LIBERI DALLA FORMA

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giovedì, ottobre 19, 2006

Ratzinger contro l'utilitarismo

Benedetto XVI al Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona si è prodotto in un altro dei suoi memorabili affondi nei confronti della società moderna. Parole dure per il laicismo, per la svalutazione degli aspetti spirituali dell'uomo.
Ma a mio avviso la frase più importante è stata la seguente:
"L'etica viene ricondotta entro i confini del relativismo e dell'utilitarismo, con l'esclusione di ogni principio morale che sia valido e vincolante per se stesso".
Ecco, su questi temi papa Ratzinger avrà sempre nel sottoscritto un grande alleato. Del relativismo già ho parlato altre volte. Qui voglio un attimo soffermarmi sull'altro aspetto citato dal pontefice: l'utilitarismo. L'utilitarismo ha ormai permeato di sè ogni campo. Tutto ciò che non produce utilità immediata, guadagno e profitto non è visto dall'uomo come importante. E così ecco il tramonto di ogni aspetto spirituale e intimo dell'uomo: religione, filosofia e arte. Tutto ciò che non è immediatamente monetizzabile non ha valore, non è importante. E cosa è monetizzabile? Le cose materiali, ovviamente. L'arte, giudicata inutile dai più, inizia poi ad essere ripresa in considerazione solo quando si mercifica. Solo quando da essa si iniziano a ricavare profitti. Solo quando diventa parte di quella cultura materialistica ed utilitaristica. Cioè quando ha già smesso di essere arte.
Se si cerca solo l'utile, l'uomo è condannato alla dannazione eterna. Seguendo l'utilitarismo si vive male e si muore peggio. E poi l'uomo ricerca sempre ciò che gli è utile, è ovvio. Ma è su cosa sia utile che c'è grande confusione. Non è utile solo ciò da cui si traggono vantaggi materiali immediati. Guadagni, incassi, soldi. E' utile all'uomo anche la riflessione, la creazione di un'opera d'arte, un gesto disinteressato di altruismo. Non sono utili al portafoglio, ma lo sono per l'anima. "Ma cos'è l'anima?" ci risponderà l'utilitarista "Non si vede, non si tocca, non vale niente!". Ecco questo è l'utilitarismo. Di utilitarismo si muore prima di essere sepolti.
Appena una settimana fa (nel Manifesto politico Neofuturista) ho indicato nella lotta all'utilitarismo uno dei momenti essenziali per il rinnovamento umano della nostra civiltà. Ratzinger si rivela, almeno sotto questo punto di vista, l'unico capace di interpretare il presente con la lucidità necessaria ad apportare quei correttivi utili (!) alla riscoperta della nostra humanitas.
Papa Ratzinger. Stiamo sempre attenti alle sue parole. Giudichiamole senza pregiudizi, ne vale la pena.
Antonio S.

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15 Comments:

At 20 ottobre, 2006 09:32, Anonymous Eremo said...

Ezra Pound: "Contro l'usura".
Saluto.

 
At 20 ottobre, 2006 10:42, Anonymous mauro said...

Concordo!
ciao

 
At 20 ottobre, 2006 13:54, Blogger Antonio Saccoccio said...

Benissimo, Mauro. Un saluto anche a te.

Eremo, Pound in "Contro l'usura" fu grandissimo. ;-)

 
At 21 ottobre, 2006 11:57, Blogger silvia said...

Che l'utilitarismo sia una piaga della nostra società è evidente ogni giorno, da ogni (o quasi ogni) persona che incontriamo, in ogni luogo in cui ci rechiamo! Ciò che non ha un valore materiale, economico, viene svalutato...e in questo rientra anche la cultura...tranne quando dalla "cultura" si possono ricavare profitti...ma la cultura mercificata perde il suo VERO valore!! Perde la sua vera essenza!! Perde, per così dire, la sua "spiritualità"!! Non è un caso che l'istruzione (soprattutto quella umanistica) oggi sia messa in secondo piano: derisa dai singoli, estromessa dalla finanziaria, dal Governo e dai suoi progetti!!! CHE TRISTEZZA!! Camus diceva che la cultura è l'urlo degli uomini in faccia al loro destino e, ancor prima, Epitteto affermava che solo l'uomo colto è libero. Perdendo la vera cultura e la sua vera essenza, si perde anche la vera libertà, forse!

 
At 21 ottobre, 2006 14:53, Anonymous eugenio said...

Ciao amico.

Bel concetto quello che hai focalizzato.
in particolare mi ha colpito la tua ultima frase, quando dici che ci si dovrebbe fermare ad ascolatre anche il papa senza pregiudizio alcuno!
Bravo.

