LIBERI DALLA FORMA

IL PRIMO BLOG NET-FUTURISTA

sabato, maggio 21, 2005

FORME MORTE (1): le cartoline.

Apro un cassetto polveroso e leggo a caso alcune tra le cartoline che mi sono state inviate negli ultimi anni.
Circa metà delle cartoline presenta le seguenti espressioni:
Tanti saluti da xxx
Saluti spagnoli da xxx
Tanti tanti tanti saluti francesi da xxx
Un grande saluto dal Giappone da xxx
Tanti cari saluti a tutti da xxx
Un simpatico saluto dalla Sicilia da xxx
Un carissimo saluto da xxx

Quasi un’altra metà presenta un arricchimento con indicazioni geografiche, ma frasi per lo più prevedibilissime:
La Spagna è calda ma stupenda…
Gli States sono favolosi come credevo…
Il Messico è un luogo unico…
Un saluto dalla verde Sardegna
Etc.

Pochissime le cartoline che provano, con modesti risultati, ad essere più originali.

Ebbene tutti noi abbiamo sentito, almeno una volta nella vita, l’enorme imbarazzo che si prova a dover scrivere una cartolina. E tutti abbiamo avuto un momento in cui ci siamo detti: “Ora che scrivo? La solita frase? O mi invento qualcosa? Ma che mi invento? Proviamo un po’… no, non ci riesco… non mi viene in mente nulla!” E poi alla fine o si ritorna ai “carissimi saluti” o alla “verde Sardegna”! Ma sempre con un grande senso di insoddisfazione. E i risultati sono quelli che avete letto sopra: decisamente modesti. Ma insomma chiediamoci tutti: cos’è che non va in quelle cartoline? Perché dopo qualche giorno non ricordiamo più cosa c’è scritto? Come può accadere che, dopo appena una settimana, di una cartolina di un carissimo amico ricevuta con grandissimo piacere non ricordiamo più una sola parola? È semplicissimo: perché quelle cartoline sono FORME MORTE! In quelle frasi, partorite con così grande fatica e con così poca naturalezza, non si sente il flusso della vita. Per questo non destano nel destinatario alcuna impressione forte. E vengono così dimenticate.

Il problema c’è però e rimane. Cosa scrivere dietro ad una cartolina?
Se siete stanchi di scrivere e ricevere cartoline morte, seguitemi un attimo.
Ho una mia soluzione e si chiama “cartolina futurista”. È una cartolina che si è scocciata di essere veicolo di frasi ammuffite vecchie di secoli e che vuole comunicare qualcosa.
Per ora ho sperimentato due tipi di cartoline futuriste: la “cartolina ribelle” e la “cartolina dinamica”.
La “cartolina ribelle” la consiglio a tutti coloro che si sono semplicemente stufati di dover passare mezzora per trovare le parole giuste.
Vi spiego. Il fine della cartolina è testimoniare al destinatario che si è avuto un pensiero per lui. E allora spedire la cartolina può bastare: quindi dietro la cartolina voi non scriverete assolutamente nulla, tranne la firma. Potete scegliere se mettere la firma in basso lasciando vuoto il resto e allora il significato provocatorio sarà: “ti aspettavi che ti scrivessi qualcosa? E invece non ti scrivo nulla, perché ora non ho nulla da dirti e non voglio scriverti le solite frasi insulse: voglio solo spedirti questa cartolina perché mi sono ricordato di te!”. Oppure potete firmarvi a caratteri più grandi, occupando magari tutto lo spazio a disposizione, come a dire: “La cartolina te la mando io, e questo può bastare”.
La “cartolina dinamica” è invece una cartolina diversa, più creativa. Diciamo che, passati i primi tempi, in cui la cartolina ribelle ci dà la soddisfazione di esserci liberati dalla forma morta, la cartolina dinamica è la vera soluzione al problema.
Questa volta si tratta di riempire lo spazio a disposizione. Ma non dobbiamo più pensare e ripensare alla frase ad effetto che stupirà o farà piacere al destinatario. Basta alzare lo sguardo dalla cartolina, osservare quello che ci sta intorno e riportarlo in maniera libera sulla cartolina. All’osservazione della realtà circostante si può unire un pensiero immediatamente conseguente a quell’osservazione.
Ad esempio immaginiamo di essere in stazione, seduti su una panchina, poco prima di prendere il treno. Prendiamo la cartolina, alziamo lo sguardo e osserviamo per qualche istante. Quindi scriviamo:
“Tanto rumore, annuncio del treno, ragazze profumate ben vestite sbattono i tacchi alti, un bambino urla. Mi piace stare con loro”.
Scriviamo esattamente quello che abbiamo visto e le impressioni che abbiamo avuto. Nulla di più. Il risultato? Se ci lasciamo trascinare e riusciamo ad essere spontanei, il nostro destinatario riuscirà a cogliere un momento del nostro viaggio e a riviverlo parzialmente. Vi pare poco? Preferite i “saluti carissimi”? Senza contare poi che in questo modo tutte le cartoline sarebbero diverse dalle altre, ognuna personale e unica!
La cartolina dinamica praticamente coglie il flusso della vita, ci rende spontanei e parte di quel flusso. Nulla di precostituito, nulla di formale. Si vive il momento e lo si fa rivivere.
Vi pare ch’io farnetichi? No, sono solo un neo-futurista che vuole sbloccare la fissità di alcune forme morte…
Allora ricordate: questa estate mandate a tutti cartoline neofuturiste! ;->

Antonio Saccoccio

3 Comments:

At 09 novembre, 2007 16:53, Anonymous orsarossa said...

nulla di nuovo per me ..
ho sempre scritto cartoline dinamiche

*O

 
At 16 novembre, 2007 19:50, Anonymous Anonimo said...

Traffico, rumore di fondo,
libri sul piano e un bel ritratto, traffico, vivo in città, vivo in cittaaaaaaà. Vado a Wikypedia. Salve!

vitotaccone

 
At 20 maggio, 2009 22:05, Blogger Elisabetta Mattia said...

:) quanto mi fanno sorridere questi post.

è bello curiosare nel tuo percorso per scoprire quanti di questi pensieri sono diventati parte di te.

Questo ha raggiunto anche me! ;)

 

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