LIBERI DALLA FORMA

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giovedì, novembre 30, 2006

L'ha detto... Giovanni Papini

"Morirò senza avere saputo, senza avere detto quel che veramente sono, nel fondo del mio torbido e complesso animo?"
Giovanni Papini, Diario (2 gennaio 1950)
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Quanta umanità, quanta grandezza d'animo in queste parole. Il tormento, l'ansia di conoscere, di dire e di fare. Un animo profondo, concentrato e in perenne evoluzione. Un animo poetico.
Le parole di Papini, nonostante i continui tentativi di oscurare la sua figura, restano scolpite nella storia della nostra letteratura.
Antonio S.

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27 Comments:

At 01 dicembre, 2006 00:31, Anonymous L'italiano metafisico said...

Insabbiato perchè troppo vero, e umano.

 
At 01 dicembre, 2006 00:32, Anonymous L'italiano metafisico said...

e troppo poeta

 
At 01 dicembre, 2006 10:11, Blogger Antonio Saccoccio said...

Troppo uomo.

 
At 01 dicembre, 2006 20:23, Anonymous Luca said...

Ciao, mi piacerebbe sapere cosa ne pensate: http://cpluca.blog.dada.net/permalink/307224.html

 
At 01 dicembre, 2006 23:24, Anonymous L'italiano metafisico said...

Leggendo il Giudizo U. di Papini mi sono imbattuto in un capitolo con la figura di Paolo VII, Papa immaginato da Papini di un prossimo futuro dove l'ateismo dominerà e i cristiani torneranno ad essere pochi e bistrattati come agli albori dell'impero romano.
Papini rischia di essere profetico anche in questo.
Queesto libro è una miniera di genialità, altro che Sanguineti...

 
At 01 dicembre, 2006 23:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ho appena ordinato anch'io il Giudizio universale su Maremagnum.
In ottimo stato a 20 euro + spese di spedizione. Vedremo.
Meta, qui la questione è importante.
Da quello che vedo delle opere di Papini ce ne sono pochissime copie ancora rintracciabili sul mercato delle librerie antiquarie.
Ora il nostro compito è accaparrarci queste ultime copie in circolazione.
Se dovessero finire nelle mani sbagliate (collezionisti ignoranti) sarà perduta per sempre la possibilità di riscoprire questi testi. Sta invece a noi il compito di acquistarli, leggerli e riproporli al pubblico rivalutandoli.
Questo sarà anche un compito del nostro movimento.

Resto invece sorpreso dal fatto che l'edizione del 1994 di "Un uomo finito", ed. ponte alle grazie, è praticamente già introvabile. Una vera indecenza.

 
At 02 dicembre, 2006 00:29, Anonymous L'italiano metafisico said...

O forse è un buon segno, cioè ci sono tanti come noi che lo apprezzano.

 
At 02 dicembre, 2006 15:53, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ma allora perchè non lo ristampano? E' introvabile ovunque. Addirittura su Maremagnum vendono l'edizione del '94 come libro antico. Ti rendi conto?
Tu che edizioni hai di "Un uomo finito"?

 
At 02 dicembre, 2006 20:33, Anonymous Una Persona Intorno said...

Il problema è arrivare a saperlo chi veramente siamo. Ansia buona.
E se tutto il nostro fare non ci conduce alla risposta, anche quello rimane vano.
Un abbraccio Antonio.

 
At 02 dicembre, 2006 21:31, Blogger Antonio Saccoccio said...

Cara Upi,
tu sai che Papini, dopo una tormentata ricerca, aveva trovato Dio. Certo, da queste parole si intuisce in lui un'ansia non ancora doma. Ma - mi chiedo e ti chiedo - Dio può appagare tutta la nostra ansia conoscitiva?
un abbraccio a te e bentornata!

 
At 03 dicembre, 2006 18:26, Anonymous Una Persona Intorno said...

Grazie del bentornata. :-)
Su se stessi intendi?
Io posso risponderti solo per esperienza.
Il fare spesso mi confonde da quel che sono, anche se pure nel fare mi esprimo. Non so se mi spiego.
Le esperienze in cui Dio mi conduce (e spesso sono quelle più lontane da quelle che mi scelgo e in cui io decido cosa e come fare) sono quelle, al contrario, che mi hanno sempre rivelato più verità su di me, perchè il contrasto tra ciò che credi di te e ciò che viene fuori dalle situazioni che non controlli è molto più evidente.
Ho sperimentato che Dio ti permette questa auto-conoscenza come un regalo graduale, perchè non accetteremmo di vederci diversi facilmente dalla nostra idea di noi, se contemporaneamente non facessimo esperienza anche di essere amati come siamo e di essere aiutati a diventare non altro, ma pienamente noi stessi come invece raramente siamo. Va quindi di pari passo.
Le nostre attività, inoltre, spesso sono legate anche alla necessità di darci socialmente, ma anche personalmente, un'identità che abbia valore.
Dio basta per conoscersi?
Molto di ciò che vivo riempie la mia vita di nozioni, cultura, approfondimenti e strade che possono avvicinarmi o allontanarmi da questa meta. Ma un rapporto autentico e costante con Lui è l'unico che va al nocciolo su ciò che sono davvero e su ciò che mi serve. Spesso il resto, pur essendo buono, potrei dire che è vanità. Cioè superfluo.
Un abbraccione!

