Edgar Morin, un pensatore che ha diversi punti di contatto con il Netfuturismo, nel suo recente libello I sette saperi necessari all'educazione del futuro (notevole l'uso dei termini "unidimensionale" e "multidimensionale", seppure con sfumature di significato differenti da quelle netfuturiste):
"Poichè la nostra educazione ci ha insegnato a separare, compartimentare, isolare e non a legare le conoscenze, l'insieme di queste costituisce un puzzle inintellegibile. Le interazioni, le retroazioni, i contesti, le complessità che si trovano nel no man's land tra le discipline diventano invisibili. I grandi problemi umani scompaiono a vantaggio dei problemi tecnici particolari. L'incapacità di organizzare il sapere sparso e compartimentato porta all'atrofia della disposizione mentale naturale a contestualizzare e a globalizzare.
L'intelligenza parcellare, compartimentista, meccanicista, disgiuntiva, riduzionista, spezza il complesso del mondo in frammenti disgiunti, fraziona i problemi, separa ciò che è legato, unidimensionalizza il multidimensionale. E' un'intelligenza miope che il più delle volte finisce per essere cieca. Distrugge sul nascere le possibilità di comprensione e di riflessione, riduce le possibilità di un giudizio correttivo o di una prospettiva a lungo raggio. Così, più i problemi diventano multidimensionali, più si è incapaci di pensare la loro multidimensionalità; più progredisce la crisi, più progredisce l'incapacità di pensare la crisi; più i problemi diventano planetari, più diventano impensati. Incapace di considerare il contesto e il complesso planetario, l'intelligenza cieca rende incoscienti e irresponsabili".

Ecco come nasce invece l'uomo a mille dimensioni, l'uomo nuovo del Netfuturismo:
- sviluppa un proprio metodo di acquisizione di nuove conoscenze/competenze.
- cerca di acquisire i saperi di base in svariati settori di fondamentale importanza.
- mette in relazione questi saperi di base, costruendo una solida rete.
- si specializza alla perfezione in due o più campi.
L'uomo così formato avrà gli strumenti per percepire con sempre maggiore profondità la globalità e potrà approfondire e specializzarsi gradualmente in sempre maggiori contesti. Avrà infatti sviluppato una percezione del mondo orizzontale (reti di conoscenze/competenze di base) e verticale (specializzazioni), evitando il rischio dell'unidimensionalità (nelle due differenti declinazioni che abbiamo visto).
Il Netfuturismo propone la diffusione progressiva dell'uomo a mille dimensioni, svelto penetrante acuto, in sostituzione del vecchio uomo unidimensionale, lento televisivo alienato.


Antonio S.

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5 Comments:

At 26 marzo, 2008 11:26, Anonymous Anonimo said...

Ciao Antonio, ho letto con interesse quello che hai scritto. Volevo solo testimoniare la mia esperienza: io sono uno studente universitario e tra i professori esistono (pochi) uomini a più dimensioni, purtoppo tra gli studenti... Mi dispiace ma io credo che sarà davvero difficile che questa "razza" si difonda: credo che oltre all'ambiente si nasca fortemente predisposti ad avere una o più dimensioni, vorrei essere smentito, ciao

 
At 26 marzo, 2008 20:23, Blogger Carlo Gambescia said...

Ciao Antonio,
Complimenti intanto per le capacità analitiche.
Condivido il riferimento a Morin, ottima figura di studioso "pluridimensionale". Al quale affiancherei Pitirim A. Sorokin, teorico dell'uomo integrale, attento ai valori dello spirito, della ragione e dei "sensi"...
Quanto agli aspetti "pratici" della tua analisi, si potrebbe iniziare dalla scuola...
Un abbraccio netfuturista,
Carlo

 
At 26 marzo, 2008 23:41, Anonymous PEJA said...

Che curioso, gli ultimi due post hanno temi simili a questo tuo!
Ancor più curioso il fatto che proprio oggi ho letto pubblicamente degli stralci di vari manifesti (manifesto di fondazione e manifesto dell'architettura futurista...)

 
At 28 marzo, 2008 02:14, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro studente universitario, so bene che molti professori sono "unidimensionali". D'altra parte sono stati formati così e così li hanno sempre stimati.
Ma si può cambiare, si può evolvere. Non smetteremo mai di crederlo e di dirlo a tutti.

ciao Carlo.
Grazie per il consiglio di lettura e per gli apprezzamenti, sempre graditissimi da te.

Ciao Peja,
ho letto i tuoi post e sono molto interessanti. Hai letto Sant'Elia?
Ottimo. Continua così!

 
At 04 maggio, 2010 15:48, Blogger valter said...

La scrittrice Ayn Rand , nei suoi libri , descrive personaggi orgogliosamente unidimensionali . Lo stile persuasivo e avvincente delle sue opere hanno influenzato - e continuano a farlo tuttora - molti lettori ( tra cui l'ex governatore della FED Greespan , suo discepolo ), specialmente in USA . Risulta difficile reperire argomentate dimostrazioni che smontano la sua filosofia " oggettivista " in modo pacato e razionale . La maggior parte dei commenti sulla Rand , almeno in Italia , varia da una incondizionata ammirazione acritica , al biasimo sprezzante ; basato sul pettegolezzo verso la persona . Alla prova dei fatti , confrontando la sua analisi con la realtà effettiva , come evidenziare perchè [magari] non funziona ?

 

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