LIBERI DALLA FORMA

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mercoledì, dicembre 13, 2006

L'Italia e l'egemonia culturale comunista: l'invidia negata

E' evidente che una delle cause principali della povertà del nostro paese è costituita dalla capillare diffusione del sentimento distruttivo dell'invidia.
L'invidia è l'unico vizio capitale in grado di demolire fin dalle fondamenta il tessuto sociale di una società. D'altra parte la sua pericolosità risiede nel fatto che è l'unico vizio per sua stessa natura inconfessabile. L'invidioso confessando il suo vizio ammetterebbe la propria inferiorità e la propria impotenza. Per questo di invidia non si parla.
Tuttavia neppure questo basta a spiegare il fatto che in Italia la parola "invidia" sia un vero e proprio tabù.
In realtà la rimozione del dibattito sull'invidia è dovuta evidentemente all'egemonia marxista che annichilisce il nostro paese da più di sessant'anni.
E' nota quale strada abbiano intrapreso i comunisti in Italia dal secondo dopoguerra, quella della negazione. L'egemonia culturale del comunismo italiano post-bellico ha le idee fin troppo chiare: occupare tutti i posti di potere in ambito culturale e di controllo del consenso, diffondere in ogni modo e con ogni mezzo il verbo comunista, e - soprattutto - rimuovere tutti gli argomenti spinosi, quelli in grado di demolire rapidamente le teorie di Marx e affini.
Ed è soprattutto quest'ultimo punto che a noi interessa. In sessant'anni in Italia non si è riusciti mai a parlare seriamente del fenomeno dell'invidia. La gente non doveva confrontarsi con un sentimento tanto ignobile. Il popolo italiano ha imparato ad invidiare sorridendo, ad odiare con compiacimento. Ha imparato a vedere in un uomo bravo e fortunato un nemico da distruggere, non un fratello da amare e un esempio da emulare.
E il paese si è sfasciato. I conflitti sono cresciuti a dismisura.
Hanno fomentato l'invidia e non hanno permesso a nessuno di denunciare la barbarie di questo sentimento.
Emblematico il caso del testo "L'invidia e la società" dell'austriaco Helmut Schoeck.
Questo volume, pubblicato nel 1971 con il titolo "Der Neid und die Gesellschaft" costituisce ancora oggi il più completo studio realizzato in materia di invidia.
Pubblicato nel 1974 da Rusconi, è in poco tempo scomparso dal circuito della distribuzione, diventando praticamente introvabile se non in poche biblioteche. Erano gli anni Settanta, parlare di invidia era una follia!
Solo nel 2006 il testo è tornato disponibile ad opera della casa editrice Liberilibri di Macerata, un editore che ha come obiettivo il recupero di testi di orientamento liberale.
Schoeck è fin troppo morbido con il comunismo. Pur individuando chiaramente il nesso comunismo-invidia, non si spinge mai ad una condanna completa. Ciò è dovuto al fatto che non considera l'invidia come un vizio, ma solo come un sentimento distruttivo. La mia impostazione è differente. L'invidia è (insieme all'avarizia) il peggiore vizio dell'uomo, sicuramente il più pericoloso. Va quindi giudicata e condannata senza mezzi termini, condannando nello stesso tempo tutte le ideologie che scatenano e fomentano l'invidia nel tessuto sociale.
Questo però è significativo. Il testo di Schoeck, pur non essendo anti-comunista, è stato volutamente oscurato e insabbiato. Solo per il fatto di trattare il tema dell'invidia.
Oggi è possibile rileggere il testo. Contiene passi interessanti. Io sono ancora più drastico e posso dire di stare un passo avanti rispetto a Schoeck.
Ma già è tanto poter rileggere oggi il testo dello studioso austriaco e riprendere un dibattito su un tema che potrebbe portare un miglioramento decisivo nella società italiana.
L'augurio è che evapori al più presto questa nube tossica che grava da troppo tempo sulla cultura del nostro paese. E che gli italiani possano essere finalmente liberi di scegliersi le proprie letture.
Antonio S.

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26 Comments:

At 14 dicembre, 2006 01:24, Anonymous Anonimo said...

Complimenti Antonio, hai scritto un bellissimo intervento...sarà molto dura scardinare il sistema di potere stalinista che attanaglia l'Italia da oramai 40 anni. Ce ne vorrebbero almeno 20 di centro-destra al potere per poter riuscire a cambiare le cose.

