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mercoledì, agosto 22, 2007

Neofuturismo in strada: più velocità, meno imbecillità

La soluzione: patente di guida a livelli
Neofuturismo in strada: più velocità, meno imbecillità
Non è la velocità la causa degli incidenti

La grezza mediocrità di chi governa il nostro paese spunta fuori ogni qual volta sia necessario operare distinzioni e ragionare con un minimo di acume.
La campagna contro la velocità sulle strade è uno di questi casi. Dopo decenni di ridicole e violentissime campagne di demonizzazione della velocità al volante ci ritroviamo con un numero sempre altissimo di incidenti, forse superiore al passato. Limiti di velocità degni di un carretto a due ruote, autovelox piantati ogni dieci chilometri, patenti a punti. Nulla da fare. Gli incidenti restano.
Noto con piacere che ultimamente persino ai nostri grezzi governanti sta balenando un dubbio atroce: forse la velocità non c’entra nulla? Forse abbiamo – come sempre – sbagliato bersaglio? Gli indizi del parziale ravvedimento ci sono. Da un paio di mesi si sta iniziando a dare peso alle condizioni del guidatore al volante, puntando sullo stato di ebbrezza di chi guida, frutto dell’assunzione di alcol e droghe varie. E infatti gli annunci autostradali ora non se la prendono più con il solo “demone della velocità”. Quest’estate si può leggere la seguente parziale correzione: “Alcol e velocità uccidono! Te e gli altri”. Già è qualcosa. Certo, si è ben lontani dal comprendere che le campagne contro la velocità sono totalmente fuori luogo.
Ancora una volta il vero problema viene aggirato. Il vero problema infatti è che ci sono in Italia milioni di automobilisti che non sono in grado di guidare oltre certi limiti di velocità. Questi milioni di guidatori appartengono essenzialmente a due categorie:
  1. chi è incapace per oggettivi limiti personali di guidare oltre certi limiti di velocità;
  2. chi è tecnicamente capace, ma essendo limitato mentalmente (parliamo degli imbecilli in sostanza) non si rende conto che guidare non è un gioco (e quindi assumono alcol, droghe oppure si divertono come se fossero in un videogame).

Detto questo, va detto però che in Italia ci sono anche milioni di automobilisti capacissimi, che sono in grado di guidare ben al di là di questi limiti.
Ancora una volta i politici ragionando rozzamente creano disastri.
Bisogna agire alla radice. Perché si permette a gente incapace di guidare? Un automobilista incapace che viaggia sui 100 km/h è assai più pericoloso di un automobilista capace che sfreccia a 160 km/h. Questo risulta evidente dall’esperienza quotidiana. Un bravo automobilista si trova infatti ad evitare giornalmente una serie incredibile di piccoli e grandi incidenti causati dagli automobilisti improvvisati. Sono questi ultimi sempre la causa degli incidenti. Come in ogni campo, sono gli incapaci e gli imbecilli che creano problemi. Ora lo Stato ci ha fatto credere subdolamente per decenni che bastasse viaggiare velocemente per creare incidenti. Mentre gli incidenti si creano sempre per precisi errori, non per un’astratta e non precisata “velocità”. La velocità non può essere un parametro assoluto: conta solo se riferita alle capacità individuali del guidatore.
Lo spirito neofuturista non può accettare che per l’incapacità di alcuni tutti siano costretti a viaggiare come lumache su fantastiche autostrade. Quindi si avanza la seguente rivoluzionaria proposta: la patente di guida a livelli.
Non siamo tutti uguali. C’è chi sa guidare e chi no. Chi guida meglio e chi peggio. Quindi in futuro ci dovrà essere un esame che testerà seriamente le abilità di ciascun aspirante guidatore e rilascerà una patente di un livello adatto a queste abilità.
Ci saranno patenti per uso solo urbano (pensiamo a chi prende la patente in età avanzata o agli anziani che hanno perso i riflessi).
Ci saranno patenti con velocità limitata a 100 Km/h (per chi ha una discreta abilità, ma non riesce a gestire i pericoli oltre un certo limite).
E patenti con velocità massima (che rispetteranno i limiti stradali, che andranno ovviamente tutti rivisti verso l’alto di almeno 20-30 km/h).
Ovviamente per ottenere le patenti di livello più alto l’esame di guida dovrà prevedere prove dure e serissime. L’aspirante automobilista dovrà dar prova di sapersi destreggiare abilmente in condizioni di guida difficili (guida in autostrada a velocità sostenuta, guida sul bagnato e su terreni accidentati, guida su strade di montagna, guida di notte in strade senza illuminazione). Questo sarà il nuovo esame. Basta inutili parcheggini in retromarcia e scontate svolte a destra! Basta con le prediche sulla cintura e sugli indicatori di direzione! Per chi vorrà guidare, ci dovrà essere un esame con sorpassi, rischi e pericoli. Come nella vita e nella guida di tutti i giorni.
Con la patente a livelli non sarà più permesso all’automobilista incapace di rovinarci la vita, e sarà permesso invece al capace di guidare con tranquilllità, senza imbranati in mezzo alla strada e senza frenare ogni 10 km per un ridicolo limite di velocità o un vile autovelox.
Neofuturismo sulle strade. Più velocità e più libertà. Meno incapacità e meno imbecillità.

