LIBERI DALLA FORMA

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sabato, novembre 19, 2005

La morte? Comunicazione infinita…

Vivere la morte drammaticamente come un distacco irreparabile dai propri cari è un grave errore. Io sentirò sempre vive le persone che avrò avuto davvero vicine nell’arco della mia esistenza, anche quando queste moriranno. E sentirò di dovermi ricongiungere a questi cari, andando a visitare il loro sepolcro. E visitando quel sepolcro io sentirò di comunicare loro lo stesso amore che manifestavo quando erano in vita. Forse tutti dovremmo avere questa convinzione.
Sapere che un giorno avrò qualcuno che visiterà la mia tomba con amore è una cosa che mi emoziona profondamente. In fondo cosa ci può essere di più straordinario? Una persona che si reca in un cimitero a rendere vivo, anche dopo la morte, un profondo legame affettivo.
Io immagino di vedere dal cielo quelle persone care che mi portano il loro saluto. E vorrei che tutti sapessero che quel giorno io dall’alto li starò guardando… sì, starò guardando proprio loro. E vorrei che tutti immaginassero un mio splendido sorriso, grato per la visita e felice per l’amore che si rinnova. Perché non sarò morto. Sarò vivo nei loro ricordi, nei loro pensieri. E prima o poi ci rincontreremo… con tutti...
Antonio

25 Comments:

At 19 novembre, 2005 21:51, Anonymous Anonimo said...

Cosa c'è dietro tutto questo discorrere sulla morte?

 
At 19 novembre, 2005 22:00, Blogger Antonio Saccoccio said...

Anonimo (?) non saprei risponderti precisamente.
E' la mia sensibilità in questo momento che mi trasporta verso questi temi...
forse dietro questi post c'è il senso della vanità e della precarietà della vita... la ricerca di qualcosa di eterno... di più puro e perfetto...

 
At 19 novembre, 2005 22:14, Anonymous Anonimo said...

e se l'eternità durasse anche solo 2secondi?se questi 2secondi fossero l'eternità?è possibile identificare solo la morte con l'eternità?perchè?
come si fa a dire o immaginare con cercezza dove vada a nascondersi l'eternità?e se fosse continuamente nel presente?

 
At 19 novembre, 2005 22:26, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciò che è eterno, almeno nella mia idea di eterno, dovrebbe essere perfetto. E invece noi siamo imperfetti.
Posto nei tuoi termini mi sembra di dover definire il tempo in termini filosofici. Non era questa la mia intenzione.
C'era molta umanità e poca filosofia nel mio post...

 
At 19 novembre, 2005 22:37, Anonymous Anonimo said...

io però non facevo filosofia:anche mentre noi parliamo c'è eternità,
in questo preciso attimo,e questo stesso attimo non potrebbe essere perfetto?
guarda questo attimo: è talmente imprevisto, astratto, privo di ogni corruzione da parte della materia,con un suo fine intrinseco,da non poter essere che 'perfetto'

 
At 19 novembre, 2005 22:50, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sì, ma la perfezione, la perfezione che ti fa vibrare con l'universo... quella la possiamo solo intuire... ne possiamo cogliere soltanto a tratti la magia...
La vera perfezione non è di questo mondo... ogni tanto alcuni di noi la sfiorano... o le si avvicinano... ma è solo una piccola anticipazione di quello che vedremo quando questa esistenza imperfetta sarà terminata...
Quando avremo gli occhi di Dio per vedere ogni cosa, tutto sarà diverso... e di tante cose ci renderemo conto...

 
At 19 novembre, 2005 22:56, Anonymous Anonimo said...

non capisco.Parli con certezza di cose che nessuno conosce e può comprendere bene al momento..come fai a sapere con certezza che la perfezione è in arrivo e che non sia già qua.E se tu mettendoti in attesa rischiassi addirittura di mancare al suo incontro?
nel tuo blog è inserito un bell'insegnamento calviniano:perchè dubiti che la perfezione possa esistere nell'inferno dei viventi?
soprattutto dove trovi la sicurezza di affermare che questa sia necesseriamente altrove?

 
At 19 novembre, 2005 23:09, Blogger Antonio Saccoccio said...

Dio è perfetto. Noi siamo qualcosa di lui. Una parte. Una bella parte, forse, ma sempre una parte.
E poi io non sono in attesa della morte. Io non la temo. E penso che al di là di quella soglia si aprano orizzonti infiniti. Orizzonti che noi qui sulla terra, miseri, meschini, chiusi nel nostro materialismo utilitaristico, possiano solo talvolta intuire.
E secondo me la frase di Calvino è troppo pessimista. Qui su questo mondo non c'è inferno. C'è imperfezione. E noi non dobbiamo per questo schivare quell'imperfezione. Ma cercare di migliorarla, di avvicinarla alla perfezione divina.
Ciao

 
At 21 novembre, 2005 02:06, Anonymous Una Persona Intorno said...

