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venerdì, novembre 03, 2006

Prezzolini e il Codice della vita italiana: guadagnar molto faticando poco

Una delle cose che danno più soddisfazione è leggere un pensiero di uno scrittore, un filosofo, un sociologo e pensare "Questo è proprio quello che penso e dico io da tanto tempo!".
Sono questi autori che uno finisce col considerare quasi come amici. Rileggere il Codice della vita italiana (1921) di Giuseppe Prezzolini (1882-1982) è come rileggere pagine della mia vita, del mio pensiero. Ci sono cose che ho pensato quando avevo 20 anni, quando ne avevo 25, e cose che penso ancora oggi.
Prezzolini è uno di quegli scrittori che l'Italia ha ingiustamente dimenticato. Nel 1903 (a soli 21 anni!) fondò con Giovanni Papini la rivista "Il Leonardo" e nel 1908 "La voce", la più importante ed autorevole delle riviste fiorentine.
Oggi voglio ricordarvi un paragrafo di quel Codice della vita italiana che tutti dovremmo conoscere.
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Capitolo VIII. - Dell'ideale

44. C'è un ideale assai diffuso in Italia: guadagnar molto faticando poco. Quando questo è irrealizzabile, subentra un sottoideale: guadagnar poco faticando meno.
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E' incredibile come, dopo 85 anni, nulla sia cambiato. In Italia (e soprattutto in certe zone d'Italia) è ancora pienamente diffusa questa mentalità: si cerca di lavorare il meno possibile e nello stesso tempo di guadagnare tanto. Il che non sarebbe neppure un errore: se si riesce a guadagnare molto con il minimo sforzo vuol dire che si è bravi e particolarmente efficienti. Il problema è che questa mentalità coincide in Italia non con l'efficienza, ma con la triste realtà del parassitismo.
Quando quest'ideale tramonterà, forse avremo un paese meno povero e avvilito.
Se vogliamo cambiare i nostri vizi italici, ogni tanto rileggiamo questo paragrafo 44 del Codice della vita italiana di Giuseppe Prezzolini. O magari stampiamolo e appendiamolo al muro di ogni ufficio. Magari qualche coscienza si sveglierà...
Antonio S.

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11 Comments:

At 03 novembre, 2006 23:19, Anonymous Marzia said...

Da condividere.
"Tout court".

 
At 04 novembre, 2006 10:03, Blogger silvia said...

Guadagnare molto e faticare poco...in famiglia ho sempre visto persone guadagnare poco e lavorare molto e gente che, chiaramente, se ne approfittava!! Perchè, oltre a quello che giustamente riporti tu (da condivere "tout court" come dice giustamente marzia), occorre ricordare e gridare contro quella categoria di persone che cerca di "sfruttare" coloro che si sforzano di essere operosi al massimo, che investono tutte le loro energie in un progetto, faticando per una causa che appare giusta, lodevole...e quando questa categoria si accorge di avere davanti a sè persone che forse per ingenuità, forse per eccessivo buonismo, forse anche per semplicità e spontaneità appaiono "deboli", ecco che subito qualcuno è disposto ad approfittarsene, a servirsi delle energie altrui...

CHE TRISTEZZA!!!

CHE PARASSITI, davvero!!!

 
At 04 novembre, 2006 13:58, Anonymous Folletta said...

Hai proprio ragione, sarebbe da stamparlo in testa a tutti coloro che non lavorano come dovrebbero ma che, peggio ancora, si lamentano per quel poco che fanno!

 
At 04 novembre, 2006 15:09, Anonymous L'italiano metafisico said...

Vedo che inizi ad apprezzare GIuliano il Sofista.
Se leggessi Papini forse diresti ancor di più "questo è proprio quello che penso e dico io da tanto tempo!"...

 
At 04 novembre, 2006 15:46, Blogger Antonio Saccoccio said...

Allora, vogliamo tutti appendere al muro dei nostri uffici queste frasi?
Immagino già le reazioni.
Meta, potrebbe essere una nostra proposta neofuturista. Che ne pensi?

Contro gli approfittarori, gli sfruttatori e i parassiti.

 
At 05 novembre, 2006 16:55, Anonymous siro said...

Hai fatto non bene, ma benissimo a ricordare Prezzolini e Papini. Sono due grandissimi autori della nostra letteratura che in molti hanno dimenticato. Forse perché non rispondevano alla vulgata ideologica della sinistra. Purtroppo in Italia le cose vanno così: i più grandi (Palazzeschi, Mosca, Guareschi, Longanesi e si potrebbe continuare a lungo) sono stati dimenticati, perché non schierati dalla parte del comunismo.

 
At 05 novembre, 2006 18:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sicuramente se ricordassimo Papini e Prezzolini accanto a Pavese e Quasimodo saremmo un paese migliore.
Tuttavia, per dare una mano ad un'ideologia malata come il comunismo si è preferita la retorica dell'impegno alla letteratura dell'impegno. Con i danni che oggi tutti vediamo.
Speriamo nel futuro.

 
At 06 novembre, 2006 18:09, Anonymous Sleepers said...

Ciao e buona settimana,
Sleepy.

 
At 08 novembre, 2006 18:58, Blogger silvia said...

Dico una cosa che c'entra poco con il post...

Tu scrivi: "Rileggere il "Codice della vita italiana" di Giuseppe Prezzolini è come rileggere pagine della mia vita, del mio pensiero. Ci sono cose che ho pensato quando avevo 20 anni, quando ne avevo 25, e cose che penso ancora oggi"...aggiungo io: "...oggi che hai ne 50??!!".

;-) ah ah ah...

Battuta cattiva!!!

SCUSA...sono in vena di fare questa brutta ironia in questo momento...e tu mi sei capitato a tiro!!

 
At 08 novembre, 2006 19:04, Blogger Antonio Saccoccio said...

Lo sai, Silvia, che sono vecchietto! :-D
Il problema è che non avrò neppure un secolo a disposizione come il nostro Prezzolini!
ciao!

 
At 09 novembre, 2006 18:03, Blogger silvia said...

Dai...svela a tutti il tuo segreto...confessa a tutti che sei tu il famoso "HIGHLANDER"...l'ultimo immortale...

;-)

 

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