LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

domenica, gennaio 18, 2009

Facciamo coraggiosamente l'arte con il cervello

L'abbiamo ribadito più volte. Oggi l'apoteosi del passatismo in arte è il trionfo dell'artigianato sull'arte, del bello sull'interessante, del decorativo sul concettuale. Già i futuristi si lamentavano della mancanza assoluta di cervello negli artisti del loro tempo.
E' difficile trovare in Italia un pittore che abbia un cervello, ed è tempo di finirla con la stupida favola secondo la quale il pittore deve solo vedere bene. Vede bene soltanto il pittore che pensa bene.
Sono parole di Umberto Boccioni, in Pittura scultura futuriste (1914). Parole che ancora oggi dovrebbero far riflettere tutti coloro che pretendono di fare arte senza usare bene il cervello. Tecnica, sensibilità, istinto, passione, volontà, capacità riflessive analitiche sintetiche: tutto serve per fare grande arte. Ma tutto questo è strettamente legato all'esercizio delle nostre più alte facoltà cerebrali. Dobbiamo inoltre ricordare che un buon cervello possiamo averlo per doti innate, ma possiamo anche svilupparlo mettendoci costantemente alla prova, giorno dopo giorno, e sottoponendoci a sempre maggiori difficoltà da superare. Quindi grandi artisti si può anche diventare, non si nasce necessariamente tali.
Facciamo coraggiosamente l'arte con il cervello e non con i piedi (o le mani)!
Antonio S.

Etichette: , , , , , , ,

6 Comments:

At 19 gennaio, 2009 11:51, Blogger Paolo said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

 
At 19 gennaio, 2009 15:39, Blogger notecellulari di mariaserena said...

Mi colpisce e sottolineo la frase "Oggi l'apoteosi del passatismo in arte è il trionfo dell'artigianato sull'arte..."
Trovo sia un giudizio ferocemente esatto.
Dunque ipotizzo e chiedo: l'artigianato non è forse l'apoteosi (per quanto rispettabilissima e apprezzabilissima) della ripetitività, del mestiere, della pazienza combinatoria (definizione di Avalle, di gran successo negli anni 70-80)?
E allora un nodo fondamentale dello sviluppo netfuturista non potrebbe dunque essere il fronteggiare e contrapporsi a una ambiguità (confusione) tra l'Artigianato con l'Arte?
La ripetitività della tradizione è arte? Io penso di no.
Il talento è arte? Non sempre.
Antonio aggiunge : Quindi grandi artisti si può anche diventare, non si nasce necessariamente tali.
Parole importanti e pesantissime, anche per gli effetti che hanno e dovrebbero avere sulla formazione e l'educazione e quindi sulla scuola!
Se poi entra nel circuito l'intelligenza connettiva quali grandiosi sviluppi possiamo immaginare!

 
At 19 gennaio, 2009 20:36, Blogger Antonio Saccoccio said...

caro Paolo, vedi bene.
Noi non ci sederemo a tavola con nessuno di questi cialtroni.
Li metteremo alla prova, li studieremo, daremo loro una possibilità.
Ma poi ci alzeremo dalla tavola e rifiuteremo le loro pietanze avvelenate.
Ci vuole rigore interiore. Ci vuole energia e convinzione al massimo livello.

cara Serena,
hai ragione anche tu.
e tu lo sai: io non voglio avere nessuna pazienza! Io ho urgenza! voglio lanciare le mie idee travolgenti ovunque. Non voglio mettermi a tavolino a mendicare dalla mia mano uno spunto miserabile per tirare avanti.
Finchè avrò idee, le proporrò. Quando le avrò terminate, starò zitto e lascerò spazio a chi avrà (speriamo) idee.

AD FUTURUM

 
At 20 gennaio, 2009 00:58, Blogger Elisabetta Mattia said...

"Tappezzieri o pittori: bisogna scegliere".
Questo è l'out out che imponevano già i pittori nucleari alla fine degli anni '50.
L'arte dei piedi (e delle mani) è morta da più di un secolo, ma se entrambe le categorie di “artisti” resistono ancora oggi, lo si deve unicamente all’ambiguità dei giudizi della critica ufficiale.

 
At 20 gennaio, 2009 14:41, Blogger Giovanni Getto said...

il peggio è che ci vuole testa per capire che bisogna averla. questo crea un'imbarazzante empasse dal quale si esce, come al solito, quando produrremo creazioni didattiche per far capire anche ai nostri colleghi artisti passatisti moneyoriented che il modo di fare arte DEVE cambiare, pena: la morte cerebrale... uhm, forse questo è il punto, il non_uso del cervello renderebbe il trapasso indolore.

 
At 21 gennaio, 2009 00:28, Blogger Antonio Saccoccio said...

@elisa, tappezzieri ovunque! iniziamo ad abolire la tappezzeria dalle nostre case. via!

@gianni, hai ragione. ed è per questo che l'arte d'avanguardia deve avere un valore didattico enorme. deve essere un esempio, un modello per chi verrà.
e comunque i presentisti sono + mon(K)eyoriented degli altri. ;-)

adf

 

Posta un commento

<< Home