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domenica, luglio 16, 2006

Ossessione sessuale: dall'impotenza alle fantasie di onnipotenza

Cosa ci sia dietro l'ossessione sessuale dei nostri giorni è difficile dirlo con esattezza. Di certo la ricerca continua del piacere sessuale è tipico di un individuo dotato di scarso equilibrio. In realtà l'ossessione sessuale serve spesso a mascherare altri problemi. Ci si vuole sentire "potenti" sessualmente per dimenticare la nostra effettiva impotenza e incapacità di affrontare le difficoltà. Leggete cosa afferma con lucidità Claudio Risé.

"Nello smarrimento dell’identità e nello smarrimento dell’identità sessuale la ricerca ossessiva e sfrenata del piacere sessuale diventa una manifestazione del delirio di onnipotenza in cui l’individuo si ritrova nel tentativo di bilanciare la propria impotenza. Per cui l’idea che tutto sia permesso e che ogni sessualità sia possibile è una conseguenza della fantasia di onnipotenza di un individuo privo di equilibrio."

Fate attenzione. Si parla giustamente di delirio di onnipotenza, di fantasia di onnipotenza. L'unica realtà è invece l'impotenza. Da cui non se ne esce certo con la sfrenatezza sessuale.

Antonio S.

24 Comments:

At 16 luglio, 2006 23:39, Anonymous Anonimo said...

Ma anche le fantasie sono pericolose...

Giorgio

 
At 17 luglio, 2006 00:03, Blogger Antonio Saccoccio said...

Molto pericolose, soprattutto quando servono per "bilanciare la propria impotenza".

 
At 17 luglio, 2006 10:35, Anonymous Martina said...

Ma io direi di parlare anche della tipologia e qualità di queste ossessioni... e a tal proposito ti presento la categoria dei furries... uno pensa "si, ma scriveranno 'sta sporcizia per divertirsi e far divertire"... e invece no, loro sono estremamente seri.
http://www.fantascienza.net/leonardo/le/index.html

"Ruggisci, per me!"

"GROOWWRRR!"
(da "abbandonata", una certa opera nel suo genere)

 
At 17 luglio, 2006 10:42, Anonymous Martina said...

Ah, dimenticavo, finalmente qualcuno che si occupa di questa gente nel dovuto modo per presentarli a noi, comuni e normali umani.
http://www.encyclopediadramatica.com/index.php/Furry

 
At 17 luglio, 2006 16:43, Blogger Antonio Saccoccio said...

cara Martina, non conoscevo queste cose. Con tutto il permesso, mi sono schifato.
E mi meraviglio che un'enciclopedia wiki permetta la visualizzazione di immagini tanto volgari.
Mi chiedo cosa possa portare un uomo a percorrere tanto stupidamente le strade che lo conducono alla bestialità.
Capisco che la vita possa essere dura e difficile da affrontare, ma credo che rifugiarsi in queste cose sia davvero una sconfitta totale.
In questo caso mi sembra che abbassarsi al livello degli animali sia il sintomo chiarissimo di un'incapacità di coltivare le qualità che distinguono gli uomini dagli altri animali.
Esprimere solo l'istinto animale perchè si ha paura del resto... solo questo ci mancava.

 
At 17 luglio, 2006 19:38, Anonymous Martina said...

Internet è il crocevia di personalità del genere.
Da "sempre" c'è chi si traveste da carabiniere, da infermiera, da animale di vario tipo.
Il punto non è questo; cioè, se a casa tua ami travestirti da Zorro per stupire la tua compagna, non sarò di certo io a dirti di non farlo.
Il punto è che questi qui non fanno altro che sognare di congiungersi con esseri antropomorfi pluridotati e quanto altro! E sono seri! Roba da t.s.o.!
A me fanno ridere, e un bel po' di pietà. Se mentre prendo il caffè al bar penso che quello di fianco a me (o il mio vicino di casa, chissà) ha come massima aspirazione quella di andare con un delfino con più organi e di fargli chissà che... oh-my-god.
Roba da farci tesi su tesi di psicologia.

