LIBERI DALLA FORMA

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giovedì, settembre 06, 2007

Contro la Notte Bianca. Io mi diverto da solo

Come tutte le mode odierne, quella delle Notti Bianche ha contagiato il nostro paese in modo penosamente insensato. Sono passati pochi anni dall’inizio di questo delirio collettivo e ancora il fenomeno è in preoccupante espansione. Destra e sinistra sono come al solito indistintamente unite nel dare vita all’ennesimo rimbecillimento generale. Anche i vecchi media, vera retroguardia culturale, ignorano il problema. Resta il web, unico spazio per il dissenso. Sta a noi quindi denunciare il fenomeno come pura idiozia collettiva. Sta a noi denunciarne i pericoli insiti nel suo meccanismo estremamente totalitario. C’è chi comanda, chi ha il potere e ormai sceglie persino il divertimento per tutti. Decide tempi, luoghi e modi. Gli altri sono il Nulla.
Il Neofuturismo impone un brusco cambio di rotta. Ogni uomo dovrà riappropriarsi delle proprie capacità creative, respingere l’assalto di simili massificanti manovre e inventare personalmente i propri spazi riCreativi.
Antonio Saccoccio

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5 Comments:

At 07 settembre, 2007 10:16, Blogger squitto said...

Con me sfondi una porta aperta. Io non sono mai stata per gli eventi mondani, figurati per quelli a comando.
Un'Italia in cui le ricchezze ambientali, artistiche e culturali sono innumerevoli ma spesso precluse (chiese che non si possono visitare, musei chiusi solo quando la gente che lavora potrebbe visitarli - e non parlo di quelli maggiori, l'Italia è zeppa di tesori preclusi la domenica, e via discorrendo), quando non dichiaratamente abbandonate al degrado, questa Italia si deve inventare "eventi eccezionali" per darsi una parvenza di culturalità, modernità, lungimiranza e chissà che altro a fronte di una trascuratezza di base.
I megaconcerti dei soliti noti (che si avviano a diventare cariatidi), le chiassate satiriche a riproporre sempre gli stessi bersagli, il solito panem et circenses, che altro non è se non fumo negli occhi.
Ma sai che ti dico? Se siamo un popolo di rincoglioniti è anche perché vogliamo esserlo. Se parli con la gente scoprirai che è entusiasta di queste cose... io riaprirei anche il colosseo, e per adeguarsi ai tempi ci metterei dentro non i leoni, ma tutti gli sguaiati che, a vario titolo e in varia misura, vanno in giro a bulleggiare (quando non fanno di peggio). Così si risolvono due problemi in uno... ;-)

 
At 07 settembre, 2007 10:51, Blogger gianni.getto said...

auspichiamo un futuro dove ogni individuo si riappropri in termini latini del proprio ozio (ancora una volta per inventare il futuro bisogna recuperare il passato? che razza di neofuturista sono?)
che ognuno trovi allo specchio un artista e un creatore. che ognuno si plasmi fino alla sua stessa perfezione e in ogni città, in ogni quartiere, ogni sera ci sarà un concerto, una manifestazione, un evento. niente gare. fare gare artistiche è come far parlare un calciatore: è contronatura! i bar saranno pieni sempre di persone pronte ad un confronto e a proporre la propria perfezione, a scontrarsi, discutere e lottare.
non ci saranno più divinità sul palco. non ci saranno più divinità oltre a noi stessi.

 
At 08 settembre, 2007 00:15, Blogger Antonio Saccoccio said...

Con me sfondi una porta aperta, perchè in fondo tu sei molto neofuturista ;-)

Se parli con la gente scoprirai che è entusiasta di queste cose. Questa è la cosa più preoccupante e quella che mi spinge ad essere durissimo nel denunciare questo e simili comportamenti.


che razza di neofuturista sono?
UN AUTENTICO NEOFUTURISTA
in ogni città, in ogni quartiere, ogni sera ci sarà un concerto, una manifestazione, un evento". E IN OGNI CASA UN MODO PER CREARE SPAZI RICREATIVI

i bar saranno pieni sempre di persone pronte ad un confronto e a proporre la propria perfezione, a scontrarsi, discutere e lottare,LOTTIAMO PERCHE' QUESTO AVVENGA. INSIEME.

 
At 09 settembre, 2007 01:10, Blogger squitto said...

Sai perché in fondo io sono davvero neofuturista? perché è una domanda che non mi sono mai posta.
Ho preferito essere.
Ho vissuto quando come e perché ho voluto, e continuo a farlo.
Mi sono data delle regole, senz'altro. Ma le ho anche difese e pretese a testa alta.
E vedo, constato, anche negli eventi che ci hanno colpito ultimamente, che l' "Essere" paga. Mai chinare la testa; né alzarla troppo a sproposito, certamente. Ma da chi ha in mano (tuo malgrado) la "tua" vita devi pretendere il massimo, e fargli capire che, in caso contrario, non avrà alcuno sconto di pena.
Siamo uomini, o caporali? ;-)

 
At 09 settembre, 2007 11:22, Blogger Antonio Saccoccio said...

"Ho vissuto quando come e perché ho voluto, e continuo a farlo".
Questo è il punto, cara squitto. Moltissimi non hanno più questa tua convinzione, quest'autonomia.
Se non "sei", alla fine il mondo ti schiaccia. Magari non ti poni il problema, non te ne accorgi, ma ti sta già schiacciando.
Se invece "sei", non c'è problema, accidente o sfortuna che tenga. Se "sei" davvero qualcuno, avrai quella forza che ti permette di andare sempre avanti. Altrimenti, è la fine di tutto.
Questa in fondo è la differenza tra gli Autonomi (oggi pochi) o gli Automi (i più purtroppo). Noi stiamo lavorando per questi ultimi.

 

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