 
At 03 dicembre, 2006 18:47, Blogger Antonio Saccoccio said...

"Le nostre attività, inoltre, spesso sono legate anche alla necessità di darci socialmente, ma anche personalmente, un'identità che abbia valore."
Questo pericolo, in effetti, è sempre dietro l'angolo. Me lo chiedo spesso, sai, se dietro tutto questo mio volontarismo non ci sia il desiderio di darmi personalmente (socialmente no, non me ne importa nulla) un'identità.
Per quanto riguarda il contatto con Dio, sei così avanti rispetto a me che leggendo quanto dici ho spesso l'impressione di non aver capito nulla. :-/
Anche il Papini pre-conversione quando parlava col cattolico Giuliotti a volte si sentiva spaesato...
Grazie davvero, quindi. :-)

 
At 03 dicembre, 2006 19:00, Anonymous Una Persona Intorno said...

Caro Antonio..più avanti?..Mah!
Certo son dieci anni che ho a che fare con Quello lassù! :-)
E quando interagisci con qualcuno se il rapporto non è fittizio, di forma o di rito..come sempre impari di più di te e dell' Altro col tempo. Ma con Lui non è detto nemmeno quello. Dipende dalla mia cocciutaggine andare più o meno lenta.

Per il resto nel tuo tanto buono da fare, non perdere le occasioni che Lui ti lancia per trovare davvero ciò che ti serve e cerchi..(non credere) anche in tutto quello che fai. Ma è li?
Bisogna essere furbi e accorgersi di quando vale la pena vendere i campi (pur importanti) per comprare la perla preziosa. ;-)
Altrimenti tutto rimane vanità. Cioè, appunto, superfluo.

 
At 03 dicembre, 2006 19:01, Anonymous Una Persona Intorno said...

PS: Grazie a te per darmi modo di parlare tanto liberamente. :-)

 
At 03 dicembre, 2006 19:24, Blogger Antonio Saccoccio said...

Lo so. Infatti io ho l'impressione che non sia vano ciò che faccio. Ma so bene, come ti dicevo, il rischio che si annida dietro certe parvenze.
Vedremo. A mio avviso è sempre il tempo a dirci se una certa strada che abbiamo intrapreso è quella giusta.
ciao :-)

 
At 03 dicembre, 2006 21:18, Anonymous Una Persona Intorno said...

No perderti per quel che fai tu però quello che ti vuole essere dato gratis e che con tutti i tuoi sforzi non troveresti.
Questo è il punto. :-)

 
At 03 dicembre, 2006 22:37, Blogger Antonio Saccoccio said...

Infatti, dovrò prima o poi rendermi conto se i miei sforzi sono in qualche modo vani. Diciamo che inutili non sono, questo lo posso già dire da ora. Ma non so dove mi potranno realmente portare. Su questo ho grandi dubbi.
Tu poi parli di ricevere gratis: qui non ci arrivo ancora. :-)

 
At 04 dicembre, 2006 10:34, Blogger silvia said...

Mi infilo in questa bellissima conversazione...la domanda "Chi siamo veramente?" perseguita l'uomo da sempre! C'è chi trova risposta in Dio e grazie a Lui, chi la cerca in se stesso, chi nella ricerca spasmodica di conoscenza..e in altri mille modi che riportarli tutti sarebbe impossibile!! Certo, oggi tutto questo sembra un discorso strano, perchè il nostro mondo fa di tutto pur di non permetterti di fermarti e riflettere e chiederti: "Ma ha senso davvero ciò che faccio? Ma cosa voglio davvero? Ma chi sono veramente?"! Molti non arrivano nemmeno a porsi il problema...fortunatamente, invece, c'è chi si ferma e osserva veramente ciò che ci circonda! Poi uno può trovare risposta in Dio...ma non credo occorra fermarsi qui...e chi parla è una persona estremamente religiosa e attenta alla spiritualità!! Non bisogna mai accontentarsi delle risposte ricevute...credo che l'ansia di Conoscenza non debba mai essere smorzata credendo di aver ottenuto le risposte a tutto...