 
At 21 ottobre, 2006 18:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

Silvia, quel "forse" finale mi ha lasciato sorpreso e pensieroso. ;-)

Eugenio, siamo sempre qui in prima linea. Cerchiamo di contrastare in tutti i modi il declino della nostra gloriosa civiltà. ciao!

 
At 22 ottobre, 2006 14:16, Blogger silvia said...

Il "forse" dipende da ciò che una persona intende per libertà...per me non vale il "forse"...ma, nel rispetto delle opinioni di ognuno, credo sia giusto assumere sempre un punto di vista non assoluto...altrimenti si finisce per sembrare di voler convincere altri a credere ciò in cui crediamo noi...ma la storia ci insegna che questa "tecnica" adottata da sempre non è stata assolutamente la migliore...ANZI!!

Spero sia più chiaro il motivo del mio "forse"!!

;-) Silvia

 
At 29 ottobre, 2006 08:03, Anonymous Gabbiano said...

domanda:
Chi ha una visione LAICA della vita, dell'esistenza, che non "crede" all'anima ma è sicuro che esita la "coscienza", diviene automaticamente un "utilitarista?"
un saluto...

 
At 29 ottobre, 2006 10:29, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sicuramente no, gabbiano.
Dire laico non comporta nulla di negativo, a mio avviso. Anch'io mi considero laico, d'altra parte.
Ma non ho una mentalità utilitaristica, per nulla. O almeno, cerco di non averla. ;-)
ciao!

 
At 01 novembre, 2006 14:31, Anonymous Marzia said...

Ciao Antonio, visto il dialogo iniziato in Più Blog mi sono spinta a venire a leggerti.
So che Latina ha un'origine recente, credo sia la città più neonata d' Italia.
"Belitalia" di Rai 3 le dedicò un bel servizio e capisco che una passione per il movimento Futurista si innesti su questo tronco.
In quanto al post in oggetto ratifico quanto scrivi.
L' Utilitarismo da Protagora a Hume, passando per Bentham, è per me incriminabile.
Inoltre trovo congeniale la tua presa di posizione, sai..
E' logico che chi si libera della forma ( io ho altra posizione in merito, ma questo è un altro discorso) sia un puro, per così dire.:)
Spero di essermi spiegata.
p.s. ho curiosato in Sala Professori, scoprendovi un amico. E' Marcello/Tenda Rossa, un amico della "prima ora" di Splinder, per intenderci.:)
Ciao!

 
At 01 novembre, 2006 14:32, Anonymous Marzia said...

Si innesti anche da un punto di vista architettonico, intendevo.:)

 
At 01 novembre, 2006 14:47, Blogger Antonio Saccoccio said...

Ciao Marzia, grazie per la visita.
Sono passato anch'io da te, anche se in silenzio. Cercavo di capire meglio chi eri e che funzione aveva il tuo blog. Ma ho letto troppo poco. Ovviamente la prima impressione è stata di un blog molto curato e ben scritto. :-)
L'utilitarismo è per me davvero la morte di quanto di più nobile noi tutti abbiamo dentro. E' una mortificazione assoluta.
Contento che tu abbia già colto alcuni nessi che legano parti del mio pensiero. ;-)
Ci sentiamo presto.
ciao!

 
At 01 novembre, 2006 15:37, Blogger Antonio Saccoccio said...

Per quanto riguarda Latina, come saprai, deve la sua nascita e la sua architettura al fascismo.
In questo è molto distante dal futurismo.
Come potrai immaginare, l'architettura futurista rifiutava gli elementi fascisti di richiamo alla classicità. I futuristi guardano al futuro, i fascisti essenzialmente al passato.
Comunque, pur non essendo esteticamente staordinaria, è una città in cui si respira. Ci sono molti spazi, c'è del verde, l'arredo urbano è curato. Per me che odio le città congestionate è l'ideale.
Certo, a me piacerebbe una città più avanguardista, anche architettonicamente. Ma se faccio il paragone con le altre città laziali, me la tengo stretta la mia Latina. ;->
Certo, si potrebbe osare qualcosina in più, ma forse non siamo tutti ancora maturi per un'architettura davvero proiettata verso il futuro.
ciao!

 
At 06 novembre, 2006 19:06, Anonymous Andy said...

credo tu abbia perfettamente ragione...e credo che senza andare lontano si possa trovare l'utilitarismo anche nei rapporti umani...ed è squallidissimo scoprire che spesso si è spinti a relazionarsi con gli altri solo con un secondo scopo..senza apprezzare il rapporto in se..ma ragionando solo in base all'utilitarismo...

 
At 06 novembre, 2006 19:51, Blogger Antonio Saccoccio said...

Andy, diciamo pure che stiamo diventando talmente squallidi da fare schifo.
Una persona "serve" a questa cosa, un'altra "serve" a quell'altra cosa...
Viscidi calcolatori... non uomini.

 

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