LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

sabato, maggio 06, 2006

L'ha detto... Seneca

In regno nati sumus: deo parere libertas est.
Seneca, De vita beata, 15, 7

Siamo nati in un regno: ubbidire al dio è la libertà.

Etichette:

14 Comments:

At 08 maggio, 2006 13:25, Anonymous Metafisico said...

oggi qui in Italia invece obbediamo ai Tersiti.

 
At 08 maggio, 2006 13:42, Anonymous Metafisico said...

Ultimamente sono stato un pò assente, in Ad futurum stai ancora facendo i vizi capitali?
L'archivio delle puntate non mi pare che ci sia...

 
At 08 maggio, 2006 17:26, Blogger Antonio Saccoccio said...

meta bentornato!
stasera in Ad futurum parlo del vizio della superbia.
Se vuoi alle 21.
ciao!

 
At 08 maggio, 2006 18:47, Anonymous Sleepers said...

Ciao, buon lunedì e buona settimana.
Solo questo. E per alcuni aspetti, non è poco.
Sleepers.

 
At 09 maggio, 2006 18:25, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao Sleepers. Questo tuo saluto sul post di Seneca ha un significato preciso? ;-)

 
At 09 maggio, 2006 19:58, Anonymous Sleepers said...

Non voluto. Semplicemente volevo salutarti. Ti ho detto che ti leggo ogni volta che posso e, di conseguenza, ti scrivo ogni tanto per lasciarti un segno del mio passaggio.
Deluso? Dovevo capire qualcosa che invece mi è sfuggito?.
Saluti, Sleepers.

 
At 09 maggio, 2006 21:10, Blogger Antonio Saccoccio said...

Mai deluso da chi mi legge e mi scrive ;-)
Ma per te ubbidire può essere una libertà? Vediamo un po'...
ciao!

 
At 11 maggio, 2006 16:40, Anonymous Anonimo said...

Io fuggo e mi piace fuggire. Questa è libertà.
www.antonioscoppettuolo.splinder.com

 
At 12 maggio, 2006 13:30, Anonymous Una Persona Intorno said...

Si ubbidisce sempre a qualcuno o a qualcosa..liberi si è solo quando si è capito a chi conviene.
Chi ha il diritto di essere considerato Re.
E chi è che ti offre gratis ciò che profondamente in realtà stai cercando in giro, dovunque in ciò che ti credi libero di scegliere, spesso "prostituendoti" pur di ottenerlo.
E il peggio è: senza nemmeno rendertene conto. (Più schiavo di così!..Colui che si crede libero..)

Allora non diventa obbedienza, ma scambio accettato di amore e gratitudine.
Avventura verso chi, ora un po' posso dirlo, davvero non sapevamo chi fosse.
Creatura invece che Creatore perchè frutto della nostra idea di..
Sballata.

Non penseremo mica di essere liberi, mentre passiamo la vita a scappare?
Accettando ogni compromesso o alienazione (anche sottile) pur di rubare qualche attimo di emozione, un po' di affetto o considerazione che ci faccia sentire vivi..che ci faccia sentire che vale la pena esistere?
Purtroppo sì, lo pensiamo spesso e ce ne accontentiamo.
Briciole in cambio dell'obbedienza al re sbagliato..
Va così e anche questa è una scelta a volte che il Re ci lascia.

 
At 12 maggio, 2006 18:46, Blogger Antonio Saccoccio said...

anonimo,
fuga = libertà? sei sicuro?

Simo,
purtroppo questo succede quando cediamo agli idoli, rinunciando a Dio.
Fuggendo da Dio, fuggiamo da noi stessi. E ci rivolgiamo a falsi idoli, che ci schiavizzano inevitabilmente.
ciao!!! :-)

 
At 12 maggio, 2006 19:22, Anonymous Sleepers said...

E' un discorso molto ampio ed estramamente soggettivo, a mio avviso.
La libertà per me è fare quello che si preferisce. Ubbidire ciecamente?
Si, perchè no? Anche se deve sempre e comunque rimanere ben saldo il concetto della persona.
Mi spiego.
Entrare in una setta dove, per regole loro, devi pregare 70 volte al giorno, va bene. Entrare in una setta dove, per altre regole sempre loro, ti devi frustare 70 volte al giorno, non va bene.
Ubbidire: si, annullarsi: no.
Io voglio avere la libertà di credere in qualcosa, di discutere, di cambiare idea, di tornare sui miei passi, di non spostarmi mai dalla via che ho scelto.
Tra un carabiniere (fedele nei secoli) ed un disobbediente, secondo me, quello libero è il primo.Tieni conto che parlo sempre ad un livello alto di considerazioni.Praticamente pura utopia. Riuscire a conciliare intelligenza, rispetto di se e dell'altro,onestà, consapevolezza di se, più altre sette o ottomila qualità, fà un uomo libero. E forse tra qualche tempo riusciremo ad esserlo anche noi.
Ci legano ancora troppe cose: convenzioni, consuetudini, cultura, poca dimistichezza con la democrazia, con la libertà di usi e costumi...ci vorrà ancora molto tempo, credo, prima che riusciremo a capire cosa è realmente la libertà.Secondo me erano più liberi nell'antica Grecia o gli antichi romani, rispetto noi. Avevano qualcosa in cui credere, i secondi, usavano di più la testa, i primi. Per assurdo.
Smetto, non ti preoccupare.
Ci ho messo un po' a rispondere perchè volevo dire quello che penso e non volevo sbrigarmela con poche parole, quindi avevo bisogno di qualche minuto a disposizione.
Non per questo credo di aver detto qualche Verità...solo il mio pensiero, casomai sciocco ma, mio.
Ti saluto, passa un buon fine settimana, Sleepers.

 
At 13 maggio, 2006 20:04, Blogger Guinevre said...

Libertà: termine inventato dall'uomo di una dimensione che sogna, ma che realmente non potrà mai trovare.

 
At 13 maggio, 2006 20:57, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sleepers,
"Ubbidire: sì, annullarsi: no"
Mi sembra perfetto. Anche se per molti le due cose coincidono. E ovviamente si sbagliano.
Per me l'importante è ubbidire a se stessi. Che poi, nel mio pensiero, significa ubbidire a Dio.
ciao!

Guinevre,
sono d'accordo. Quante cose sono state dette sulla libertà. Volevo solo far notare come questa sentenza di Seneca, apparentemente ossimorica, sia in realtà forse più vicina al vero di tante altre definizioni.
ciao!

 
At 14 maggio, 2006 15:37, Anonymous Indijah said...

Per me libertà significa poter mettere tutto in dubbio. Anche le parole di un Dio, se queste sono state trascritte da qualche umano che si è arrogato il diritto/potere di rappresentarlo. Non posso accettare supinamente la volontà di queste persone.
Per questo non potrò mai ritrovarmi in una Chiesa fatta di soggetti generalmente mediocri che pensano di avere la verità assoluta in tasca e che alla fine dei conti sono l'antitesi di quello che proclamano essere il Pensiero Divino.
Questo non significa ch'io non sia credente, ma che fatico (anzi, mi trovo impossibilitata) a tollerare che ambizioni personali di pochi soggetti diventino la volontà di Dio.
Una religione ad personam? Forse. Ma mi sento in pace con me stessa e fuggo i falsi idoli.

 

Posta un commento

<< Home