Sarai vivo..anche se non avrai nessuno che ti ricorda. :-)

Quando visito il cimitero a volte guardo queste tombe piene di ragnatele, senza un fiore, morte nei ricordi delle persone..avverto un'istintiva tristezza un senso di perduto, ma poi ricordo che sono morte nei ricordi ma solo lì, che per fortuna c'è Chi dà loro la vita nonostante anche le nostre immemorie. Che quella vita è più grande anche del mio rammentarla e non dipende affatto nemmeno da me, anche se noi possiamo in modo bellissimo continuare questo rapporto d'amore con lei.
Ma non dipende la sua vita da me, non è stata creata per essere subordinata alla mia piccola testa e al mio piccolo cuore. Sarebbe troppo poco.

Sò che rincontrerò le persone e la persona in particolare che aspetto di rivedere, lo sò perchè che la morte non solo fisica è vinta l'ho già visto e sperimentato qui (e solo per questo ora lo credo, non perchè me lo avessero sempre insegnato..non mi bastava..non mi è bastato), questo non toglie per me che io non soffra della separazione fisica.
Sono serena e anche gioiosa in un certo senso di sapere che nessuno è perduto, forse come spero..addirittura acquistato, ma non vedere più quegli occhi, non sentire più il timbro della voce, sapere di non poter condividere più i giorni su questa terra provooca dolore, fà male..ma è un male diverso ..che non fà del male..non so se mi spiego. :-)


PS: Come al solito accorgendomi che tutto ciò che ci circonda, nasconde risposte e conferme neanche tanto velate, a proposito di perfezione ti linko delle pagine significative in proposito che leggevo ieri sulla spirale aurea e la cosidetta divina proporzione..vediamo che ti dicono? :-)))

http://www.math.it/spirale/fibonacci.htm
e soprattutto:
http://www.matematicamente.it/storia/divina_proporzione.htm (vedi: Il Rapporto Aureo nell' Arte e in Natura)

Ciao Antonio, ti rispondo presto da me..una buona nuova settimana intanto!
Un abbraccio.

 
At 21 novembre, 2005 20:52, Blogger Antonio Saccoccio said...

"Ma non dipende la sua vita da me, non è stata creata per essere subordinata alla mia piccola testa e al mio piccolo cuore. Sarebbe troppo poco."
Questa cosa che hai detto è davvero molto importante...
Volevo solo aggiungere che proprio perchè questo nostro cuore può sentire tante belle cose, ma è pur sempre piccolo (come dici tu) e imperfetto (come dico io), proprio per questo ci deve essere un mondo in cui tutto è più grande, perfetto e puro. E davvero immagino tutti noi in quel mondo, tutti più belli e puri. Capaci di darci solo gioie e amore...
Per quanto possibile... cerchiamo di rendere questo nostro mondo il più vicino possibile a quell'altro che ci attende...
ciao Upi!
Anto
p.s. grazie per i link. Sempre affascinante la sezione Aurea... :-)

 
At 21 novembre, 2005 22:22, Anonymous Metafisico said...

La cosa di cui ho più paura non è la morte ma il rischio della catalessi.
Poe mi ha trasmesso questa orribile paura.

 
At 21 novembre, 2005 23:01, Anonymous Una Persona Intorno said...

Vedi come, dai link che ti ho dato, sia già scritto in ogni cosa il segno di quella perfezione e armonia (pur in un mondo imperfetto) che non può essere casuale, come sembra si estenda dalla cosa più piccola magari i semi di girasole disposti con infinita sapienza e bellezza, fino alle galassie?
Si estende la perfezione, la bellezza, l'armonia...e dopo le galassie immagino in Colui che le ha create. Anzi il contrario..da Lui si estende dalle galassie ai semi di girasole, solo che serve per farci fare il percorso al contrario.

Bello accorgersi che in tutto c'è una firma, un indizio di Lui per tutti coloro che forse non si costringono a non coglierlo.
Una sorta di magnifica caccia al tesoro... :-)

PS: Per quella frase che ho scritto..sì, davvero ogni volta mi rendo conto che siamo preziosi, che non dobbiamo scandalizzarci di avere una dignità speciale rispetto a tutto il resto che ci circonda, ma che questa dignità non è un merito, è un regalo e tutto in realtà pur essendo fatto per noi..prescinde da noi.
Ha una dignità più grande in sè.
Per noi, ma non subordinato a noi.

Sono contenta che in tanti argomenti ci troviamo sulla stessa lunghezza d'onda. :-)

Ciao Antonio.
Upi

 
At 21 novembre, 2005 23:41, Blogger Antonio Saccoccio said...

ehi meta come mai questa fobia? In che senso hai paura della catalessi? la ritieni così probabile?

 
At 21 novembre, 2005 23:55, Blogger Antonio Saccoccio said...