P.s. la e.d. è solo una parodia ironica della wiki, ne esiste una anche in italiano (peccato che non ho più il link)... giuro, il lemma "Maria de Filippi" era strepitoso.

 
At 17 luglio, 2006 19:57, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sì, viene da ridere. Però c'è da chiedersi come mai si possano sviluppare simili comportamenti.
Non voglio fare il censore, ma davvero a volte è il vuoto della nostra società che spinge i più deboli a queste cose.
Stiamo riuscendo a snaturare anche il più bel rapporto che possa esserci: quello tra uomo e donna.
Penso che nasca tutto dalla sfiducia, dall'incomunicabilità che sperimentiamo tutti noi ogni giorno. E alla fine sono i più deboli e impotenti a farne le spese. Chissà cosa dovremo sentire ancora...

 
At 17 luglio, 2006 20:02, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ho ripensato a chi si traveste da Zorro per stupire la propria compagna!!! :-D
E ho ripensato: che cosa buffa deve essere!
Ma poi sono andato ancora più indietro e mi sono chiesto: perchè mai dovrei stupire la mia compagna? Dovrei darle amore, non stupore!
E ancora: che brutto questo termine "compagna", neanche fosse un cane!
Quanto siamo andati lontano sulla via dell'errore...

 
At 17 luglio, 2006 22:15, Blogger Serbilla said...

..bhe però..io penso che..comunque, prima di arrivare alla patologia ci sia il sano gioco della vita..la sessualità è un ambito complesso, giudicare la fantasia dell'altro come indice di un problema solo perchè non la si condivide mi sembra troppo facile dai, nel caso specifico i furry sono anche le società di animali dei fumetti..anche chi si traveste da topolino a carnevale è furry in un certo senso.. come in tutte le cose è il grado il discrimine, fare miao miao ogni tanto o riuscire a relazionarsi con gli altri solo se travestiti.. penso che chi si traveste da zorro non lo fa per stupire, interpreta un ruolo, come un attore, solo lo fa nel privato.. è un gioco..perchè il gioco fa parte della vita.. non c'è nulla di più bello che amarsi ridendo, e non perchè si è ridicoli ma perchè si crea un mondo che appartiene solo ai due in quel momento, una comunicazione speciale e intensa.. ovviamente può essere per uno con un gioco e per un altro seriamente..anche se chi gioca, appunto, gioca sempre seriamente! :P..:D
Antonio sai anche a me non piace la 'moda' del compagno a tutti i costi..se sei il mio fidanzato sei 'fidanzato'..o 'marito'..'collega'..(la lingua italiana è così ricca usiamola) però dai, compagno non è solo il cane, compagno è anche di avventure compagno di giochi.. una persona che ti accompagna.. no?
^_^ciao!!

 
At 18 luglio, 2006 01:32, Blogger Antonio Saccoccio said...

Beh dai Serbilla! :-)
Non stavo parlando del carnevale. Non mi sembra che quelle persone si amino giocando (cosa stupenda).
Hai visto quel link? Mi sembrano perversioni.
Mah! sarà che per amarsi non mi sembra che ci sia bisogno di travestimenti. Se amo una donna voglio stare con lei, non con una vestita da leonessa! Suvvia! ;-)
E poi non è per il travestimento in sè, ma per tutta la pseudo-flosofia che c'è dietro. Il recupero dell'istinto animale!
La verità è che quando non c'è vero sentimento, ci si inventa dell'altro. E quando non c'è l'amore a riempirci cerchiamo di riempirci con delle altre cose.
E questo è un pericolo che corriamo tutti...
ciao :-)

 
At 18 luglio, 2006 11:48, Anonymous Martina said...

Ti dirò, a me il termine compagna piace più di ragazza, fidanzata, moglie. Compagno è qualcuno che appunto ti accompagna lungo una certa strada, quale che essa sia.

Se uno venisse da me vestito da Zorro, beh... penserei che è per farsi una bella risata. Quello che intendo col "stupire" è questo. ;-)

 
At 18 luglio, 2006 12:30, Blogger Antonio Saccoccio said...