Antonio S.

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10 Comments:

At 22 agosto, 2007 18:30, Blogger steppe said...

un saluto da Mosca dove il traffico regna sovrano
Laura
(www.steppe.splinder.com)

 
At 22 agosto, 2007 19:10, Blogger Antonio Saccoccio said...

ciao Laura!
vedi? troppa gente in auto! meno patenti, meno traffico! ;-)
a presto!

 
At 24 agosto, 2007 13:14, Blogger squitto said...

caro Antonio,
io non ho mai fatto un incidente in vita mia, neanche in condizioni più che critiche, anzi, posso dire di averne evitati parecchi e di aver fatto con ciò anche un favore a qualcun altro.
Purtroppo c'è il pensiero che una patente non si nega a nessuno...
io sono sempre stata dell'avviso che se uno si fa male da solo (non usa casco cintura e quant'altro, o se va fuori strada ad minchiam perché guida male o in stato alterato e ci rimette in prima persona) deve essere sicuramente soccorso ed assistito e salvato, però poi gli devono mandare il conto a casa, e salato. Mi scoccia sovvenzionare dei cretini.
Se invece è causa di morte altrui deve andare dentro e bisogna buttare la chiave, perché se non è in grado di capire che il suo comportamento è volontariamente nocivo è una persona pericolosa.
Sono drastica? Può essere, ma la mia frequentazione di quasi un mese del reparto intensivo di neurochirurgia mi ha fatto vedere abbastanza, e non ho più rispetto per chi crea sofferenza per superficialità e leggerezza. Ce n'è abbastanza per altri motivi.
Un abbraccio

 
At 24 agosto, 2007 13:22, Blogger squitto said...

PS:
mio papà diceva sempre che quelli che vanno piano sono più pericolosi di quelli che corrono.
Debitamente contestualizzata, questa frase è sacrosantamente vera.
Per non parlare di quelli (madonna quanti sono) che mettono la freccia da una parte e svoltano dall'altra.
Mah.
Un esame neurologico, no?

 
At 24 agosto, 2007 13:49, Blogger Antonio Saccoccio said...

"Purtroppo c'è il pensiero che una patente non si nega a nessuno...
io sono sempre stata dell'avviso che se uno si fa male da solo (non usa casco cintura e quant'altro, o se va fuori strada ad minchiam perché guida male o in stato alterato e ci rimette in prima persona) deve essere sicuramente soccorso ed assistito e salvato, però poi gli devono mandare il conto a casa, e salato. Mi scoccia sovvenzionare dei cretini.
Se invece è causa di morte altrui deve andare dentro e bisogna buttare la chiave, perché se non è in grado di capire che il suo comportamento è volontariamente nocivo è una persona pericolosa.
Sono drastica?"