Auguri per il blog ciao

ThankSilvio

 
At 14 dicembre, 2006 16:14, Blogger Antonio Saccoccio said...

grazie, TS.
Sarà durissima, anche perchè la parte che si oppone a questa penosa egemonia non è stata in grado in 5 anni di cambiare una sola virgola.
Per questo la rivoluzione culturale deve partire dal web e da noi bloggers.
E' l'ultima speranza.
Qui si lavora per questo.
ciao

 
At 14 dicembre, 2006 17:02, Anonymous Andrea said...

Questo è un post perfetto ANtonio.
Il cancro della nazione in fin dei conti sta propio nell'invidia dei comunisti per tutto ciò che non si conforma ad essi e che pretende di smarcarsi da essi.
Ma pure dei sedicenti cattolici, i cattocomunisti, sono ormai infettati da questo morbo.
Si estinguerà solo quando si estingueranno tutte le generazioni di comunisti.
Tra decenni...

 
At 14 dicembre, 2006 19:06, Blogger Antonio Saccoccio said...

Caro meta,
il problema è che dopo decenni di egemonia culturale tutti gli italiani sono impregnati di marxismo. Anche noi che crediamo di essrne immuni. Non ce ne rendiamo conto, ma in Italia anche le persone più intelligenti e critiche risentono in qualche modo di un clima culturale tanto limitato.
Non siamo cresciuti come uomini, non ci hanno lasciato coltivare le nostre facoltà più alte. Ci hanno immiserito, infiacchito, svuotato di ogni slancio umano.
Ma non perdiamoci d'animo e continuiamo a lavorare. La nostra voce almeno qui sul web circola e circolerà sempre di più.

 
At 15 dicembre, 2006 15:15, Anonymous Anonimo said...

Bellissimo articolo, puntuale e preciso. Un'amara realtà...

Andrea Di Cioccio

 
At 15 dicembre, 2006 18:11, Anonymous Eremo said...

Sono più che convinto che il comunismo sia impregnato dall'invidia.
Un saluto, Antonio.

 
At 15 dicembre, 2006 20:48, Blogger Antonio Saccoccio said...

Andrea, è un'amara realtà, ma è ora che le cose cambino. A noi il compito di portare alla luce la verità.

Eremo, la relazione invidia/comunismo è talmente evidente anche agli occhi dei marxisti che l'unico modo che hanno per non crollare è non prendere neppure in esame l'argomento. Da qui la censura che c'è in Italia su questo tema.
un saluto anche a te!

 
At 16 dicembre, 2006 13:39, Anonymous Una Persona Intorno said...

L'egemonia culturale (trovassi mai i libri che cerco nelle abituali librerie) è indubbia, caro Antonio, e pericolosa anche per quel senso fallato di superiorità intellettuale e morale che il fatto di abbracciarla sembra comportare.
E' capitato, poco più che adolescente, anche a me di sentirmi intelligentemente più libera facendolo (anzi direi quasi inconsapevolmente subendolo), per poi notare tutte le contraddizioni e la poca libertà che invece c'è nella scelta d'altro, resa "anche a pelle" assai difficile per come "l'altro da sè" viene screditato o nascosto o stravolto.
Far sentire sciocchi e oscurati alrimenti..come si dice a Roma.."acchiappa".
Ci si sente dalla parte giusta solo per non essere dall'altra.
Un vero mettere in discussione quella in cui sei, spesso non lo noto. E difatti spesso mi ritrovo parlando, a veder gente accalcarsi da una parte più per essere "contro" che "pro".
L'invidia quindi si appoggia spesso a questa sottile forma di "superbia" intellettuale e morale che non ti permette nemmeno un dialogo costruttivo.
Ovviamente anche se la noto come forma mentis pericolosa, non è così con tutti per fortuna e allora sì che ne escono dibattiti interessanti.
Che c'è di meglio per arricchirsi, o anche solo per capirsi di più pur nelle differenze conservate, che far cozzare le opinioni, notare le storture o le falsità nei confronti coraggiosi e sinceri, dove l'obiettivo sia solo scoprire la verità?

Un salutone.

 
At 16 dicembre, 2006 14:46, Blogger Antonio Saccoccio said...