Un saluto

ps SCUSA Antonio...ma da casa mi è davvero impossibile aprire il tuo blog...oggi porterò il pc in "ospedale"...spero di poter superare ogni problema dopo la degenza!! ;-)

 
At 04 dicembre, 2006 16:58, Anonymous Sleepers said...

Ciao Antonio, si sono stata alla manifestazione sabato...la prima della mia vita...emozionante per molti aspetti. Hai partecipato anche tu?
Baci Sleepy.

 
At 04 dicembre, 2006 17:53, Anonymous Eremo said...

Caro Antonio,
ti invito a visitare il post "Futurismo" che pubblicai sul mio blog il 04-01-2005.
Saluto.

 
At 04 dicembre, 2006 19:13, Blogger Antonio Saccoccio said...

Silvia, condivido. L'ansia di conoscenza non si placa mai. Almeno è quello che penso in questo momento.

Ciao Sleep. No, non sono andato in piazza. Immagino l'emozione, ma io non amo molto la piazza. Preferisco agire in altro modo ;->

Eremo, ho visto il post. Grande. Hanno insabbiato tanti di quegli artisti che dovremmo davvero lavorare sodo per riportarli alla luce. Questo è e sarà uno dei compiti dei Neofuturisti italiani.

 
At 05 dicembre, 2006 14:38, Anonymous Gigi Massi said...

Non per niente è tra i grandi dimenticati del '900, nei programmi di italiano a malapena si nominerà. Che tristezza.

 
At 05 dicembre, 2006 16:00, Blogger Antonio Saccoccio said...

Gigi, Papini è stato progressivamente epurato. Nei testi di vent'anni fa c'era ancora qualche suo passo in antologia. Ora è scomparso del tutto.
Ma la cosa peggiore sono i commenti alla sua opera, come quelli all'intero movimento futurista. C'è da vomitare leggendoli.
Neppure sotto dittatura vengono emessi giudizi tanto partigiani sugli autori scomodi.
Ma noi lotteremo e alla fine tutti dovranno ammettere il valore di tanti artisti oscurati.

 
At 05 dicembre, 2006 18:33, Anonymous Una Persona Intorno said...

Trovare la risposta in Dio è indissolubile dall'aver cercato in se stessi e nel continuare a farlo.
Se non basta è perchè ancora appunto sono risposte date, non esperienziali. E comunque la ricerca non si ferma perchè ogni giorno è diverso, ogni fatto nuovo, ogni volta io con questi a confronto e a confronto con Dio perciò diversa.
Non ci si può fermare, perchè Dio e la vita sono dinamici, non qualcosa di fisso, imparato a memoria.
Se ti fermi, in realtà, stai solo andando indietro o forse ancora devi iniziare a camminare sul serio. Tanti anni ho creduto di potermi sedere tanto ero arrivata, ma per fortuna in effetti non bastava. Non bastò.
Questo è quello che ho provato insomma, sulla mia pellaccia.
In ultimo, c'è una bella frase che ho ascoltato che sintetizza bene, dice che l'uomo è come l'acqua se sta fermo, ristagna e imputridisce per questo la nostra vita spesso ci costringe con fatti anche tosti a metterci in movimento, a farci domande e cercare risposte, a non poterci accontentarci del sentito dire, ma a necessitare di fare esperienza. E di rischiare qualcosa sul serio per trovare veramente.

Anto ti auguro di scoprire presto che significa gratis: è quello che l'uomo mai trova in tutto quello che fa.

Un abbraccio grande.

 
At 05 dicembre, 2006 18:45, Blogger Antonio Saccoccio said...

Cara Simo, qualcosa allora l'ho capita se continuo a ripetere che vivere è movimento, è dinamismo. ;-)
Bella la metafora dell'acqua: hai usato termini che uso spesso anch'io (ristagnare, imputridire).
Comunque, spero di capire cos'è questo "gratis" perchè a me sembra di pagare sempre un prezzo altissimo per ogni conquista! ;-)
un grande abbraccio anche a te e grazie davvero.

 
At 05 dicembre, 2006 18:48, Anonymous Una Persona Intorno said...

Tu ne capisci molte di cose, caro mio.. ;-)

 
At 07 dicembre, 2006 19:00, Anonymous L'italiano metafisico said...

Querste parole di Papini confermano ulterioremnte una cosa ...che Papini è un genio perchè "i geni conosciuti, dai più grandi ai minori, hanno prima di tutto un senso vivo dell' impossibilità di espri­mere compiutamente quel che loro balena o si agita nella mente. Essi sono convinti quasi sempre dell' imperfezione delle loro opere, anche di quelle che gli altri trovano più meravigliose, e i migliori hanno sempre insoddisfazione perpetua dinanzi al lavoro compiuto".

 

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