No, sei semplicemente liberale. ;-)
E' la mia stessa impostazione.

Il problema è che si vuole concedere a tutti la possibilità di uccidere (patente). E invece ci sono persone che non sono per nulla in grado di maneggiare l'arma (automobile).
In quale altro caso accade una cosa simile?
Anche qui ci troviamo di fronte ad una massificazione preoccupante. Siamo trattati tutti alla stessa maniera, mentre sappiamo benissimo che siamo tutti diversi: al volante ci sono potenziali piloti e imbranati assoluti. Ma tutti hanno la stessa patente e gli stessi limiti di velocità. Se non è imbecillità questa non so come possa essere definita.
Ti mando un caro saluto, cara squitto.

 
At 24 agosto, 2007 14:06, Blogger squitto said...

alla base di tutto c'è il concetto fondamentale, in cui fortemente credo e che ho avuto altre volte modo di citare:
la responsabilità individuale.
Concetto che noi italiani conosciamo ben poco, cresciuti nello scaricabarilismo e nel mammismo, nell'assistenzialismo e nell'occhio non vede cuore non duole.
Concetti molto cari alle sinistre, peraltro, specie quando si tratta di tirar fuori soldi che devono sempre essere di qualcun altro... magari di fantomatici evasori ai quali si demanda il compito di risanare il deficit delle strutture sanitarie...
Ho il dente avvelenato, Antonio. Ho il dente avvelenato da quando, al pronto soccorso, con Emi in coma, una tossica si è messa a prendere a calci la porta pretendendo di avere più bisogno di lui perché stava male...
ma ti droghi? ma non è forse un suicidio annunciato? e che cavolo vuoi allora?
colpa della società? e la società dovrebbe pensare a te? ma non volevi morire?
scusa, lo so che non c'entra niente, ma se questa gente la smettesse di pensare che possono far danni che tanto c'è sempre qualcun altro che li ripara forse si comincierebbe a ragionare.
Scusa lo sfogo
:)

 
At 24 agosto, 2007 14:20, Blogger squitto said...

comincerebbe, of course
:))))

 
At 24 agosto, 2007 15:58, Blogger Antonio Saccoccio said...

Sfogo più che giustificato, carissima.
Purtroppo il 60% almeno degli italiani ormai accetta come buona questa soluzione. E del restante 40% solo un 5% scarso si ribella come noi.
Il fine ultimo del pensiero dominante è ripetere all'infinito sciocchezze per farle diventare verità.
A noi non resta che continuare a lottare, affinchè questa realtà che oggi ci fanno credere come giusta e vera sia un domani finalmente ribaltata.
Coraggio. Sempre coraggio.

 
At 23 ottobre, 2007 16:15, Anonymous Paolo said...

A che "livello" di imbecillità siamo arrivati gente. Se uno è tanto bravo a guidare lo dimostrasse in pista, nessuno è libero di correre per le strade, anche se dimostrasse di essere un pilota di formula 1.
La patente a livelli? Si, può essere un'idea. Ma livelli di che? Di idiozia? Più il mezzo è un missile terra-terra il cui numero di CV è inversamente proporzionale ai centimetri del pisello, e più si è limitati alla guida. Una proposta come questa io la avallerei.
Facciamo un favore a tutti, e limitiamola la velocità. Oppure andiamocene all'altro mondo in una pista, senza rompere le palle altrui.

 
At 24 ottobre, 2007 00:03, Blogger Antonio Saccoccio said...

Paolo carissimo, fai uno sforzo su.
Rileggi il post altre tre volte e forse ne intenderai il contenuto.
So che per tipi come te ci vuole tempo e pazienza, ma con un po' di impegno potrai capire anche tu.

Buona rilettura (e buono studio dell'ortografia)

un saluto!

 

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