La cosa brutta è proprio questa. Nelle librerie non si trovano quasi mai libri alternativi all'egemonia di sinistra. E questo perchè hanno in mano scuola, università, stampa ed editoria. Sono questi ambienti che indirizzano il lettore verso queste o altre letture. Poi è chiaro che un testo prima o poi non viene più stampato, se non è richiesto.
Diciamo la verità. I comunisti dal secondo dopoguerra in poi sono stati bravissimi. Non riesco ancora a capire come hanno fatto a prendere in mano tutti questi settori strategici. Ma sta di fatto che ci sono riusciti. La gente chiaramente è stata indottrinata in ogni modo, in ogni situazione e con tutti i mezzi.
Ma nonostante ciò - ed è questa la cosa che mi dà fiducia nel genere umano - nonostante tutto questo non sono mai riusciti a convincere più del 50% degli italiani.
La natura dell'uomo alla fine ha sempre trionfato. C'è qualcosa che istintivamente dà fastidio nell'ideologia comunista. Anche senza capirlo a fondo, la gente si ribella, sente che è sbagliata, disumana.
Anche in coloro che la accettano e vi si piegano magari per convenienza, c'è qualcosa che li rende inquieti. Non c'è quella tranquillità d'animo che può nascere solo quando si è convinti di abbracciare una buona causa.
Pensa ad un buon cristiano che sa di operare in nome della carità e dell'amore. Pensa ad un comunista che sa di raccattare consensi incitando all'odio di classe. Non possono avere la stessa serenità e la stessa pace interiore. E' escluso.

Purtroppo ormai nessuno vuole scoprire la verità.
Anzi, ti dirò di più. Gli ex marxisti, dopo il crollo dei regimi comunisti, si sono convertiti al relativismo.
Insomma, fin quando hanno potuto proporre una verità in qualche modo credibile, ci hanno provato.
Quando sono stati costretti ad ammettere che la verità stava dall'altra parte, allora hanno tirato su la bandiera del relativismo: la verità non esiste!
Troppo comodo, troppo facile.
E anche molto pericoloso. Forse era preferibile il marxismo al relativismo assoluto che propongono oggi.

 
At 17 dicembre, 2006 02:02, Anonymous Una Persona Intorno said...

"Purtoppo ormai nessuno vuole scoprire la verità"..eh, questo è vero, son pochi quelli che accettano la fatica e la destabilizzazione che comporta addirittura concepirla esistente.
La verità ha lo straordinario, e per questo temibile, potere di metterti sempre in discussione perchè in quanto tale non è manipolabile e per accettare un simile confronto, devi avere o un bisogno estremo di trovarla o averne già conosciuto i frutti, io credo.
E spesso questo confronto coinvolge tutto il tuo essere, non riguarda solo l'argomento di cui tratti, impatta con tutta la tua vita, addirittura con la vita di chi ami e da cui vieni.
E sai, credo che se non ci si avvicina alla verità, facendo contemporaneamente esperienza di essere amati proprio così come siamo..sia impossibile fare un passo del genere. Impossibile. E'terrore puro.

Per me fu così.
Infatti ho cominciato a trovare anche quella su di me, quando ne ho avuto un estremo bisogno (in barba al mio orgoglio e alla mia bella opinione di me) e quando ho cominciato a mettermi in discussione e a farmici mettere, perchè contemporaneamnete chi/Chi lo faceva mi aveva dimostrato e mi stava dimostrando - soprattutto in quel momento - un Amore vero.
Come?
Perchè mi amava, anche mentre vedeva chi ero e i miei errori, non mentre ero perfetta o peggio perchè lo ero.
Finalmente!
Non è facile, troppo facile..inutile essere benvoluti finchè non c'è nulla da ridire?
Quanto ti fa sentire profondamente solo, essere "amato" così. Quanto ci condanna ad una orrenda solitudine interiore, permetterlo solo finchè ci dicono bravi e solo a chi lo fa.
Perchè in realtà quell'amore lì lo sentiamo che è già falsato anche mentre è in atto..non è per noi, è per qualcuno che forse vorremmo e vorrebbero che noi fossimo. Non noi. Non noi davvero.
Se non accettiamo quel metterci in discussione e quel permetterlo, se proteggiamo costantemente quella stanza buia dalla Luce, se non accettiamo che qualcuno lo guardi, lo veda un po' del nostro abisso e che addirittura esista ..certo forse ci sentiremo migliori, ma amati davvero - è il prezzo a pagare - purtroppo, mai.