Upi perchè secondo te l'uomo non vuole riconoscere il bello, il buono, il giusto? e perchè tanta paura di sentirsi una piccola cosa rispetto a "colui che tutto move"?
perchè tanto egoismo, tanto materialismo, tanto utilitarismo... tanta pochezza...
Io credo che non vogliamo pensare alla morte, perchè è l'unica cosa che ancora non riusciamo a controllare, a mercificare.
Beh, meglio pensare alla caccia al tesoro! ;-) E alle tracce della perfezione divina che sono già su questo mondo...
ciao
Antonio

 
At 22 novembre, 2005 08:10, Anonymous Anonimo said...

Stavo leggendo ieri che morire un tempo era "dire", che la morte aveva un suo linguaggio, chi moriva e chi lo assisteva, dei diritti e dei doveri. Oggi morire è divenuta sempre più una metafora tecnica, oggi la morte ha perso il suo alfabeto... per il percorso "semiotico" della morte nella nostra vita dai un'occhiata all'Enciclopedia Einaudi- Morte- non so chi abbia scritto la voce ma mi sembra fatta bene..
Per la posta su splinder non sapevo di avere un link controllerò
Ciao
Laura

 
At 22 novembre, 2005 08:13, Anonymous laura said...

Ps ho riletto il post e non si capisce perché ti consiglio questa voce, semplicemente perché è scritta bene, perché della morte si può scrivere anche bene..
La

 
At 22 novembre, 2005 09:32, Blogger Antonio Saccoccio said...

Laura ti ringrazio dell'informazione. Controllerò la voce!
Della morte si può scrivere anche bene, certo! Pensa alla nostra letteratura... a quanti splendidi canti sulla morte sono stati scritti...
Se si ha della sensibilità, non sarà certo la morte a togliercela...
ciao
Antonio

 
At 24 novembre, 2005 00:38, Anonymous Anonimo said...

Sperimentarla è un'altra cosa.
C'era un frate che diceva che parlare della morte è facile ma quando si ha a che fare con quella vera...beh...è tutt'altro.
Io ho sempre amato i cimiteri (oggi mi direbbero che sono alla moda, visto l'andazzo dei giovani)perchè vi passeggiavo trovandovi serenità. Alle volte andavo a studiare o a chiacchierare con loro. Li sentivo presenti, lì e ovunque...pronti ad ascoltarmi e pieni d'amore per me. Ora però che li cerco con più bisogno... non li sento più.
Falsità e immaginazione di un tempo andato?
No, penso che la mia sia la voglia concreta di parlar loro come...vivi ;-)
Ciao
FLG

 
At 24 novembre, 2005 09:48, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao FLG
purtroppo, come ho detto in un post precedente, della morte non è facile parlare... per la maggioranza degli uomini è diventata un tabù. Quel frate parlava forse di sè, ma non degli uomini di oggi.
Gli uomini dei nostri tempi sono in gran parte senza ideali, non credono in nulla. Corrosi dal materialismo mass-mediatico vivono tutto in superficie, e quindi non vogliono pensare alla morte.
ciao!

 
At 25 novembre, 2005 15:02, Anonymous Metafisico said...

Antonio la morte è una cosa, la morte apparente un'altra.
Se uno ogni 100000 morisse apparentemente...e quell'uno fossi tu?
A pensarci mi vengono i brividi.
La catalessi è un imprevisto della natura che non si può sapere a chi capiti proprio perchè qualora accadesse uno verrebbe considerato morto a tutti gli effetti.
Io ho paura della possibile morte apparente più della inevitabile morte sicura.

 
At 25 novembre, 2005 15:04, Anonymous Metafisico said...

Comunque per evitare "risvegli" imprevisti basta dar disposizione di essere cremato.
Mi fermo qui che la discussione sta diventando troppo horror.

 
At 27 novembre, 2005 17:04, Blogger Antonio Saccoccio said...

In effetti il pensiero di risvegliarmi vivo chiuso in una tomba non è che mi entusiasmi.
Meta d'accordo con te sulla possibiltà che i medici non riconoscano la morte apparente. Ma di questi tempi è la cosa minore di cui bisogna preoccuparsi. Qui già è un miracolo se i medici non ci uccidono curandoci, non pretendere troppo! ;->
Ciao

p.s. comunque se hai proprio paura, fatti cremare!

 
At 29 novembre, 2005 14:14, Anonymous Metafisico said...

Comunque ripensandoci ormai oggigiorno alle persone che muoiono espiantano ogni organo.
Basta farsi espiantare il cuore e rischi di catalessi non se ne corrono... e non serve farsi cremare.

 
At 12 dicembre, 2005 02:24, Anonymous serbilla said...

Questo tuo post è carico di speranza.. condivido questa vita nella memoria.. meno il sorridere dall'alto.. ma soprattutto mi domando: e se nessuno venisse a visitare la mia tomba?...meglio non vedere!!!
Ciao.

 
At 12 dicembre, 2005 20:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Serbilla, se nella tua vita avrai dato qualcosa, qualcuno ci sarà sulla tua tomba per ricordarsi di te... io credo in questo.
Sono felice che sei tornata a postare sul mio blog! a presto spero
Antonio

 

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