Visto che non avete digerito il mio appunto sul termine "compagna", ora vi sorbite i miei deliri linguistici! :-D
A me non piace il termine "la mia compagna", anche se va tanto di moda ultimamente. Non piace per niente. Mi viene in mente un rapporto poco stretto, basato sull'abitudine.
"La mia fidanzata" ha un senso più solenne, ma un po' antico e molto impegnativo.
"La mia ragazza" è ancora il più usato, ma etimologicamente è veramente inappropriato. Allora sarebbe meglio dire "la mia donna".
Io ho una mia soluzione, che è tutta mia si intende.
Per me bisognerebbe dire "la mia amata". Fuori dai tempi forse, ma è l'unico che riconduce alla natura del rapporto.
"La mia metà" è pure carino e molto nobile. Anche se molti lo usano in modo giocoso, senza avere piena coscienza del significato.
Ma la cosa più bella rimane sempre chiamare per nome. Perchè dare un'altra denominazione alla persona amata è per me un ridurla ad un ruolo, privandola in qualche modo di un qualcosa che riguarda la sua persona.
Perdonatemi la precisazione.
ciao a tutti!

 
At 18 luglio, 2006 13:04, Anonymous Martina said...

Questione di gusti :-D
Basta che non si scenda a topolina, micina e roba del genere... argh!

 
At 18 luglio, 2006 23:40, Anonymous Anonimo said...

Il termine "compagno/a" si rende purtroppo necessario nei rapporti di coppia non siglati da un firma su un documento, non potendo utilizzare "moglie/marito". In questi casi dire "la mia amata" o "il mio amato" suonerebbe doppiamente bello, però devo ammettere è un'espressione che può far soprendere o addirittura sorridere. A me dire "la mia compagna" fa piacere, non ci vedo nulla di canino in questo :D, anzi, mi dà l'idea di due persone che si tengono per mano e camminano fianco a fianco.
"La mia donna" invece mi dà troppo l'idea del possesso e per questo la trovo un po' sgradevole.
Buffo notare come la stessa espressione sia diversamente percepita :)
Poi ovviamente questi sono solo cavilli teorici, nella pratica conta anche molto il tono e il modo con cui tutte queste espressioni sono usate e quindi "la mia donna"/"il mio uomo" possono anche suonare come la dichiarazione d'amore più pura e sentita.

Passando ai furry.. bleah!!!! Quelli son malati!!
Ora rovescerò la propsettiva del tuo discorso, Antonio, dicendo che non me la sento di... degradare gli animali al loro livello! ;)

Giorgio

 
At 19 luglio, 2006 09:56, Blogger Serbilla said...

:D mi è venuta in mente una puntata di C.S.I. i cui protagonisti sono un gruppo di persone-furry, uno di loro muore ecc. ..certo, questa attività può configurarsi come una vera e propria parafilia, nel momento in cui chi la pratica si apparta dalla realtà e vive solo in questo ambiente, eppure , precisando che non sono una zoofila :P e 'flipper' non mi fa per niente..come dire.. sangue!!(e il telefilm nemmeno mi piaceva..)...io ci vedo più una cosa divertente che deviante..cioè: meglio mettersi un costume da volpe che molestare la gente per strada :O..sarà la mia (innocente)inclinazione al fantasy non so :)..
ho trovato questo link in italiano, mi pare esaustivo:
http://www.tigress.com/furryita/furryinfo.html
tra parentesi () proprio domenica sono capitata alla mostra di Domenico Borrelli dedicata al minotauro..concidenza!!:)

doh! esiste persino il furry kamasutra ahauhauah-->http://youtube.com/watch?v=JNFw_2qVILs&mode=related&search=furry%20kama%20sutra
:°°°°D ciao :D

 
At 19 luglio, 2006 10:20, Blogger Antonio Saccoccio said...