 
At 17 dicembre, 2006 09:33, Blogger Antonio Saccoccio said...

"se non accettiamo che qualcuno lo guardi, lo veda un po' del nostro abisso e che addirittura esista ..certo forse ci sentiremo migliori, ma amati davvero - è il prezzo a pagare - purtroppo, mai."

Grande Verità questa che hai detto.

Aggiungo solo una cosa: sai qual è la virtù che si oppone al vizio dell'invidia? La carità.
Non c'è molto altro da aggiungere.

un grande abbraccio!

 
At 17 dicembre, 2006 10:59, Anonymous Una Persona Intorno said...

Che Dio ce la doni, che non è naturale a nessuno di noi. E che sia coraggiosa, salda nel cercare e testimoniare la verità, proprio mentre e perchè continua ad amare.

Un abbraccio anche a te.

 
At 17 dicembre, 2006 13:43, Anonymous serbilla said...

Scusate se mi intrometto in questo discorso che forse è anche concluso, ma legendolo ho pensato Antonio che scrivi verità con la v maiuscola, parli di una verità unica che esiste sul fondo, pesa nella sua essenza assoluta, e si oppone mi sembra alle verità fasulle che ci propina la 'cultura dominante', dici nell'intervento precedente che il marxismo dopo la dissoluzione del comunismo, non avendo più appigli, ha abbracciato il relativismo per giustificarsi, il tuo è un discorso politico condivisibile o meno, lontano da me fare discorsi politici in senso stretto poichè non me ne sento nemmeno capace, ma la risposta di Una persona intorno, permettimi, mi pare segua un percorso più intimo sulla verità, come un guardare in faccia a se stessi, e in più la pone come costante messa in discussione, quindi come una verità relativa seppure sempre nuda.. non ti sembra che questo sia una specie di chiusura del cerchio più che una opposizione?
A parte questo penso che l'invidia sia un sentimento naturale, brutto e da celare e rifiutare come molti sentimenti naturali, come ci viene anche insegnato al catechismo, che le cose brutte non si devono fare nè provare..quel 'non desiderare' ha pesato su di me, molto più che leggere Argan (sul quale poi avrei molto da dire, ma è un'altra storia).
Anto magari sembro provocatoria, mi son svegliata solo con la chiacchiera stamane!!
buona domenica ^_^

 
At 17 dicembre, 2006 13:46, Anonymous serb said...

le(g)gendolo >_<

 
At 17 dicembre, 2006 19:50, Blogger Antonio Saccoccio said...

cara Serbilla, non ho capito tanto quello che mi volevi dire! ;-)
Però una cosa vorrei chiarire. Io non credo di avere la verità assoluta. Ritengo semplicemente che esista una verità e che sia lo scopo di tutti noi avvicinarsi a questa verità il più possibile.
Chi nega invece che esista questa verità, sprofonda nel nichilismo e nella confusione, nell'assenza di valori e di punti di riferimento.
Sprofonda nel "tutto va bene, tanto non esiste una verità".
Ora, per tornare al ragionamento del post, non si può credere che l'invidia sia una cosa come tante altre. L'invidia nuoce a tutti e per questo va denunciata e convertita nel suo opposto, la carità e l'amore verso il prossimo.

Ora non so se con questo ho chiarito meglio la mia posizione e ho risposto alle tue perplessità. Se così non è, fammi sapere. E poi c'è sempre Upi (unapersonaintorno) che può risponderti meglio di me.
ciao! :->

 
At 18 dicembre, 2006 20:20, Anonymous Angela said...

E' uno testo comico questo, giusto? :P
Per dirne una, ma quando mai il PCI in Italia è stato marxista, non sanno manco chi fosse Marx ;)

 
At 18 dicembre, 2006 21:28, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sì, Angela, vi conviene metterla a ridere, perchè non ci sono scusanti in merito.

Infatti l'unica cosa che provi a dire è totalmente fuori luogo.
1. Innanzitutto non ho mai citato il PCI. Cerco di non scendere mai così in basso. Qui si fa cultura seriamente, non propaganda politica.
2. Il PCI non sapeva chi fosse Marx? Spero che tu stia scherzando. Togliatti tradusse persino il Manifesto del partito comunista di Marx.
Il marxismo è stato abbandonato ufficialmente solo dal PDS. Dico "ufficialmente", perchè in realtà la lotta di classe è ancora alla base del verbo dei tre partiti eredi del partito comunista italiano (con l'aggiunta del partito cosiddetto "verde", ma in realtà allineato sulle stesse posizioni).

