LIBERI DALLA FORMA

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martedì, settembre 20, 2005

L'ha detto... Italo Calvino

L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
Italo Calvino, Le Città Invisibili

Una domanda resta però aperta. Oltre a cercare e dare spazio a ciò che non è inferno, è nostro compito anche cercare di trasformare ciò che è inferno in qualcosa di migliore? Dobbiamo accontentarci di ciò che troviamo di buono o dobbiamo cercare di rendere buono anche quello che buono ancora non è? E' mia convinzione che in tutti noi, anche nella persona peggiore, ci sia un germe da cui far nascere qualcosa di buono.
Antonio Saccoccio

9 Comments:

At 20 settembre, 2005 23:55, Anonymous Una Persona Intorno said...

Concordo.
Ma forse dar spazio al buono e non avere paura di chiamare male quello che lo è..è cercare di rendere buono il male.
..Salare.
E forse ne basta davvero poco anche in un inferno..in fondo vero è che basta un pugno di sale per evitare la corruzione di una grande quantità di cibo. Non che tutto sia sale.
Il problema è che quel sale..sale lo sia davvero.

E tremo quando ci penso..perchè se il sale perdesse il suo sapore..a che servirebbe?
Se io pensassi di essere sale ma non lo fossi, mi illudessi di combattere il male fuori di me, ma poi non mi accorgessi del male mio..non credo sia una possibilità purtroppo tanto remota.
Ma coraggio! E buona coscienza! ;-))
Per questo felice di non essere sola a combattere e di essere in Buone Mani io per prima.

Ciao Upi

 
At 23 settembre, 2005 18:50, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao Upi
non ho capito quel "salare" all'inizio. ;->
Ma ho capito che sei sulla mia stessa lunghezza d'onda. Certo non bisogna mai essere troppo certi di essere nel giusto. Anche nei confronti delle idee che ci sembrano più difficili da accettare bisogna porci in un atteggiamento di disponibilità alla comprensione. E ogni tanto si può e si deve anche cambiare opinione su alcune cose.
Certo forse l'importante alla fine è provare a rendere tutto migliore e tutti migliori.
Solo così riusciremo ad essere pienamente e perfettamente Uomini.
ciao
Antonio

 
At 25 settembre, 2005 19:18, Anonymous Una Persona Intorno said...

Salare.. :-)
Cristo parlava dei cristiani, cioè coloro che seguivano Lui, come del sale della terra.
Per questo l'evangelizzazione cristiana non ha nulla a che vedere col proselitismo.
Il sale non deve essere molto.
(una volta si diceva meglio pochi, ma buoni :-))
Ma quella manciata (se non si è resa insipida, illudendosi di seguire Cristo..cioè la Verità, ma combattendo poi solo battaglie esteriori ad esempio) nelle Sue mani è la dose che serve per salare ciò che andrebbe in putrefazione.
Non serve che tutto sia sale, ma che il sale si sciolga (..che dia la vita per qualcosa di diverso da lui..) perchè il resto del cibo prenda sapore.
Questo rende buono il male.
Per questo anche evangelizzare è "solo" l'annuncio di una notizia (della Notizia) troppo bella che non ti è possibile e non puoi tenere per te e non un obbligo religioso per esempio.

..Mi piacrebbe essere davvero Cristiana.
E sono certa che seguendo Cristo non ci si inganna su ciò che è giusto.
La mia ragione (sì decisamente anche quella) e le mie esperienze me lo confermano di continuo.

Ciao antonio
Spero come al solito di essere stata un po più chiara nel secondo commento. :-)

 
At 25 settembre, 2005 19:21, Anonymous Una Persona Intorno said...

PS: Per cui salare per me corrisponde a rendere buono il male, nel senso in cui ti ho spiegato.

 
At 26 settembre, 2005 18:15, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ok ho capito :->
La mancata comprensione dipendeva essenzialmente dal fatto che ignoravo quello che mi hai spiegato a proposito di Cristo, i cristiani e il salare.
Ti ringrazio per la bella spiegazione. Ovviamente sono d'accordo.
Il fatto è che, anche vedendola solo da un punto di vista filosofico e non necessariamente cristiano, il valore di queste cose rimane intatto. Dio, anche solo come principio creatore o ordinatore di tutto il mondo, è comunque Verità.
Chi si ribella a questo principio non vuole crescere, e vuole restare eternamente nell'incoscienza e nell'ignoranza.
Chi si ribella alla Verità accetta di vivere nel caos. Troppo facile. Quella non è vita.
ciao
Antonio
p.s. Upi qual è il tuo vero nome? E' un segreto o puoi rivelarmelo? :->

 
At 27 settembre, 2005 15:34, Anonymous Una Persona Intorno said...

Difatti caro Antonio la Verità di Dio non è una verità che Lui inventa per i cristiani, ma la verità di tutti gli uomini sul mondo e sull'animo umano, su ciò che gli giova e su cosa no. Trovarla in genere significa avvicinarsi a Lui, trovare Lui significa conquistare lei.

Edith Stein la cercò, rigettando tutto ciò da cui proveniva e cominciò un viaggio personale attraverso la ragione per scoprire quale fosse (qualunque essa fosse, a prescindere da tutto).
Lo fece con mente libera e cuore libero e questo la portò più in là del punto di partenza e con un valore aggiunto indispensabile..non per sentito dire.

PS: ...i miei amici fuori di qua, oltre ad Upi [ormai questo nick è diventato me ;-)] mi chiamano solo Simo. :-)

 
At 27 settembre, 2005 16:00, Anonymous Una Persona Intorno said...

PS: "la Verità di Dio non è una verità che Lui inventa per i cristiani"..e aggiungo forse non scontatamente.."Nè una verità che si inventano i cristiani insieme con Dio".

Chi me lo dice? ..I frutti.

 
At 27 settembre, 2005 17:55, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ok Simo! Svelata l'incognita del nome! :-)
Penso che la pura verità sia irraggiungibile. Ma come tutti gli Assoluti l'importante è mettersi alla sua ricerca. L'uomo, nella sua imperfezione, non può cogliere e comprendere nulla dell'Assoluto, ma solo intuirne la straordinaria potenza. Ma è quell'intuizione che ci sconvolge e ci fa sentire davvero vivi ogni giorno sempre di più. E' quell'intuizione che ci fa vibrare nelle situazioni più intense della nostra vita.
Vibriamo d'assoluto.
ciao
p.s. Se vuoi continuo a chiamarti Upi. Come preferisci!

 
At 27 settembre, 2005 18:07, Anonymous Una Persona Intorno said...

Come vuoi..Upi mi piace. :-)

Quello che dici è vero..per questo la Verità è Rivelata.
L'intuizione ci fa arrivare a cercare..la ragione ci dimostra la fondatezza e la rivelazione ci svela il resto, nella misura in cui ci serve.
Il Mistero permane comunque anche nella Verità.

PS: Grazie molte per gli auguri. :-)

 

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