Io credo che il vero problema sia questo:
- gli animali si caratterizzano per la loro animalità.
- gli uomini per la loro umanità.
E' almeno preoccupante il fatto che l'uomo di proposito voglia avere aspetto e comportamenti animali.
E' una rinuncia a quanto c'è di più grande in noi. E parlo soprattutto della nostra spiritualità.
Essere solo istinto... che gran brutta cosa...
Poi questa gente fa anche ridere, per carità! :-D
Ma facciamo un passo avanti e scopriamo cosa c'è dietro.
Pensate anche a quanto debbano essere tristi quelle persone. Dietro quelle maschere buffe, chissà quante esistenze travagliate. Ci avevate pensato?

 
At 19 luglio, 2006 10:34, Blogger Serbilla said...

Certo Antonio, hai ragione chi sceglie di vivere la vita solo così ha un bagaglio di problematiche se non maggiore sicuramente più incidente sulla personalità, rispetto alla media.. e l'istinto da solo non fa un essere umano.. è che certe volte si indica malato come per dire puzzolente.. osservandoli mi fanno tenerezza (a meno che non facciano del male agli animali veri..) è sempre triste sentirsi inadeguati..

 
At 19 luglio, 2006 11:52, Blogger Antonio Saccoccio said...

Per carità, Serbilla. Ho il massimo della comprensione per chi ha problemi.
D'altra parte col mio post e col mio commento sopra volevo proprio (pirandellianamente) lasciar pensare a quanta tristezza ci possa essere dietro a situazioni in apparenza comiche.
ciao :-)

 
At 19 luglio, 2006 15:54, Anonymous tommaso said...

ciao anto
scusa se non c'entra niente col tuo articolo, ma ho appena finito di leggere un'articolo sulle teorie dell'11 settembre "alternativo", quelle di cui tu hai parlato in un tuo vecchio post.
L'ho trovato molto interessante, si trova nella rivista di storia Stroria in rete, ma penso che tu possa trovare l'articolo anche nel sito.
Spero ti interessi.
a presto

 
At 19 luglio, 2006 16:18, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciao Tommy, grazie per la segnalazione. Purtroppo sul sito c'è solo un abstract.
ciao!

 
At 21 luglio, 2006 09:56, Anonymous steppe said...

Grazie per questo Furry, non ne sapevo nulla (il che da un punto di vista personale mi fa onore, da quello professionale meglio conoscere tutte le manifestazioni letterarie per capire dove stiamo andando, o quali "escrescenze" produce oggi la nostra società).
Per quanto riguarda "compagna" a me non dispiace. Molto spesso le altre lingue offrono soluzioni più calzanti: in russo non esiste una perifrasi per le "maniglie dell'amore", mentre per tornare al discorso esistono diversi modi:
zhenà, lett moglie, ma che i ragazzi utilizzano anche per indicare la loro ragazza.
moj drug lett. amico mio che, nelle poesie d'amore dell'Ottocento i poeti utilizzano per rivolgersi alla propria amata.
E poi c'è una parola che l'astronautica ha un pò inflazionato ma che mi piace molto:
sputnik per l'uomo
sputniza per la donna,
che significa "compagno/a di viaggio" da put', viaggio, cammino terreno e spirituale, strada, destino,ecc.
Quando un uomo russo dice moja sputniza significa che quella donna è la sua compagnia di un viaggio esistenziale, la sua compagnia di vita...

 
At 22 luglio, 2006 19:12, Blogger Antonio Saccoccio said...

Laura, ti ringrazio per la tua precisazione culturale. ;-)
In realtà se intendiamo un rapporto dal punto di vista spirituale ben venga qualsiasi termine.
In lingua italiana in realtà usiamo solitamente "compagna" con un senso meno alto e più "materiale". Ma non tutti, ovviamente.
La realtà è che sono sempre parole... e ognuno dà ad ogni parola la sfumatura che meglio crede o sente.
Ciao!

 
At 13 agosto, 2006 06:19, Anonymous Anonimo said...

Keep up the good work. thnx!
»

 
At 18 agosto, 2006 09:34, Anonymous Anonimo said...

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