Questi sono i fatti. Cose tristi nell'anno 2006. C'è davvero poco da ridere.

 
At 18 dicembre, 2006 22:39, Anonymous Anonimo said...

Che fai, mi passi per le armi subito o mi fai un regolare processo?

"vi, scusanti, provi a dire, poco da ridere"

Che cultura è se non t'accorgi manco di un commento ironico?!

Ma scherzi, non sarà la saccenza a farmi smettere di sorridere :)

Angela

 
At 18 dicembre, 2006 23:19, Blogger Antonio Saccoccio said...

Angela, la mia non è saccenza. E' legittima difesa. Mi piacerebbe soltanto che i commentatori si rivolgessero a me con lo stesso rispetto che io riservo a tutti. E' una questione di civiltà, credo.
Del tuo commento non ho capito l'ironia. Sarà stato un problema mio, nel qual caso mi scuso.
Un saluto, ovviamente senza alcun rancore
Anzi, un sorriso :)

 
At 15 gennaio, 2007 21:46, Anonymous Anonimo said...

Pfff...il solito piagnisteo di chi tenta surrettiziamente e con sprezzo del ridicolo di far passare legittimi giudizi di valore per 'insabbiamenti' dovuti a chissà quali complotti (ma il piagnonismo e il complottismo non erano 'cose da sinistrati'?). Semplimente l'opera di schoeck non era valutata con interesse da chi non ne condivideva gli assunti e le tesi, e mi sembra cosa normalissima.
Anche perché in realtà voler ridurre un orizzonte di pensiero politico a un sentimento è una operazione di psicologia spicciola che, giustamente, non trova alcuna considerazione negli studi seri.

 
At 15 gennaio, 2007 21:46, Anonymous Anonimo said...

Pfff...il solito piagnisteo di chi tenta surrettiziamente e con sprezzo del ridicolo di far passare legittimi giudizi di valore per 'insabbiamenti' dovuti a chissà quali complotti (ma il piagnonismo e il complottismo non erano 'cose da sinistrati'?). Semplimente l'opera di schoeck non era valutata con interesse da chi non ne condivideva gli assunti e le tesi, e mi sembra cosa normalissima.
Anche perché in realtà voler ridurre un orizzonte di pensiero politico a un sentimento è una operazione di psicologia spicciola che, giustamente, non trova alcuna considerazione negli studi seri.

 
At 15 gennaio, 2007 22:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Anonimo,
non volete proprio crescere.
Leggi l'opera di Schoeck almeno.
E' uno studio serissimo su un argomento di importanza capitale.
Avete scritto anni inventando la storia ex novo e ora parlate di studi seri.
Abbiate la decenza di fare autocritica, per favore.
Il testo in questione è stato insabbiato per motivi ideologici. E' evidentissimo.

 
At 15 gennaio, 2007 22:50, Blogger Antonio Saccoccio said...

Anonimo,
non volete proprio crescere.
Leggi l'opera di Schoeck almeno.
E' uno studio serissimo su un argomento di importanza capitale.
Avete scritto per decenni testi inventando la storia ex novo e ora parlate di studi seri.
Abbiate la decenza di fare autocritica, per favore.
Il testo in questione è stato insabbiato per motivi ideologici. E' evidentissimo.

 
At 27 gennaio, 2007 20:22, Blogger BLOG NEWS said...

Complimenti per il blog,serviva uno NEO-FUTURISTA E NEO-UMANISTA , complimenti anche per il post tutto da leggere infine ti invito a visitare il mio http://newsfuturama.blogspot.com/ ciao

 
At 28 gennaio, 2007 14:33, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciao Blognews.
Grazie per l'apprezzamento, passerò presto da te.
Ciao

 
At 01 novembre, 2007 17:42, Anonymous Anonimo said...

L'invidia è un peccato inconfessabile. Chi lo dice?
Chi non ha motivo di invidiare, suppongo. Che splendida cosa insegnare a chi non ha che l'invidia perchè tutto il resto gli è negato a vergorgnarsi di questo suo sentimento. Complimenti ci siete riusciti. Quando insegnerete ai vitelli ad automacellarsi? Sarà un altro passo avanti sulla strada di questo splendido progresso.

 

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