LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

sabato, settembre 20, 2008

Ancora contro l'Altare dell'Arte

"Quando io dissi che «bisogna sputare ogni giorno sull'Altare dell’Arte», incitai i futuristi a liberare il lirismo dall'atmosfera solenne piena di compunzione e d'incensi che si usa chiamare l'Arte coll'A maiuscolo. L'arte coll'A maiuscolo costituisce il clericalismo dello spirito creativo. Incitavo per ciò i futuristi a distruggere e a beffeggiare le ghirlande, le palme, e le aureole, le cornici preziose, le stole e i paludamenti, tutto il vestiario storico e il bric-à-brac romantico che formano una gran parte di tutta la poesia fino a noi. Propugnavo invece un lirismo rapidissimo, brutale e immediato, un lirismo che a tutti i nostri predecessori deve apparire come antipoetico, un lirismo telegrafico, che non abbia assolutamente alcun sapore di libro, e, il piú possibile, sapore di vita".
Un secolo è passato da queste memorabili parole di F. T. Marinetti. Sono tratte dal Manifesto "Distruzione della sintassi - Immaginazione senza fili - Parole in libertà" (11 maggio 1913).

Ancora oggi dobbiamo assistere a spettacoli deprimenti, con Artisti che si celebrano mettendosi palme ghirlande e aureole sul capo. Quell'Arte con l'A maiuscola nel 2008 c'è ancora chi la celebra. Crollata l'aura (per le ragioni tecniche addotte da Benjamin già 70 anni fa, ma anche per le operazioni avanguardistiche di Marinetti e Duchamp), si è provveduto a ricrearla artificialmente, ed esclusivamente per fini di lucro (disprezzo) o per darsi ancora oggi un'aria di Artista (compassione). Il Net.Futurismo si muove contro questi nuovi Artisti, quelli che hanno rimesso in piedi l'Altare dell'Arte abbattuto da Marinetti e da altri geniali avanguardisti nel secolo scorso. Si tratta sempre di cialtroni mercanti e sfruttatori.
Contro costoro agitiamo i nostri blog di guerra.
Contro costoro impugniamo le armi della nostra rinnovata sensibilità creativa.
Antonio Saccoccio

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2 Comments:

At 27 settembre, 2008 14:46, Blogger Dylan said...

Il citato Benjamin sostenva come l'aumentare del valore espositivo di un'opera ne assottiglia il valore artistico-cultuale, rendendolo sempre più marginale. In tal modo l'artista, perduta l'aura (la quintessenza unica e irripetibile della sua opera), tenta di ricrearla attraverso il culto effimero della personalità/culto del divo, senza rendersi conto scioccamente che tale operazione restauratrice non gli restituisce affatto la "sacralità", ma potenzia all'ennesima potenza il suo carattere di merce.

 
At 28 settembre, 2008 13:46, Blogger Antonio Saccoccio said...

Certo, Dylan.
Ma ora è tempo di operare al di fuori del sistema. Ed entrarci solo episodicamente per poterne minare le fondamenta.
Artisti e creativi di formazione e di genio, rotte le catene dell'accademia (dove pure sono cresciuti), devono abbattere quell'Altare.
L'Altare dell'Arte che è stato rimesso in piedi in modo farraginoso e pericolante.
Basterà assestare dei colpi precisi e mirati e crollerà. Definitivamente.
Serve gente del mestiere, ma anche uomini veri.
Coraggio, amici net.futuristi.
Tanto abbiamo già fatto.
Tantissimi dobbiamo fare ancora.

 

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