LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

domenica, maggio 20, 2007

Il suicidio dell'arte

Del mercato dell'arte si è già discusso altre volte su questo blog. Il nulla spacciato per arte. Per incrementare un mercato disgustoso.
Lascio la scena all'arguta e creativa prosa di Pablo Echaurren. Io mi limito ad evidenziare espressioni e termini particolarmente felici.
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“Si è dibattuto in lungo e in largo sui destini e sulla condizione dell’arte, se cioè a) fosse viva o vegetante, comunque in sensibile auspicata ripresa, oppure b) già morta e defunta. Da parte mia opto per una terza via essendo giunto alla conclusione che c) essa stia lentamente e insesorabilmente suicidandosi colle proprie mani coltivando un nulla così preziosamente e pretenziosamente rivestito di inconsistenza da sconfinare nel sempiterno enigma: “ma questi ci sono o ci fanno? O magari son’io che non ci capisco una beneamata mazza”. È chiaro che, utilizzando tale dubbio come un grimaldello, ogni più assurda baggianata assurge al grado di ermetica trovata, specie al parvenu che per non farsi prendere in contropiede di castagna finge di capire, di apprezzare, fino a convincersi sul serio di trovarsi al cospetto della Grande Impenetrabile Cultura che più pura di così si muore, di pizzichi & di noia. L’ultimamoda in voga ci vuole tutti aggiornati & acculturati, informati, disincantati, abituati alle extreme provocazioni (il troppo non è mai abbastanza) che sono un eccellente espediente per riverniciare il niente che vi si sottende e raggranellare velocemente fama e valsente. È così, con rimarchevole stomachevole attitudine al voltagabbanismo, si sono invertite tutte le coordinate: alla laicizzazione è subentrata una risacralizzazione, al rifiuto del consumismo si è sostituito il consumismo del rifiuto, allo sguardo disincantato sul conformismo, il conformismo dello sguardo. Jean Baudrillard parlava senza mezzi termini di sparizione dell’arte, qui molto più terra-terra si discetterà di spartizione della medesima o almeno di quel che ne resta, di divisione delle sue spoglie frattaglie in zone di influenza per le narcofamiglie riunite sotto la cupola del racket che gestisce il market e che ha saputo dalla pochezza di sostanza ricavare un’enorme ricchezza. Una microcomunità che non ci sente quando le si parla di quant’è bella la perdita dell’aura già vagheggiata da Baudelaire, dedita com’è a flebotrasfusioni di aristotracotanza a oltranza per affermare la propria egemonia, la quale si manifesta in una supremazia ad escludendum, che poco per volta sta ingenerando un’asfissia, un’afasia, un’idiozia mentale totale, tanto così globale da passare per qualcosa di quasi fenomenale, di epocale, quasi quasi estrinsecazione di un intelletto sagace, mordace, perfin capace di guardarsi dentro. E invece è solo impudenza elevata all’ennesima potenza, una danza sulla voragine della vuotaggine, l’atteggiamento irresponsabile di una confraternita di beoti sacerdoti della Chiesa di D’io, di chierici isterici, di burini arrampichini, di garruli ingegneri di eventy trendy, di novotendenti minus habenti, di tristi vetrinisti da museo, di debuttanti ributtanti, di militanti del party-to unico. Un caravanserraglio che non ci pensa menomamente a scongiurare l’insano gesto minacciato dalla sora Arte, anzi contribuisce solerte, come un solo dottor Morte, al collassamento finale sperando ardentemente che esso trapasso avvenga in modo indolore e augurandosi comunque di essere stato nominato come legittimo e solo erede nel memento del testamento dalla Big Moma.”

Pablo Echaurren, Il suicidio dell’arte

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7 Comments:

At 22 maggio, 2007 15:13, Blogger Carlo Gambescia said...

Bravissimo Antonio!
Trovi sempre la citazione giusta.
Stimo moltissimo Pablo Echaurren...
Un vero artista. Completo e privo di remore ideologiche.
Ciao,
Carlo

 
At 23 maggio, 2007 17:47, Anonymous EugenioC said...

Come pars destruens potrebbe pure andare bene. Non credo però che l'artworld giri intorno al "niente", quanto piuttosto al singolo momento originale sottratto alla dialettica con la forma/stile e quindi ai criteri di valutazione da cui in cui la forma era "forgiata". Quanto alla pars costruens, è qui secondo me che si glissa il problema. Se rifiutiamo l'originalità nuda (cosa di per sè non esattamente scontata, fosse anche solo perchè il suo principio determina in una moltitudine di vie le nostre stesse vite) che prenderebbe il posto dell'arte, allora abbiamo un'idea di arte. E le idee di arte cadono spesso nel vizio di essere frutto della brutale ipostatizzazione di forme di originalità storicamente determinate. Ad ogni modo, andrò a leggermi cosa è stato scritto in proposito su questo blos.

 
At 23 maggio, 2007 22:48, Blogger Antonio Saccoccio said...

Grazie Carlo, Echaurren se non altro è un coraggioso!

caro Eugenio, di tutto si può discutere, con persone dotate di intelligenza e senso artistico.
Ma
1. a me la gente che vuole fare miliardi con l'arte fa schifo e oggi questo giro di soldi intorno all'arte figurativa è penoso.
2. è difficile dire cosa è arte e cosa non lo è, ma di certo se devo creare qualche momento originale senza troppo impegno non c'è bisogno di scomodare la parola "arte".
un saluto e grazie del commento!

 
At 24 maggio, 2007 15:53, Blogger Metafisico said...

finchè l'arte non tornerà alla rappresentazione del vero, cioè la figura umana nei suoi tratti reali, l'arte giacerà agonizzante.
perchè con la scusa che tutto è interpretabile, ogni zero si improvvisa artista senza sapper neppure disegnare e "raffigura" anche la più sconcia schifezza..

 
At 24 maggio, 2007 15:54, Blogger Metafisico said...

se vedessero certa merda di oggi spacciata per arte, Fidia e Michelangelo si suiciderebbero

 
At 24 maggio, 2007 16:01, Anonymous Metafisico said...

o meglio, impazzirebbero, non comprendendo tanta imbecillità

 
At 24 maggio, 2007 22:21, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sai, meta, secondo me il problema non è tanto la rappresentazione dell'"umano" o del "reale".

Il problema è quello che dici dopo. Che si generi il nulla spacciato per creazione artistica. Questo è inaccettabile. Anche e soprattutto perchè quel nulla potrebbe essere venduto per migliaia di euro.

Tutta questa pletora di pseudo-artisti nascono solo perchè vedono la possibilità di fare soldi facilmente.
Secondo me è lì il problema.
ciao!

 

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